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Il caso

Venezigate, l'assist di Osho contro “il sistema”

di Valentina Landucci
Venezigate, l'assist di Osho contro “il sistema”

Palmaroli difende il direttore d’orchestra sulla nomina al Teatro La Fenice: «Il “circoletto” non ammette voci dissonanti: se non sei allineato devi essere estromesso»

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LUCCA. La domanda è: ma Beatrice Venezi mangia la cioccolata svizzera o la Nutella? E poi, Federico Palmaroli, più celebre come Osho con le sue “più belle frasi”, si farà il bagno o la doccia? No, non siamo impazziti. È una libera citazione, certamente ironica (non ce ne vogliano i protagonisti) della celebre “Destra-Sinistra” di Giorgio Gaber. Era il 1994 e Beatrice Venezi aveva quattro anni: di certo non si poteva immaginare all’epoca che le simpatie di destra, che – canta Gaber – sono tipiche di chi preferisce il culatello alla mortadella, le sarebbero costate la centrifuga delle polemiche per la nomina a direttore stabile della Fenice di Venezia. E che sul punto ci siano solide o meno argomentazioni artistiche passa, purtroppo, in secondo piano, visto il can can mediatico alimentato, da destra e da sinistra, sulla vicenda. A conferma, forse, che Gaber aveva ragione: “L’ideologia, l’ideologia/ Malgrado tutto credo ancora che ci sia/ È il continuare ad affermare/ Un pensiero e il suo perché/ Con la scusa di un contrasto che non c’è/ Se c’è chissà dov’è, se c’è chissà dov'è”.

Non abbiamo una risposta ma, fresca di giornata, c’è un’altra puntata del Venezigate che vede per protagonista nientemeno di Osho, al secolo Federico Palmaroli, autore satirico e creatore della celebre pagina social “Le più belle frasi di Osho” da milioni di followers. Ospite a Lucca de L’Augusta – La Fortezza delle Idee, settima edizione di un festival, guarda caso «di destra» come è stato spesso definito, patrocinato dal Comune di Lucca. Palmaroli ha fatto il tutto esaurito mercoledì sera in città. Ha raccontato del suo «anno particolarmente impegnativo» in cui «ho avuto anche l’onore di partecipare alla grande mostra “Il tempo del Futurismo” a Roma, curando alcuni eventi collaterali. La mostra si è rivelata un successo oltre ogni aspettativa, nonostante le attenzioni malevole — o forse grazie ad esse — che un certo mondo di sinistra ci ha dedicato». E ha aggiunto: «Si tratta dello stesso sistema che sta colpendo Beatrice Venezi per il suo incarico al Teatro La Fenice di Venezia. Prima di essere individuata come “di destra”, Beatrice era osannata dagli stessi giornali che ora la condannano senza appello. Ma il “circoletto” non ammette voci dissonanti: se non sei allineato devi essere estromesso». Che dire, attendiamo tutti la prossima puntata.  

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