Livorno, dagli Usa all’Enriques: le lezioni in lingua dei giovani docenti
Ponte tra il liceo e l’istituto di Boston: il racconto
Livorno Dagli Stati Uniti a Livorno. Un ponte tra il liceo e il Mit: tre settimane di full immersion con giovani docenti americani.
Nelle scorse settimane il liceo "Federigo Enriques"ha avuto l’opportunità di vivere un’esperienza educativa di grande valore grazie al progetto Gtl-Mit, che ha permesso di accogliere due studenti del Massachusetts Institute of Technology (Mit) di Boston, Jack (21 anni) e Charlotte (19 anni). Un’iniziativa che ha portato tra i banchi di scuola uno sguardo internazionale e un confronto diretto con una delle realtà accademiche più prestigiose al mondo.
«Il progetto Gtl-Mit può essere considerato a pieno titolo un motivo di orgoglio e un fiore all’occhiello del liceo Enriques», afferma il dirigente Ersilio Castorina che ha fortemente voluto l’iniziativa insieme al dipartimento di Lingue.
La collaborazione con una realtà di eccellenza come il Mit rappresenta un ponte concreto tra la scuola e il mondo accademico internazionale. Per tre settimane Jack e Charlotte non sono stati semplici ospiti, ma veri e propri docenti, conducendo lezioni di matematica, fisica, chimica e biologia interamente in lingua inglese con il coordinamento e il costante supporto dei docenti dei dipartimenti di Scienze e di Matematica e Fisica.
Una full immersion linguistica che ha coinvolto attivamente gli studenti, rendendo l’uso dell’inglese naturale e quotidiano. «All’inizio eravamo un po’ intimoriti, ma dopo poche lezioni parlare inglese è diventato spontaneo», racconta uno studente. Uno degli aspetti più significativi del progetto è stato il rapporto di quasi coetaneità tra studenti e docenti. La ridotta distanza anagrafica ha favorito un clima di fiducia, partecipazione e dialogo: gli studenti si sono sentiti incoraggiati a intervenire, porre domande e mettersi in gioco senza timori. «Avere insegnanti così giovani ci ha aiutato a non avere paura di sbagliare e a partecipare di più», sottolinea una studentessa livornese.
Le lezioni hanno proposto un approccio dinamico e orientato al problem solving. «È stato molto stimolante osservare come le stesse discipline possano essere affrontate da prospettive diverse, mantenendo alta la motivazione degli studenti», commenta un docente. L’esperienza ha rappresentato anche un’importante occasione di scambio culturale e orientamento. «Ci hanno fatto capire che studiare all’estero non è un’idea astratta, ma una possibilità concreta», afferma uno studente dell’ultimo anno dell’Enriques.
Il progetto si conferma un esempio virtuoso di scuola aperta al mondo, capace di unire apprendimento linguistico, crescita personale e confronto internazionale. Un’esperienza che ha lasciato un segno profondo nella comunità scolastica. «Un ringraziamento speciale alle famiglie che hanno ospitato i due studenti americani, accogliendoli con entusiasmo e facendo loro sentire il calore e l’ospitalità della nostra città e comunità scolastica», chiude Castorina.l
