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Livorno, minaccia con un bicchiere rotto un cameriere al lavoro al "Dollino"

di Stefano Taglione
Il "Dollino" di piazza Grande
Il "Dollino" di piazza Grande

L’uomo denunciato dalla polizia, il titolare Fabio Corsi: «Ora basta, siamo continuamente sotto pressione a causa di questi episodi»

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LIVORNO. Ha minacciato un cameriere del bar “Dollino” di piazza Grande con un bicchiere rotto. Ed è solo grazie al sangue freddo del dipendente che la situazione non è degenerata. Tarda serata di caos, quella di mercoledì 8 luglio, nel cuore della città. I poliziotti, prontamente intervenuti in centro, sono riusciti a bloccare il responsabile, un cittadino africano, denunciato per il reato di minaccia. In questo frangente – secondo quanto ricostruito – avrebbe anche intimidito alcuni passanti, provocando momenti di tensione e paura.

Cosa sappiamo

Il lavoratore del locale è riuscito a mantenere la calma, avvisando subito il 112. Sul posto, dopo la chiamata alla centrale unica delle emergenze di Firenze che ha inoltrato la chiamata alla sala operativa della polizia di Stato di viale Boccaccio, in piazza è arrivato un equipaggio della Squadra volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura, diretto dal commissario capo Gabriele Nasca, con gli agenti che sono riusciti a fatica a portare via l’uomo. Non è stato semplice riportarlo alla tranquillità, visto che era in escandescenze e non c’era modo di averci un dialogo.

Lo sfogo del titolare

Fabio Corsi, che con i suoi locali è purtroppo finito più volte al centro delle cronache del Tirreno per i furti subiti di notte, è un fiume in piena. Si sfoga, perché ha ormai finito la pazienza. Da una parte è soddisfatto perché i suoi dipendenti stanno bene, dall’altra è comprensibilmente arrabbiato per l’episodio di violenza in sé che, certo, non aiuta la sua attività, sebbene in quel momento non ci fossero i clienti. «Questa persona – spiega l’imprenditore livornese – è stata portata via su un’auto della polizia di Stato dopo una breve colluttazione. Per fortuna non è riuscita a usare il bicchiere rotto che teneva in mano minacciando brutte intenzioni. L’intervento tempestivo delle forze dell’ordine, che desidero ringraziare, è stato risolutivo per evitare il peggio. Non è più accettabile – prosegue – lavorare in queste condizioni, che si aggiungono alle difficoltà oggettive che attività del genere portano ovviamente a dover affrontare. È una continua pressione di contorno al lavoro che costa impegno e soldi. Che Dio ci aiuti. Non resta altro da pensare».

Il precedente

Non c’è pace, insomma, per il “Dollino”. Nel pomeriggio di martedì 7 luglio, infatti, nel locale del centro erano arrivati i carabinieri e un’ambulanza mobilitata dal 118 per una lite fra due dipendenti, con una donna accompagnata al pronto soccorso dopo essere stata – come da lei ricostruito – spintonata e afferrata per il collo da un collega, che a sua volta presentava dei graffi sul corpo. Un alterco solo interno, che non ha assolutamente pregiudicato l’attività del bar, con i due come spiegato nell’edizione da Corsi «sono già rientrati al lavoro, la situazione si è risolta subito, lui fra l’altro è un bravissimo ragazzo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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