Viareggio, l’estate 2026 per alberghi e campeggi: «Colpiti dai rincari». Ma gli operatori fanno una “promessa”
Le strutture ricettive cercano di contenere i prezzi per non scoraggiare i turisti
VIAREGGIO. L’estate 2026 è arrivata e i gestori delle strutture ricettive di Viareggio cercano, nonostante i rincari, di contenere i prezzi per non scoraggiare i turisti. Le prenotazioni si mantengono sui livelli dello scorso anno. E le ultime settimane hanno fatto registrare una buona affluenza.
«I costi per le attività sono aumentati: energia, acqua, gas, materiali per nuove costruzioni e manutenzioni, oltre ai servizi forniti da professionisti come idraulici ed elettricisti. A questi si aggiunge tutto il comparto alimentare», dichiara Francesco Giannerini, presidente di Confesercenti Viareggio e titolare di Camping Village Viareggio e dello stabilimento balneare Città giardino. «Nonostante ciò, nelle strutture ricettive i prezzi tendono a rimanere stabili per diversi anni, e siamo noi ad assorbire i rincari. Non si applicano aumenti minimi ogni anno, ma ritocchi più consistenti a distanza di tempo. In genere le tariffe restano invariate per due, tre o quattro anni e poi vengono aggiornate con aumenti che possono andare dai 10 ai 50 euro. In questo modo si riesce a riequilibrare i costi. Quest’anno, sia per il camping sia per lo stabilimento balneare, i prezzi sono rimasti invariati rispetto al 2025. Rispetto al periodo della pandemia, invece, l’aumento complessivo è tra il 10 e il 20%».
Anche Sandra Lupori, presidente degli albergatori di Viareggio sostiene che rispetto allo scorso anno i prezzi sono rimasti invariati, nonostante il settore turistico alberghiero abbia dovuto fare i conti con rincari generalizzati. «Sono aumentati i costi energetici e quelli delle materie prime. Per questo abbiamo dovuto fare qualche rinuncia e prestare grande attenzione agli acquisti, scegliendo comunque di non aumentare le tariffe per agevolare i clienti», spiega. «Vogliamo garantire servizi all’altezza delle aspettative senza gravare eccessivamente sulle tasche dei turisti, ma anzi incentivandoli a scegliere la nostra destinazione. Rispetto al periodo della pandemia si registra un incremento dei prezzi compreso tra il 10 e il 15%».
Per il momento il quadro delle prenotazioni è positivo: il ponte del 2 giugno, banco di prova della stagione estiva, aveva registrato molte presenze, mentre per i mesi estivi le richieste risultano sostanzialmente in linea con quelle dello scorso anno. La clientela è composta per il 50% da italiani e per il 50% da stranieri.
«Il ponte del 2 giugno era andato molto bene. È ancora presto per fare previsioni sull’intera stagione, anche perché oggi molte persone prenotano a ridosso della partenza, però i dati sono sostanzialmente allineati a quelli del 2025, sempre che la situazione internazionale rimanga stabile», spiega Giannerini. Anche Lupori si mostra ottimista. «Per il ponte del 2 giugno siamo stati praticamente al completo, con qualche disponibilità residua soltanto per lunedì. In parte anche il contesto internazionale sta spingendo molte persone a preferire mete più vicine rispetto a destinazioni più lontane. La nostra forza è poter offrire mare, montagna e città d’arte a breve distanza, oltre a numerose opportunità di enogastronomia, turismo balneare e attività sul territorio».
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