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Pescia, il ponte sulla strada per Lucca chiuso per nove mesi: le ipotesi sui percorsi alternativi

di Maria Salerno
Il ponte sulla via Lucchese in località Ponte all’Abate
Il ponte sulla via Lucchese in località Ponte all’Abate

Creato un tavolo tra Comuni e Province per trovare una soluzione

30 novembre 2023
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PESCIA. Soluzioni cercansi, e in fretta. Le soluzioni – difficili da trovare – sono quelle legate alla viabilità alternativa alla lunga chiusura che attende il ponte sul torrente Pescia di Collodi località Ponte all’Abate. Una struttura fondamentale, al punto da essere entrata nel toponimo della località, e che rappresenta uno dei passaggi più importanti nel traffico di collegamento tra la Valdinevole e la Lucchesia. Ma che, anche senza scomodare la viabilità interprovinciale, rappresenta anche un passaggio obbligato per muoversi all’interno della viabilità della stessa frazione di Collodi, a causa del gioco dei sensi unici. Sensi unici che probabilmente dovranno essere temporaneamente rivisti per gran parte del 2024.

Del resto lavori sul quel ponte (con relativa chiusura) devono essere fatti senza ulteriori indugi. La posizione del Comune su questo tema è perentoria: «Non è pensabile ridiscutere il progetto ora come pretenderebbe qualcuno – afferma il vicesindaco di Pescia Luca Tridente – semmai andava fatto prima. Quello che possiamo fare adesso è solo mitigare i disagi inevitabili che deriveranno dalla chiusura del ponte».

Secondo la perizia di cui è stato oggetto nel 2020, il ponte è in grado di sopportare un carico massimo di 26 tonnellate e senso unico alternato per un periodo di tempo non superiore ai 5 anni, la cui scadenza è aprile 2025. Ecco perché non sono pensabili ulteriori slittamenti dell’intervento. I lavori costeranno un milione e 900mila euro e consisteranno nell’inserimento all’interno delle pile di sostegno dei cosiddetti pali trivellati, ovvero cilindri in acciaio. I lavori dureranno minimo nove mesi, di cui sette con chiusura totale e due con il senso unico alternato per le opere di finitura.

I gruppi dell’opposizione, che si dicono contrari al progetto adottato, stanno organizzando un presidio per lunedì 4 dicembre invitando la cittadinanza a mobilitarsi. «Su un tema così importante non sono accettabili prese di posizione demagogiche – sottolinea Tridente al riguardo – il progetto esecutivo è stato approvato con determina dalla Provincia il 20 settembre del 2022, e sebbene ne avesse facoltà quello che si evince dai verbali è che il Comune di Pescia non si è mai opposto, né ha mai prodotto un contributo scritto. Ricadendo sul nostro territorio tutti i disagi forse il Comune si sarebbe potuto affiancare alla Provincia nella progettazione, ma non è stato fatto e ora possiamo solo attenuare i danni, sia quelli relativi alla viabilità che alle attività economiche».

Intanto è già stato istituito un tavolo tecnico per individuare la viabilità alternativa tra i Comuni di Pescia, Villa Basilica, Capannori, le Province di Lucca e Pistoia e Autolinee Toscane. Le ipotesi sono quelle dell’uscita dei mezzi pesanti a Chiesina Uzzanese, mentre il rimanente traffico sarà scaricato su Veneri e Collodi (ma è ancora da chiarire il senso di marcia da adottare). Oltre a questo il Comune ha già chiesto alla Provincia di indicare la data certa di inizio dei lavori (al momento le ipotesi sono febbraio-marzo; di stanziare dei fondi per il rifacimento della viabilità locale, che sarà messa a dura prova dal traffico veicolare (stimato in circa 16mila veicoli al giorno) nel periodo di chiusura del ponte. Alla Regione Toscana, invece, saranno chiesti fondi per il ristoro delle attività colpite dalla chiusura del ponte.


 

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