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Il caso

Bandiera Blu, Marciana Marina bocciata. La sindaca: «Ho un sospetto ma non voglio crederci»


	La spiaggia della Fenicia a Marciana Marina
La spiaggia della Fenicia a Marciana Marina

La prima cittadina scrive all’organizzazione: «Riteniamo di aver prodotto ogni anno del materiale valido, facendo anche sforzi notevoli»

14 maggio 2024
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MARCIANA MARINA. Dopo l’esclusione dalla conferma della Bandiera blu 2024 per Marciana Marina, la sindaca Gabriella Allori ha condensato in una lettera – destinata alla sezione italiana dell’organizzazione Foundation for Environmental Education (Fee) – la «richiesta di chiarimenti riguardo l’esclusione del comune».

La storia

E scrive la sindaca: «Occorre premettere che la prima Bandiera è stata concessa nel 2010 per l’approdo turistico, nel 2014 è arrivata la seconda per la spiaggia della Fenicia. Dal 2021 in poi le bandiere sono diventate quattro andando a includere ulteriori due spiagge, quella davanti al paese e quella in località Redinoce. È evidente che un piccolo comune come questo (1800 abitanti circa), il più piccolo della Toscana, negli anni ha cercato di ottemperare a quanto previsto per rispondere in maniera puntuale ai requisiti e alle richieste di codesto spettabile organismo, sia dal punto di vista delle politiche ambientali sia dal punto di vista delle infrastrutture e/o interventi di efficientamento energetico, vedasi l’attivazione del percorso delle Cer».

Gli interventi

E aggiunge ancora: «Abbiamo dimostrato sensibilità e attenzione verso i diversamente abili con migliorie e progetti di abbattimento delle barriere architettoniche. Tutto questo probabilmente andrebbe considerato, proprio in funzione del territorio e della sua vivibilità. Riteniamo di aver prodotto ogni anno del materiale valido, facendo anche sforzi notevoli viste le dimensioni e le capacità economiche dell’ente e francamente l’esclusione ci lascia una profonda amarezza».

Tempi e motivi

Poi precisa sempre la prima cittadina nella lettera: «Non voglio pensare che sia stato determinante per l’esclusione l’invio in ritardo di due giorni dell’integrazione richiesta circa le analisi delle acque; in effetti tale richiesta è pervenuta via pec al Comune il 26 gennaio e poiché tali analisi vengono effettuate da Asa s.p.a. non è stato semplice trovare il referente, da qui il ritardo di due giorni per l’invio, effettuato con pec il 31 gennaio mattina, non appena abbiamo ricevuto l’integrazione dall’azienda».

E conclude: «Non voglio credere che il ritardo di due giorni, e sottolineo due, abbia rigidamente pregiudicato un’attività, peraltro gestita esternamente al Comune per ovvi motivi di carenze di organico vista la dimensione del Comune, e se così fosse me ne rammarico ulteriormente. Concludo chiedendo cortesemente di essere informata circa le motivazioni di tale esclusione e mi auguro quanto prima di ricevere un riscontro».

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