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Livorno, a processo per tentato omicidio per aver accoltellato l'avventore di un bar

di Stefano Taglione
Demba Diop ripreso dalla troupe Mediaset
Demba Diop ripreso dalla troupe Mediaset

La vittima, un trentasettenne pugnalato all'altezza di un polmone, cercava di difendere la fidanzata dalla furia del giovane. Si tratta della stessa persona che aggredì la troupe del "Fuori dal coro", coinvolta anche nella maxi-retata dei carabinieri in piazza Garibaldi

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LIVORNO. Andrà a processo per tentato omicidio il trentaduenne senegalese Demba Diop, arrestato in estate dalla polizia per l’accoltellamento di un uomo avvenuto nella notte tra il 19 e il 20 giugno scorsi in via della Pina d’Oro.
 
Il giudice per le indagini preliminari, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Daniele Rosa, ha ammesso la richiesta di rito abbreviato avanzata dall’avvocata Barbara Luceri, condizionata però all’acquisizione delle cartelle cliniche della vittima – un trentasettenne rumeno residente a Trieste – per capire se in quella occasione abbia realmente rischiato la vita. Il rito speciale, come prevede la legge, contempla in caso di condanna lo sconto automatico di un terzo della pena a fronte un processo più rapido.
 
Secondo la ricostruzione degli investigatori, la vittima si trovava all’interno di un bar e sarebbe uscita in strada dopo aver assistito a un acceso litigio fra Demba – già a processo per aver aggredito, un anno e mezzo fa, la troupe del programma di Rete 4 “Fuori dal coro”, lì per un servizio giornalistico insieme al consigliere comunale di minoranza di Fratelli d’Italia Alessandro Perini – e la sua compagna. Il trentasettenne avrebbe cercato di calmare la situazione intervenendo in difesa della donna, ma la discussione sarebbe degenerata rapidamente e il trentaduenne l’ha poi accoltellato all’altezza di un polmone con un coltello a serramanico con una lama di circa 20 centimetri, motivo per il quale deve rispondere pure di porto abusivo di arma.
 
A dare l’allarme sono stati alcuni testimoni presenti nella zona, che hanno chiamato il 112. Sul posto è arrivata un’ambulanza della Misericordia di via Verdi che ha trasportato il giovane al pronto soccorso in condizioni serie. L’aggressore, invece, si era già allontanato, così come la donna con cui stava litigando prima dell’intervento del cittadino rumeno.
 
Le indagini sono state avviate immediatamente dagli agenti della Squadra mobile della questura, coordinati dal vicequestore Riccardo Signorelli. Fondamentali, secondo quanto spiegato dagli investigatori, erano state le testimonianze raccolte nelle ore successive al fatto e soprattutto le immagini del sistema di videosorveglianza comunale, che hanno permesso di ricostruire la dinamica e identificare il presunto responsabile.
 
Il fermo è scattato nei giorni successivi quando Demba – coinvolto anche nella maxi-retata dei carabinieri in piazza Garibaldi, con nove arresti e 53 indagati – si è presentato in questura per rispettare un obbligo di firma relativo a un altro procedimento penale. Alla notizia dell’arresto ha reagito con violenza, rendendo necessario l’intervento degli agenti della Squadra volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato, diretto dal commissario capo Gabriele Nasca. La prossima udienza, ancora nella camera di consiglio del tribunale di via Falcone e Borsellino, è prevista a maggio: forse potrebbe arrivare la sentenza. 
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