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Massa, quattro dosi di vaccino anti-Covid a una 24enne: ci sono due indagati

Il caso fece scalpore a livello nazionale: ora la procura individua i responsabili. La vicenda avvenne all'ospedale apuano


05 giugno 2022 Pietro Barghigiani


MASSA. La paura per quello che sarebbe potuto succedere si è diradata con il passare dei mesi.

Quello che è rimasto è l’indagine della Procura di Massa per accertare eventuali responsabilità in un episodio che la mattina del 9 maggio 2021 proiettò una studentessa dell’ateneo pisano, ora 24enne, sulla ribalta nazionale in piena emergenza Covid. Famosa suo malgrado: in un colpo solo le inocularono quattro dosi di vaccino Pfizer. Principio attivo puro, senza alcuna diluizione.

Per quell’errore sono indagati con l’ipotesi di reato di lesioni colpose l’infermiera che materialmente somministrò la maxi dose e il medico presente nell’ambulatorio vaccinale il cui ruolo era quello di acquisire l’anamnesi della giovane per valutare eventuali reazioni allergiche al vaccino. Nel corso dell’incidente probatorio di metà maggio è stato affidato l’incarico peritale al professore Marco Di Paolo da parte del gip Dario Perrino del Tribunale di Massa.

La vicenda avvenne al Noa di Massa. La studentessa, iscritta Pisa alla magistrale di psicologia clinica, è residente a Marina di Massa. In autunno è prevista l’udienza di discussione della consulenza disposta dal giudice per valutare procedure seguite ed effetti del sovradosaggio nel corpo della giovane vaccinata. Al momento la studentessa non si è costituita parte civile.

Nel procedimento penale la studentessa resta come parte offesa con infermiera e medico indagati per lesioni personali. All’epoca l’Asl parlò di scivolone. Quelle quattro dosi, pari a 0, 45 centimetri cubi di principio attivo, dovevano essere diluite con 1, 8 centimetri cubi di soluzione fisiologica. Solo a diluizione fatta, dovevano essere prelevate le quantità da iniettare sui diversi pazienti tanto che con ciascun flacone erano fornite sia la soluzione sia le siringhe per le somministrazioni.

L’infermiera la soluzione nella fiala non la inserì, pensando di avere ancora il vecchio flaconcino con l’ultima dose: aspirò il contenuto con la siringa e lo iniettò tutto. Poi vide il flacone vuoto, ma sul tavolo c’erano ancora quattro siringhe. E realizzò quello che diventò uno dei primi sovradosaggio a livello mondiale.

Lei, l’allora ragazza più vaccinata d’Italia, ha superato la fase acuta dell’overdose di vaccino anti Covid. Ma non fu un record positivo. Uno degli effetti collaterali fu infatti quello di bere anche sette litri di acqua al giorno, ma di essere comunque disidratata. E poi il pensiero di non sapere come l’organismo avrebbe potuto reagire. Non esisteva all’epoca, infatti, una letteratura scientifica che potesse fornire risposte.

All’errore marchiano e sulle presunte responsabilità sanitarie adesso darà una risposta la magistratura.

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