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Palmeri, ex capo dei Bulldog condannato a 5 anni di carcere

Il 41enne era accusato di aver assoldato mercenari per la guerra nel Donbass.  Sparito da Lucca nel 2014, sulla sua testa c’è un mandato di arresto europeo


29 settembre 2021


LUCCA. Andrea Palmeri, ex capo dei Bulldog, condannato a cinque anni di carcere. È arrivato nella giornata di ieri la sentenza del tribunale di Genova che vedeva il 41enne ex ultras rossonero ed elemento di estrema destra, imputato nell'inchiesta sui reclutatori di mercenari da mandare a combattere a fianco dei russi in Ucraina, nella regione del Donbass.

Il sostituto procuratore della Dda di Genova Federico Manotti aveva chiesto una condanna a 13 anni. Il giudice lo ha accontentato solo in parte. Su Palmeri, che si trova all'estero, pende un mandato di arresto europeo emesso dalla procura distrettuale diversi mesi fa. Secondo l'accusa, l'ultras aveva reclutato e istruito più persone per farle combattere a fianco delle milizie filo-russe nel territorio del Donbass, in Ucraina orientale e farle «partecipare ad azioni, preordinate e violente, dirette a mutare l'ordine costituzionale o a violare l'integrità territoriale del Governo ucraino».

Nel luglio 2019 erano stati condannati tre dei sei mercenari. Era stato condannato a un anno e quattro mesi Vladimir Vrbitchii, operaio di origini moldave, e una pena di due anni e otto mesi era stata inflitta a Olsi Krutani, albanese sedicente ex ufficiale delle aviotruppe russe.

L'italiano Antonio Cataldo aveva patteggiato due anni e otto mesi di reclusione. I tre erano stati arrestati nel 2018. L'inchiesta era nata nel 2013 nell'ambito delle indagini sull'area skinhead ligure.

Adesso non resta che vedere se Palmeri, anche a seguito di questa condanna, verrà estradato. La cosa non è affatto scontata. Nel settembre dello scorso anno l’ex “Generalissimo” – così veniva chiamato dagli ultras della Lucchese – è stato fermato in territorio russo a seguito del mandato di cattura europeo spiccato dalla procura distrettuale di Genova. Ma l’estradizione non è mai avvenuta, probabilmente per gli ottimi rapporti che Palmeri ha instaurato con il governo russo. Se da una parte era reclutatore e addestratori, dall’altra l’ex Bulldog si è mosso anche su canali più presentabili, creando una onlus per aiutare i bambini coinvolti nel conflitto. Palmeri lasciò Lucca in fretta e furia nel 2014 a bordo della sua Bmw. Era riapparso qualche settimana dopo via social: ritratto a torso nudo e armato di Kalashnikov si mostrava a fianco dei combattenti russi nel Donbass. All’epoca della sua sparizione sul suo capo pesava solo la sorveglianza speciale disposta dal questore, una misura che non bastò a trattenerlo in città. Nei primi anni Duemila, Palmeri guidò il gruppo ultras dei Bulldog alla conquista totale della curva della Lucchese, utilizzando mezzi intimidatori nei confronti degli altri gruppi di tifosi rossoneri. Per questi episodi lui e altri Bulldog finirono alla sbarra con l’accusa di associazione a delinquere: sentenza di condanna a cinque anni e mezzo di carcere, poi spazzata via dalla Cassazione. In Italia Palmeri deve scontare anche una condanna definitiva a due anni e 8 mesi per un pestaggio.

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