Petroni diserta la festa e spara contro tutti
«Assurdo venire per essere offeso. Lucchesi ci metta i soldi»
PISA. Uno all’Arena a festeggiare con i tifosi e la squadra ed a ricevere la coppa della Lega Pro, l’altro a Roma nel suo ufficio dopo aver inviato un comunicato durissimo (destinatari, pur senza nominarli, i nemici Lucchesi e Gattuso) per spiegare la sua assenza. Ecco la serata di ieri dei soci-divisi Fabrizio Lucchesi e Fabio Petroni, serata in cui il popolo nerazzurro ha celebrato la promozione in serie B in un’Arena gremita. Ma il clima di euforia non può nascondere la rottura ormai insanabile tra i due soci di Carrara Holding, rottura che potrebbe mettere in pericolo il futuro del Pisa. Petroni dalla sede romana della sua società ci risponde al telefono. Un fiume in piena. «Venire all’Arena per farmi offendere era assurdo - attacca -, nella trappola non ci sono cascato. Anche il presidente Gravina è rimasto a casa per lo stesso motivo. E poi il dialogo con Lucchesi è finito. Il rapporto è chiuso. Adesso parleranno gli avvocati. Se vuole comprare le nostre quote ci farà una offerta, se vuole vendere le sue ci farà una proposta. Non vedo alternative». Il presidente nerazzurro parla degli scenari futuri: «Entro fine mese c’è da versare un milione di euro e presentare una fidejussione assicurativa di 800.000 euro per iscrivere la squadra alla serie B. Nel milione c’è anche la quota di ricapitalizzazione che Lucchesi deve ancora versare. Noi finora i soldi, veri, li abbiamo messi nel Pisa. Solo noi però». E sulla possibilità che lo stesso Lucchesi si presenti con un socio finanziatore? Petroni anche in questo caso è categorico: «Ben venga il Mian di turno o qualsiasi altro socio sia pisano che di un’altra regione, a patto che copra la quota che spetta a Lucchesi. A quel punto Lucchesi può anche svolgere il lavoro che sa fare, quello di direttore sportivo e di ricercatore di sponsor. Basta però che non si occupi della parte amministrativa».
E Gattuso? «Una persona che in questa società doveva svolgere il ruolo di allenatore, ma che invece ha fatto altro. A proposito - ci interrompe - non è vero che ci ha cacciato dallo spogliatoio dello Zaccheria. Ha chiesto di parlare da solo con i ragazzi e noi siamo usciti». La conclusione di Petroni riguarda Zeman, l’allenatore che l’imprenditore romano avrebbe scelto per il dopo-Gattuso: «E’ vero, ci siamo parlati ed ha detto che verrebbe a Pisa. Ma ad un patto: senza Lucchesi. Perché lo conosce e non gli piace fare salti nel buio». E a rispondere a Petroni ci ha pensato proprio Gattuso nel suo intervento davanti ad un pubblico in delirio. «Io voglio continuare a calpestare quell’area là», dice indicando la sua panchina. «I soldi possono aspettare. Voglio restare qua e continuare con voi. Forza Pisa». Poi un messaggio anche a Petroni dopo aver ringraziato dal magazziniere a tutto lo staff ed i giocatori: «Grazie anche a Petroni ed a Terravision», mentre un coro di fischi copre la voce del mister). «Nei momenti di difficoltà - aggiunge - ci ha dato una mano. A dicembre eravamo in grandi difficoltà e loro ci hanno aiutato. Ma il calcio è una cosa - ha concluso - e il business è un’altra». Sotto la Nord aggiunge: «Restare? Questione tra soci». Nessun accenno al presidente, invece, da parte di Lucchesi che ha ringraziato «la grande famiglia nerazzurra». Poi il dg ai microfoni di Sky ha commentato: «Petroni? Un’assenza strumentale».
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