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Livorno, «offese Lucarelli»: ecco quanto dovrà pagare la dirigente di Fratelli d'Italia Paola Nucci

di Stefano Taglione
Paola Nucci, condannata per aver diffamato Cristiano Lucarelli
Paola Nucci, condannata per aver diffamato Cristiano Lucarelli

L'esponente della destra labronica, secondo il tribunale, lo ha diffamato nell'ambito dell'inchiesta sul figlio Mattia, poi assolto. L'ex bomber amaranto: «Non mi fermo, ora ne denuncio altri»

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LIVORNO. «Ha diffamato Cristiano Lucarelli». L’imprenditrice livornese e dirigente di Fratelli d’Italia Paola Nucci è stata condannata per diffamazione aggravata per aver offeso l’ex bomber amaranto commentando la notizia dell’arresto di suo figlio Mattia, nel gennaio 2023 finito agli arresti domiciliari (revocati dopo pochi mesi) con l’accusa di violenza sessuale di gruppo per la quale, proprio giovedì 23 aprile, è stato assolto dalla corte d’appello di Milano perché «il fatto non sussiste» insieme agli amici Federico Apolloni, Giacomo Bernardeschi, Gabriele Meini e Matteo Baldi.

La pena

La politica labronica dovrà versare allo Stato duemila euro come pena pecuniaria. Ma non solo: l’allenatore della Pistoiese, assistito dall’avvocato Massimo Tuticci e parte civile nel processo, dovrà essere risarcito per cinquemila euro, mentre Nucci è stata condannata a pagarne altri tremila per le spese di giudizio. In tutto, di fatto, dovrà sborsare diecimila euro. Tanto gli è costato quel messaggio su Facebook, poi cancellato, con scritto: «Quando dichiarai pubblicamente che la famiglia Lucarelli era gentaglia ai tempi del famoso libro... il fallimento delle aziende... danneggiandone i dipendenti... lo scandalo della casa popolare... cosa vi aspettate?? Con questo si chiude il cerchio... l’importante è avere tatuato il Che». Un messaggio che Lucarelli aveva salvato con uno “screenshot” riportandolo nella denuncia poi presentata in procura.

Lucarelli: «Non mi fermo»

L’ex bomber, che ha assistito alla lettura della sentenza, si ritiene soddisfatto e annuncia nuove querele verso chi nei giorni scorsi lo ha insultato via social: «Sono contento di quanto deciso dal giudice – le sue parole – e ora seguiranno ulteriori denunce verso chi mi ha diffamato negli ultimi giorni». «Siamo soddisfatti della sentenza», aggiunge Tuticci. L’ex bomber, per le offese ricevute nell’ambito dell’inchiesta della procura milanese nei confronti del figlio e dei suoi quattro amici, aveva presentato 17 denunce: Nucci è l’unica a essere stata condannata, dato che quattro hanno scelto la via stragiudiziale pagando un risarcimento prima dell’avvio dell’iter giudiziario, mentre altri non sono stati ancora identificati.

L’iter giudiziario

Non è stato semplice, per l’ex attaccante del Livorno, vedersi riconosciuto questo verdetto, comunque ancora provvisorio visto che l’imprenditrice e dirigente nazionale di Fratelli d’Italia per chiedere l’assoluzione può decidere di ricorrere in appello. Inizialmente, infatti, per lei la procura aveva chiesto l’archiviazione, parlando di un contesto di «desensibilizzazione» e di generale imbarbarimento del linguaggio sui social. Una tesi però respinta dal giudice per le indagini preliminari, che aveva disposto l’imputazione coatta ritenendo invece rilevante la portata offensiva delle frasi, giudicate prive di interesse pubblico e dirette non solo a Lucarelli ma all’intero nucleo familiare dell’allenatore della Pistoiese.

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