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cronaca

L'imprenditore Mazzanti porta Pontedera in vetrina a Dubai. «Ora cinque auto all’anno e nuovi mercati»

Parla il fondatore dell’azienda che produce hypercar artigianali su misura, protagonista all’Expo col top toscano 


10 ottobre 2021 Pietro Mattonai


PONTEDERA. A Dubai, per l’Expo 2020, c’è anche un’eccellenza tutta pontederese. Lo scorso 1° ottobre, con il tema “Collegare le menti, creare il futuro”, negli Emirati Arabi ha preso il via l’esposizione universale che avrebbe dovuto tenersi tra lo scorso anno ma che, causa pandemia, è stata posticipata. E per prendervi parte, il comune di Firenze ha organizzato una missione istituzionale dedicata al “bello” e al “ben fatto”.

Caratteristiche che rispecchiano il lavoro di Mazzanti Automobili, azienda con sede nella zona industriale del Gello a Pontedera e fucina di hypercar artigianali progettate e costruite “su misura” del cliente. «È un onore rappresentare le eccellenze italiane a un evento così importante – dice Luca Mazzanti, fondatore e amministratore delegato di Mazzanti Automobili – sarà un’occasione per far conoscere il nostro mondo e per scambiare visioni e idee con aziende all’avanguardia e personalità di alto livello».

LA STORIA
L’azienda di Mazzanti affonda le sue radici a Pontedera. Suo padre, carrozziere, sposta la sua attività proprio nella città della Vespa nel 1984. Qui, la passione di Mazzanti per le auto, per le corse e per il mondo delle quattro ruote si traduce presto nel restauro di auto storiche, svolta nella ditta Faralli. Nella sua testa, però, c’è un sogno: fondare un marchio automobilistico. «Nel 2005 abbiamo presentato Antas, una vettura ideata e costruita interamente da noi e con l’intera carrozzeria in alluminio battuto a mano – racconta – è anche comparsa nel film “Speed Racer” dei fratelli Wachowski, uscito nel 2008».

Il primo passo, a quel punto, era fatto: nel 2010, da Faralli & Mazzanti nacque ufficialmente Mazzanti Automobili. «Il primo progetto della nuova azienda è stato quello di Evantra, hypercar a motore centrale che è stata presentata nel 2013 – continua Mazzanti – dopo alcune variazioni, adesso stiamo lavorando sul nuovo modello, che si chiamerà Evantra Pura: l’obiettivo è far riscoprire agli appassionati la guida di una macchina vera, emozionale e maneggevole».

La presentazione di Evantra Pura avverrà in anteprima mondiale alla biennale di design di Firenze in Fortezza da Basso.

CAMBIO DI PASSO

Oggi, dopo più di dieci anni, Mazzanti Automobili è una delle aziende più innovative e in vista in ambito di realizzazione artigianale di vetture su misura. Anche se, con il nuovo piano industriale, Mazzanti va alla ricerca di un cambio di passo. «Siamo determinati a far crescere l’azienda, mantenendone le caratteristiche di artigianalità e concretezza – spiega – siamo una piccola azienda che conta molto sull’expertise delle persone che ci lavorano». Dalla produzione one-off, infatti, l’azienda punta a diventare produttrice regolare di hypercar, nella misura di almeno cinque vetture all’anno. «Inoltre – prosegue Mazzanti – vogliamo far capire quanto la nostra azienda sia dinamica, non soltanto nel settore dell’automotive: siamo stati i primi ad accettare le cripto-valute, a lanciare campagne di equity crowdfunding e abbiamo realizzato una start-up con l’Università di Salerno per fare ricerca su energia alternative e nuovi materiali».

IL PRESENTE
L’appuntamento con la missione istituzionale del comune di Firenze, che si svolgerà oggi al Padiglione Italia insieme ad altre realtà della Toscana, permetterà dunque a Mazzanti Automobili di presentare la propria capacità artigianale, rivolgendo particolare attenzione verso il mercato emiratino, naturale sbocco per le hypercar Evantra, anche in versione estrema Millecavalli R.

«La nostra è una clientela prettamente internazionale – conclude Mazzanti – Medio Oriente e Asia sono punti di riferimento, ma anche in Europa stiamo spingendo per allargare il mercato; negli Stati Uniti, invece, puntiamo ad aprire un mercato il prossimo anno: là c’è un approccio abbastanza dedicato in termini di marketing e dobbiamo declinare il nostro progetto in maniera oculata».

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