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Massa, consiglio secretato: appello delle opposizioni al prefetto

di Ivan Zambelli
Le opposizioni all’uscita da Palazzo Ducale
Le opposizioni all’uscita da Palazzo Ducale

«Decisione antidemocratica, il presidente si dimetta»

30 maggio 2024
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MASSA. Avrebbero voluto fare domande, chiedere delucidazioni più specifiche sulla situazione economica di Casa Ascoli. E invece, con la secretazione del consiglio di lunedì, le opposizioni si sono sentite negare questa loro prerogativa.

Per questo ieri i rappresentanti di Partito Democratico, Polo Progressista e di Sinistra, Massa è un’altra cosa si sono rivolti al prefetto Guido Aprea, per segnalare quello che reputano un atto gravissimo del presidente del Consiglio comunale Agostino Incoronato, il quale però ripete che quella soluzione è stata adottata proprio per consentire una franca e libera discussione, altrimenti difficile vista la delicatezza della vicenda.

La vicenda

Il contesto era l’audizione sulla situazione di Casa Ascoli, oberata da debiti (si parla di quasi 6 milioni di euro) e le soluzioni messe in campo dal consiglio d’amministrazione. Il cda ha pronto un piano di risanamento, basato anche sull’accordo preliminare con le cooperative che vantano crediti. Tuttavia queste si aspettano i pagamenti entro il 30 giugno, altrimenti salta l’accordo. Dopo quindi le rispettive relazioni del cda, sindacati e cooperative, i gruppi consiliari si aspettavano di poter entrare nel merito della questione, anche con domande o considerazioni. Ma questo non è stato in parte possibile, perché la secretazione impone l’uscita dall’aula di tutti i non addetti ai lavori, quindi anche la dirigenza di Casa Ascoli. Soluzione decisa dal presidente Incoronato a seguito di alcuni interventi, prevista dallo stesso regolamento del Consiglio comunale per consentire una libera discussione. Ma a molti la secretazione è parsa l’esatto contrario.

Le reazioni

Per questo Claudia Giuliani (Pd), Daniela Bennati (Ps) e Ivo Zaccagna (MaC) si sono rivolti al prefetto. Bennati con i colleghi erano i promotori del Consiglio: «In gioco ci sono la casa di riposo, gli ospiti e le oltre 2mila famiglie che lavorano per le cooperative. Purtroppo secretando il Consiglio è stato completamente azzerato il ruolo ispettivo dei consiglieri. Io avevo pronta una serie di domande da sottoporre al presidente ed al direttore, ma allontanandoli -si chiede Bennati- io a chi le faccio le domande?». E le due cose ancor più gravi, spiega Bennati, «è che non abbiamo ricevuto le motivazioni, ma neanche è stato sentito il parere del segretario generale».

Proprio per questo, continua la segretaria comunale del Pd Claudia Giuliani, «abbiamo ritenuto di andare dal prefetto perché quello è stato un atto violento e antidemocratico, l’ennesimo tentativo di zittire le opposizioni. Il prefetto ci ha detto che scriverà a sindaco e presidente. Questo rincuora, ma non ci basta. Un presidente del Consiglio è figura super partes, e questo modus operandi fa preoccupare per gli equilibri democratici. Adotteremo tutte le azioni possibili affinché il Consiglio torni a garantire le opposizioni, tutte»; perché come ricorda la segretaria non solo quelle di centrosinistra sono uscite, ma anche quelle di centrodestra. Allora il presidente Incoronato, dice Ivo Zaccagna, «deve dimettersi. Non è più all’altezza di garantire l’imparzialità del ruolo che ricopre, perché è stato lui a proporre la secretazione, direi preventiva perché non sapeva quali legittime domande avremmo potuto fare».

I sindacati

A sottolineare l’estrema gravità dell’episodio sono anche i sindacati Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Csa Fp. «Aver predisposto la segretezza -scrivono in una nota congiunta- della seduta è qualcosa di incomprensibile che oltre ad avere creato un naturale imbarazzo e molta indignazione, tradisce il principio di trasparenza che dovrebbe sempre caratterizzare la casa comunale». Il Consiglio Comunale straordinario su Casa Ascoli viene secretato su proposta del Presidente Incoronato in nome della privacy, «al fine di consentire ai consiglieri di esprimersi liberamente», ricordano i sindacati; «forse in Consiglio comunale non si può più fare? Cosa teme questa Amministrazione? Cosa non vuol far sapere? Pensiamo che i cittadini e le cittadine di Massa abbiano il diritto di ascoltare il Consiglio Comunale che hanno eletto senza subire censure, cosa che invece questa Amministrazione ha fatto, in spregio ai principi di trasparenza e democrazia. Da parte di questa amministrazione l'ennesima conferma di chiusura e di mancanza di rispetto delle istituzioni democratiche».

Incoronato

«Non è stato colto lo spirito della seduta», torna a dire il presidente Incoronato. «Non ho vietato niente a nessuno, e infatti dopo la secretazione ci sono stati gli interventi dei consiglieri. Ho solo cambiato modalità del Consiglio, che si è svolto regolarmente. Ci sono state audizioni delle rappresentanze, le cooperative, i sindacati. Questo avevano chiesto le opposizioni, questo è stato fatto». Certo, con la secretazione escono gli invitati o gli assessori, riconosce Incoronato; «ma chi vuole può fare domanda scritta». Sul segretario, «la decisione di secretare è arrivata in corso d’opera, quando abbiamo sentito un sindacalista dire che un signore era andato a lavorare altrove quando era in ferie. A quel punto ci siamo allarmati e abbiamo secretato la seduta per evitare altre di queste dichiarazioni. Secondo me non è stato colto lo spirito, che era di libertà, per parlare serenamente in un dibattito politico. Nessuno l’ha impedito e sono semmai state le opposizioni ad uscire dall’aula. Nel caso potevano fare domande al sindaco, oppure le possono presentarle per iscritto».

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