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Il caso

Livorno, ancora violenza all'ospedale: familiare di un paziente minaccia i sanitari

di Stefano Taglione
Una pattuglia dei carabinieri all'ospedale (foto d'archivio)
Una pattuglia dei carabinieri all'ospedale (foto d'archivio)

Caos in chirurgia: sono dovuti intervenire i carabinieri. E al pronto soccorso torna il 44enne livornese che aveva già dato in escandescenze 24 ore prima. Sedato e ricoverato in psichiatria

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LIVORNO. Non c’è pace per gli operatori sanitari che lavorano in ospedale. Dopo il caos della notte fra domenica e lunedì scorsi, con un quarantaquattrenne livornese che ha dato in escandescenze al pronto soccorso sputando in sala d’attesa e insultando medici e infermieri, lo stesso copione si è ripetuto a 24 ore di distanza, con il solito paziente che si è presentato al triage offendendo il personale al lavoro. Anche in questo caso, come in precedenza, attorno alle 22 di lunedì 29 giugno è stato necessario l’intervento delle guardie giurate del Worsp Security Group e dei carabinieri. Dopodiché l’uomo è stato sedato, messo in sicurezza e ricoverato in psichiatria. Ma non è successo solo questo: un quarto d’ora prima, in chirurgia, il familiare di un paziente ha offeso e minacciato medici, infermieri e operatori sanitari del reparto, fino a che i militari dell’Arma non lo hanno bloccato. E in nottata, fino alle 6 di mattina, un’altra persona ha provocato il caos totale sempre al pronto soccorso, costringendo gli stessi carabinieri a ritornare, per la terza volta in un’ora e mezza, in viale Vittorio Alfieri.

Sanitari minacciati

Non è una novità, purtroppo, quando a Livorno medici, infermieri e operatori socio-sanitari vengono minacciati dai pazienti o dai loro familiari. È successo anche due sere fa. Precisamente al sesto secondo, in chirurgia, con un parente di una persona ricoverata che ha perso il controllo. Non è stato facile per i vigilanti del Worsp Security Group tenerlo sotto controllo. In loro supporto, infatti, sono dovuti intervenire i militari del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Livorno, diretta dalla maggiore Federica Burzio, che sono riusciti a placarlo. Per lui – in base alle disposizioni dell’Asl Toscana nord ovest – potrebbe scattare la sanzione di mille euro per chi si rende protagonista di atti ostili (non le aggressioni fisiche, quelle ovviamente sono perseguite penalmente) contro il personale sanitario.

Ancora caos al triage

Ma il reparto più vulnerabile, purtroppo, si dimostra ancora una volta il pronto soccorso, che già in passato ha dovuto fare i conti con terribili aggressioni contro chi lavorava. Un esempio? Tre anni e mezzo fa il padre di un bambino in visita, che per il figlio chiedeva una Tac senza avere cognizione scientifica alcuna, ha preso a pugni il primario Luca Dallatomasina. Nella serata di lunedì 29, invece, è tornato all’accettazione, accompagnato in ambulanza, il quarantaquattrenne livornese dimesso la mattina precedente dopo aver dato in escandescenze sputando in sala d’attesa e offendendo chi era di turno. In questo ha praticamente ripetuto quanto già fatto in precedenza, al punto che è stato necessario l’arrivo delle guardie giurate del Worsp Security Group e di una pattuglia dei carabinieri, che lo hanno bloccato permettendo ai medici di sedarlo, metterlo in sicurezza con delle fascette e ricoverarlo nel reparto di psichiatria, al decimo padiglione, proprio davanti all’entrata del pronto soccorso. Sempre qui, dalle 23 in poi, un uomo ha fatto confusione provocando tensione fra chi stava lavorando di notte, rimanendoci fino alle 6,30 di mattina. Necessario, pure in quest’occasione, l’intervento dei militari dell’Arma, che lo hanno dissuaso dal fare cose ancor peggiori.

Il precedente

Il caos scoppiato la scorsa notte, come anticipato, segue di 24 ore quello che già il personale sanitario aveva lamentato. Il quarantaquattrenne livornese ora in psichiatria, infatti, dopo aver dato in escandescenze fra le mura domestiche era stato accompagnato in ambulanza all’ospedale già nella nottata fra domenica 28 e lunedì 29 giugno. Qui, in attesa di essere visitato, aveva sputato nella sala d’attesa del pronto soccorso, insultando medici, infermieri e operatori sanitari. Quattro episodi, nel giro di un giorno, che preoccupano non poco i lavoratori di viale Vittorio Alfieri, sempre più ostaggio di pazienti e familiari violenti. 

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