Un messaggio WhatsApp ha rischiato di mettere in crisi la maggioranza in consiglio regionale – Cosa è successo
Una svista digitale ha acceso tensioni in aula, trasformando un messaggio privato in un caso politico che ha costretto la maggioranza a correre ai ripari tra mediazioni, promesse e timori di una frattura interna
FIRENZE. A volte un po’ di boomerismo involontario può portare all’esplosione di una crisi politica. Protagonista è il consigliere regionale di Casa Riformista Federico Eligi, che con il suo smartphone in mano, nella mattina di mercoledì 8 luglio, è convinto di mandare un messaggio al suo capogruppo, Francesco Casini. Roba che scotta, da tenere lontana da occhi indiscreti. Eligi infatti annuncia che, se non avesse ricevuto risposta su alcuni temi sollevati sulla sanità pisana, avrebbe votato contro la corposa variazione di bilancio che da lì a poche ore sarebbe passata in consiglio regionale. Apre WhatsApp e fa confusione: il testo diretto a Casini infatti diventa per errore lo stato pubblico sul profilo della chat di Eligi. In poco tempo c’è chi lo vede, lo screenshotta e lo fa girare. Il consiglio è piccolo, i consiglieri mormorano. Parte l’Eligiade.
La fibrillazione nella maggioranza
Con la maggioranza pronta a votare compattamente la variazione presentata da Eugenio Giani, la questione Eligi crea fibrillazione. Anche perché il consigliere pisano, a sigillo della sua presa di posizione, aveva anche scritto: «Ovviamente per non crearvi problemi formalizzo l’uscita dal gruppo». Tutti si aspettano il colpo di scena e la prima, vera, crisi politica della maggioranza.
La discussione in aula e il ritiro dello stato
La lunga discussione in consiglio ha inizio. Si cercano e trovano accordi, con la minoranza che ritira i suoi emendamenti. Eligi, in parallelo, ritira il suo stato WhatsApp. La diplomazia si è attivata. A guidare la mediazione è la presidente del consiglio regionale Stefania Saccardi, sua compagna di partito.
Il nodo dell’ospedale di Navacchio
L’origine del dissenso eligiano va rintracciata nel caso dell'ospedale di comunità di Navacchio (Pisa), gestito dalla Misericordia, che a marzo ha annunciato il rischio di chiudere in mancanza di prospettive. Eligi spiega: «Garantisce le cure intermedie a nove comuni, un’area di 200mila persone. Da mesi provo a chiedere un incontro ma non si è fatto nulla». Poi la stoccata a Giani: «In una manovra da oltre 100 milioni di euro, dove è stato inserito tutto e il contrario di tutto, mi aspettavo che si evitasse la chiusura di questo presidio cardine della riforma sanitaria territoriale».
La mediazione di Saccardi
Saccardi, ex assessora alla Sanità, parla con la presidenza. Fa capire che il problema è serio. E ora anche pubblico. Eligi lo conferma a fine lavori: «Ho spiegato che avrei tratto le conseguenze se non fossi stato ascoltato». C’è da evitare che il caso offuschi l’approvazione della variazione e Saccardi, con maestria, strappa una promessa che “qualcosa sarà fatto”. Abbastanza per fare rientrare l’Eligiade?
I precedenti e le tensioni nel gruppo
I colleghi di gruppo del consigliere “ribelle” sono bersagliati dagli alleati. Vogliono capire che succede, ma poco sanno dire. Sono preoccupati perché meno di due mesi fa c’era già stato un problema, con Eligi che si era smarcato sulla questione della convenzione interambito sui rifiuti regionali, intervenendo a difesa del territorio pisano(dove è stato eletto), che polemicamente aveva definito “pattumiera della Toscana”. E il resto dei consiglieri di maggioranza eletti nel pisano era stato costretto a prendere le distanze, difendendo la delibera.
La crisi rientra
Prima del voto arriva il sospiro di sollievo. Il lavoro di Saccardi viene premiato, tanto che quando la presidente riferisce ad Eligi l’impegno di Giani «ad attivare dei tavoli e un incontro entro il 20 luglio» – come spiega il consigliere stesso – la crisi rientra. Ed Eligi voterà con la sua maggioranza. «Ho votato l’atto finale, c’erano anche 20 milioni sul nuovo ospedale di Cisanello e non farlo sarebbe stato incomprensibile. Sono convinto che gli impegni presi saranno rispettati e ringrazio la collega Saccardi per il lavoro fatto», commenta.
Le reazioni degli altri consiglieri pisani
Anche perché c’è un altro “pisano di maggioranza”, il piddino Antonio Mazzeo, che saluta con entusiasmo il maxi emendamento della giunta, che «prevede 23 milioni per la provincia di Pisa». E ancora: «Continueremo a lavorare perché le risorse regionali arrivino dove servono davvero».
La posizione di Casa Riformista
Si spertica in lodi anche Francesco Casini, cui era diretto il galeotto messaggino mattutino: «Come Casa Riformista abbiamo votato convintamente a favore della seconda variazione di bilancio della Toscana. Si tratta di un provvedimento fondamentale»
Il futuro di Eligi nel gruppo
Non sono messaggi diretti a Eligi, forse, ma come dire: la maggioranza sta in questo perimetro. Fuori, c’è altro. Eligi, per ora, sta dentro. «Nel mio gruppo sto bene, ho sollevato una questione politica». In attesa di vedere se le promesse strappate su Navacchio si concretizzeranno.
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