Livorno, Orti Urbani: ora lo sgombero può slittare – Cosa chiede il Prefetto al Tribunale
L’obiettivo è un nuovo tentativo di mediazione: il sindaco Luca Salvetti favorevole
LIVORNO. Un tentativo in extremis per scongiurare lo sgombero degli Orti urbani di via Goito e riaprire un confronto tra le parti prima che la vicenda sfoci in una prova di forza. Il prefetto Giancarlo Dionisi ha deciso di chiedere formalmente al Tribunale il rinvio dell’impiego della forza pubblica nelle operazioni di liberazione dell’area occupata, aggiudicata all’asta giudiziaria alla Frangerini Impresa. Una richiesta che arriva a pochi giorni dal 3 novembre, data prevista per lo sgombero, e che punta a creare uno spazio, seppure minimo, per una nuova mediazione istituzionale. La decisione è maturata nel corso della riunione di venerdì 23 novembre del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, a cui hanno partecipato il sindaco Luca Salvetti e i vertici delle forze dell’ordine: al termine dell’incontro, sentiti i rappresentanti delle forze di polizia e il primo cittadino, Dionisi ha stabilito di rivolgersi al Tribunale, attraverso l’Istituto vendite giudiziarie, per chiedere di posticipare l’intervento. L’obiettivo è consentire un ulteriore confronto tra Comune, Frangerini e comitato degli orti urbani (ora Oasi di via Goito), nel tentativo di trovare una soluzione che tenga insieme due esigenze: il rispetto dei diritti dell’aggiudicatario della procedura giudiziaria e la salvaguardia del valore ambientale di un’area verde di circa sei ettari, che rappresenta un patrimonio per la città.
La scadenza
Il tempo, però, è poco. Come anticipato dal Tirreno, la data indicata per lo sgombero è quella del 3 novembre. «Il prefetto ci ha detto che la richiesta di sospendere e rinviare l’intervento a dopo il trasferimento del bene è stato respinto dal magistrato – riferisce il sindaco – e che adesso si proverà a chiedere un breve rinvio per tentare in extremis una nuova mediazione». Ma non sarà semplice. «Sono consapevole che i margini temporali siano ormai estremamente ristretti», aveva dichiarato Dionisi al Tirreno, sottolineando come la vicenda si trascini «da oltre un decennio, un periodo che avrebbe dovuto consentire di affrontare con programmazione e lungimiranza le questioni rimaste aperte. Non intendo tuttavia rinunciare, fino all’ultimo, a favorire ogni ragionevole possibilità di confronto». Il prefetto si affida così alla responsabilità di tutti i soggetti coinvolti, perché «la tutela dei diritti, il rispetto della legalità e la salvaguardia degli interessi ambientali della comunità non debbano necessariamente essere considerati obiettivi contrapposti».
La proposta 90/10
In ogni caso il Comune è pronto a partecipare al nuovo tentativo di mediazione: il primo cittadino ha spiegato di aver concordato con la scelta del rappresentante del governo in città, chiedendo indicazioni sul percorso da seguire per coinvolgere nuovamente tutti gli interlocutori e individuare un punto d’incontro. «Personalmente, a nome dell’amministrazione, ho concordato su questa scelta e ho chiesto quale dovesse essere il percorso per un nuovo coinvolgimento di tutti i soggetti, per individuare un punto di caduta che eviti azioni di forza e liberazione con l’intervento delle forze dell’ordine». «Serve che tutti siano disposti a collaborare secondo buon senso – prosegue il primo cittadino – e serve che, nel breve tempo disponibile, si riprenda in considerazione la proposta 90/10 (area verde contro consumo di suolo, ndr) che era stata in un primo momento accettata dalle parti, previa la formulazione di atti ufficiali che il Comune era già pronto a fare. Voglio ricordare che in questo modo la città si riapproprierebbe di oltre 50 mila metri quadrati di oasi urbani da lasciare intatta e da gestire con tutti coloro che vorranno dare un contributo nella gestione e salvaguardia dell’area. Viceversa, ci troveremo a giorni di tensioni. E, francamente, questa città non se li merita.
Il verde e i diritti
La partita resta aperta, ma non è ancora arrivata una svolta. La richiesta della Prefettura non equivale infatti a un rinvio già concesso: spetta al Tribunale valutare l’istanza. Nel frattempo, il tentativo è quello di evitare che la scadenza del 3 novembre diventi il punto di rottura di una vicenda che si trascina da anni. Da una parte c’è il diritto della Frangerini Impresa, aggiudicataria dell’asta, a vedere rispettati gli effetti della procedura giudiziaria; dall’altra, la richiesta di preservare un’area verde e di individuare una modalità di gestione capace di coinvolgere la comunità. La mediazione richiesta da Dionisi punta a tenere aperte entrambe le strade. Ora la possibilità di evitare lo sgombero nelle modalità previste dipende dalla risposta del Tribunale e dalla disponibilità delle parti a tornare al tavolo. Il tempo per trovare un’intesa è ormai ridotto, ma Prefettura e Comune hanno già deciso: tenteranno fino all’ultimo di evitare che il confronto lasci il posto allo scontro.
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