Bollette luce, aumento del 37,3%: chi rischia di pagare di più e come risparmiare senza penali
Il rincaro riguarda circa tre milioni di clienti vulnerabili. Nella spiegazione di Noemi Le Rose chi rischia di pagare di più, quando la penale per il cambio di fornitore è legittima e come ottenere il bonus sociale per ridurre la spesa
L’aumento delle bollette elettriche e il timore di dover pagare penali per cambiare fornitore mettono in difficoltà molte famiglie. La praticante avvocata Noemi Le Rose spiega chi è interessato dal rincaro del 37,3%, come confrontare le offerte, quando le penali sono legittime e quali aiuti sono disponibili per ridurre la spesa.
La domanda del lettore
Ho letto che dal mese di ottobre le bollette della luce aumenteranno del 37%. Io già faccio fatica a stare dietro alle bollette così. Vorrei cambiare fornitore perché mi sembra troppo caro, ma la signora del call center mi ha detto che devo pagare una penale. Alla fine non mi conviene più cambiare. C’è un modo per risparmiare?
G.P.
La risposta della praticante avvocata Noemi Le Rose
Il 37,3% preoccupa, ma occorre chiarire a chi si riferisce. Il 29 settembre 2026 Arera ha annunciato che, nel quarto trimestre, la bolletta elettrica del cliente tipo vulnerabile servito in maggior tutela aumenterà di tale percentuale rispetto al trimestre precedente.
Bollette luce, chi è interessato dall'aumento del 37,3%
L’incremento riguarda circa tre milioni di utenti, non tutte le famiglie. Tra i vulnerabili figurano gli ultrasettantacinquenni, le persone con disabilità ai sensi della legge 104 e i beneficiari del bonus sociale. Chi è nel mercato libero deve invece esaminare il proprio contratto: se il prezzo è fisso, l’aumento della maggior tutela non modifica quello concordato; se è indicizzato, il costo segue l’indice previsto e può variare. Per scegliere meglio occorre controllare in bolletta scadenza delle condizioni economiche, quota fissa e prezzo dell’energia. Conviene poi confrontare la spesa annua complessiva attraverso il portale offerte di Arera, gratuito e aperto a tutti.
Cambio del fornitore di luce, quando si paga la penale
Venendo al dubbio del lettore, cambiare fornitore è sempre possibile, senza interruzioni del servizio: normalmente il nuovo venditore gestisce il passaggio. Il cambio è di regola gratuito, ma nei contratti elettrici a prezzo fisso con condizioni economiche di durata determinata possono essere previsti oneri per il recesso anticipato. Per essere dovuti, devono risultare chiaramente dalla documentazione precontrattuale e dal contratto, essere specificamente approvati dal cliente e non superare la perdita economica diretta del venditore, che deve provarla. Non basta quindi quanto riferito al telefono: è opportuno chiedere copia della clausola e giustificazione dell’importo. Anche una penale legittima va confrontata con il risparmio ottenibile cambiando offerta.
Modifiche unilaterali in bolletta, quando si può recedere gratis
Diverso è il caso delle modifiche unilaterali peggiorative, consentite soltanto quando previste dal contratto e sorrette da un giustificato motivo: occorre una comunicazione individuale, con almeno tre mesi di preavviso. In questo caso il cliente può recedere senza oneri; la violazione delle regole può rendere inefficace la modifica e comportare un indennizzo automatico di 30 euro per mancato preavviso.
Bonus sociale elettrico 2026, requisiti Isee e sconti
Un’altra strada, per chi ha difficoltà economiche, è il bonus sociale elettrico. Nel 2026 spetta ai nuclei con Isee non superiore a 9.796 euro, soglia elevata a 20.000 euro per le famiglie con almeno quattro figli a carico, purché la fornitura domestica sia intestata a un componente del nucleo. Non occorre chiedere lo sconto al fornitore: basta presentare la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) per ottenere l’Isee; effettuate le verifiche, il bonus viene accreditato automaticamente in bolletta per dodici mesi, anche nel mercato libero. Il beneficio equivale, per l’utente medio, a circa il 30% della spesa elettrica.
Come risparmiare sulla bolletta e contestare una penale
Conviene dunque verificare il proprio Isee e confrontare le offerte. Se la penale risulta ingiustificata, si può presentare reclamo scritto e poi ricorrere gratuitamente al servizio conciliazione Arera.
📧 Sportellolegale@iltirreno.it: è l’indirizzo mail a disposizione dei lettori per richieste di consigli e chiarimenti rispetto al riconoscimento dei propri diritti.
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