Il Tirreno

La storia infinita

Piombino, secondo lotto della 398: c’è il progetto definitivo, ecco tutti i dettagli

di Gabriele Buffoni
Piombino, secondo lotto della 398: c’è il progetto definitivo, ecco tutti i dettagli

L’Autorità Portuale a caccia di fondi: servono altri 25 milioni. Guerrieri: «A breve presenteremo tutte le pratiche per la Via»

08 luglio 2024
5 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. C'è il progetto definitivo per il secondo lotto della Statale 398. Mentre i lavori della prima sezione della nuova strada affidati ad Anas per un totale di 72 milioni di euro stanno proseguendo – gli operai nelle ultime settimane si sono visti all'opera sulla rotatoria all'ingresso della quattro corsie per Montegemoli-Venturina e hanno proseguito i lavori sul tragitto interno all'area di Colmata in direzione di Gagno – l’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno settentrionale ha concluso la progettazione per quello che sarà il lotto conclusivo dell’opera, ovvero il prolungamento tra la zona di Gagno e il porto. Fino a questo momento per l’opera sono stati stanziati 55 milioni di euro derivanti da fondi Pnrr. Finanziamenti che dettano anche tempi stringenti per il completamento deicantieri, ma che da soli non bastano. «Servono almeno altri 25 milioni di euro – spiega il presidente dell'Adsp Luciano Guerrieri – questo per poter avere una copertura sufficiente a partire con l'iter per l’assegnazione dell’appalto. E subito dopo anche con il cantiere».

Un’opera infinita

Del prolungamento da Montegemoli al porto della 398 a Piombino si parla ormai dagli anni Ottanta, con un primo progetto di fattibilità che riporta la data del 1993. Ma è indubbio che, dopo un gorgo infinito di pratiche burocratiche e anni di stagnazione, qualcosa si stia infine muovendo. Lo dimostrano gli operai di Anas che da tempo sono al lavoro per portare avanti il primo tratto, rivoluzionando di fatto – e non senza polemiche da parte dei cittadini – la viabilità nell’area di Montegemoli, specialmente con l’ultimo cantiere (ancora in corso) per la nuova rotatoria in uscita dalla quattro corsie. L’obiettivo è raggiungere quanto prima la prima rotatoria della bretella Gagno-Terre Rosse, completata dall’Autorità di sistema portuale con il duplice obiettivo di collegare viale Unità d’Italia con le aree della zona nord del porto ma anche di essere un punto di raccordo con i due tronconi che costituiranno il prolungamento della Statale.


Il caso “bretellina”

Già, la “bretellina”. Inaugurata a inizio maggio con il sindaco (allora uscente e in corsa per la rielezione) Francesco Ferrari e il presidente della Regione Eguenio Giani in prima fila, di fatto quella strada lunga 1,5 chilometri e costata circa 15 milioni di euro è ancora chiusa. «La apriremo a giorni, probabilmente già questa settimana – annuncia Guerrieri – abbiamo dovuto completare il collaudo e ultimare le rifiniture. Procedure che hanno però richiesto un po’ di tempo. Perché l’abbiamo inaugurata senza poterla ancora aprire? Ho letto le critiche, di chi ci ha visto una qualche manovra elettorale. Ma per noi il problema non si è mai posto – spiega – i lavori erano finiti e non aveva senso aspettare ancora».

Il secondo lotto

Dopo lo “spacchettamento” del progetto complessivo Montegemoli-porto della 398, mentre il primo tratto è diventato di competenza di Anas il secondo lotto è stato affidato all’Autorità Portuale. Che adesso, dopo aver ottenuto i primi 55 milioni di euro di finanziamento da fondi Pnrr, è pronta a presentare il progetto definitivo al Comune di Piombino e alla Regione Toscana. «Abbiamo concordato tutti i tracciati con l’amministrazione comunale – spiega Guerrieri – dalla rotatoria della bretella Gagno-Terre Rosse fino al porto la strada, che sarà a quattro corsie (due per senso di marcia, nda), avrà comunque le caratteristiche di una strada comunale ma resterà di competenza dell’Autorità Portuale. Passerà all’interno delle aree di Jsw e di alcune aree demaniali. Poi, arrivata al primo banchinamento del porto – prosegue – risalirà anche lungo via Portovecchio dove saranno demoliti il muro di confine con l’acciaieria e gli impianti ormai dismessi, ricollegandosi infine con la viabilità cittadina in via Pisa. Questo perché l’attraversamento all’interno delle aree di Magona non è possibile – conclude – dato che finiremmo con il limitare gravemente l’azienda nei suoi spazi».

Cosa manca adesso?

Se il progetto definitivo adesso è finalmente pronto per comparire sui tavoli di Comune e Regione, mancano però alcuni elementi essenziali per dare il via ai lavori. «Intanto mancano i soldi – ribadisce Guerrieri – servono almeno altri 25 milioni di euro: il viceministro si era preso l’impegno di garantire il finanziamento e ora abbiamo un’idea precisa della cifra che serve, ovvero circa 80 milioni di euro». Non solo. Prima di passare al progetto esecutivo e dare il via al cantiere c’è bisogno di passare dallo scoglio della valutazione di impatto ambientale (la cosiddetta Via). «La faranno Comune e Regione – spiega il presidente dell’Adsp – stiamo preparando lo studio di impatto ambientale, è praticamente pronto per essere presentato. I tempi? Se facciamo presto con le pratiche – dichiara – potremmo pensare di fare la gara nel 2025 e, se avremo i soldi, avviare i lavori». Anche per questo «l’accordo di programma del 30 settembre sarà importantissimo – commenta Guerrieri – perché la nostra richiesta è di inserire all’interno anche i soldi necessari al finanziamento dell’opera: Piombino è un’area di crisi industriale complessa e per questo l’attuazione del piano regolatore del porto è stata dichiarata a suo tempo urgente. Ed essendo una delle modalità per creare occupazione, si deve partire dalle infrastrutture. Se questi soldi non ci saranno – conclude – ci ritroveremmo a fare soltanto un pezzo di tutto il tragitto previsto». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Primo piano
Tennis: l’intervista

I toscani verso le Olimpiadi, parla Paolo Bertolucci: «Lorenzo Musetti la mina vagante, Jasmine Paolini è da medaglia»

di Vezio Trifoni