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Darsena Europa, si rivede Msc: i big di Aponte dal prefetto

di Juna Goti

	L’area dove sta nascendo la Darsena Europa, tra il canale di accesso al porto e lo Scolmatore
L’area dove sta nascendo la Darsena Europa, tra il canale di accesso al porto e lo Scolmatore

Primo incontro tra il commissario in pectore e il top manager di Til. L’attesa per l’istanza e i nodi da sciogliere sui collegamenti dell’opera

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LIVORNO. È passato esattamente un anno da quando il Tirreno ha titolato: “Msc fa sul serio, a Livorno il direttore del Mediterraneo”. Era il 29 gennaio del 2025 e il giorno prima in città era arrivato Paolo Maccarini, direttore dell’area Mediterraneo di Til (la Terminal Investment Limited), ovvero il braccio di Msc che gestisce i 70 terminal del colosso italo svizzero sparsi in 31 paesi del mondo.

Il manager aveva salito le scale di Palazzo Rosciano, sede dell’Autorità portuale, per partecipare al primo incontro ufficiale con la struttura commissariale per la concessione della Darsena Europa. Un passaggio importante arrivato dopo la presentazione della manifestazione di interesse in partnership con due operatori di primissimo piano delle banchine livornesi, il Gruppo Neri e Lorenzini & C (che con Msc opera da anni sulla sponda est della Darsena Toscana).

Ecco, da quel momento di incontri ufficiali in città non ce ne sono più stati, o almeno non sono trapelati. Fino a lunedì, quando i big di Ginevra hanno incontrato il prefetto Giancarlo Dionisi, commissario in pectore della Darsena Europa. C’era anche Maccarini, unico italiano a figurare tra i top manager di Til.

Cosa si siano detti con Dionisi non è dato saperlo. Al Tirreno risulta però che sia stato il primo confronto di persona con il prefetto, che a stretto giro – tempi della politica permettendo – dovrebbe essere nominato ufficialmente. L’attività di commissario è comunque di fatto partita da tempo, con la convocazione di varie cabine di regia sulla maxi opera.

Perché questo faccia a faccia? È ragionevole pensare che sia il commissario in pectore che i manager di Gianluigi Aponte avessero bisogno di fare il punto dopo l’acceso dibattito degli ultimi mesi sui progetti e sui milioni (almeno 130-150) che ancora mancano per dare gambe all’opera: il consolidamento della seconda vasca di colmata, i collegamenti viari e quelli ferroviari.

Non esattamente dettagli per qualunque operatore privato che sia interessato a investire sulla piattaforma (che detto per inciso vale oltre 500 milioni di euro di parte pubblica e quasi un miliardo considerando le risorse che saranno chiamati a metterci gli operatori che la gestiranno).

Dopo le ultime cabine di regia, il prefetto ha già fatto sapere che la progettazione del prolungamento della FiPiLi sta per essere affidata ad Anas, mentre sono in corso interlocuzioni con Ferrovie per la partita dei binari (attenzione sia a quelli di raccordo che a quelli interni) e sarà fatta in casa la progettazione ancora mancante per il consolidamento della seconda vasca di colmata.

I manager avranno chiesto rassicurazioni su tutta questa fase due, che di fatto secondaria non è e che evidentemente incide sul ritardo nella presentazione dell’istanza da parte del colosso Msc, con Til e i partner livornesi. Istanza, con una proposta di partenariato pubblico-privato, che era attesa per l’estate, poi per l’autunno, poi entro fine anno.

Al Tirreno non risulta che l’incontro di tre giorni fa abbia segnato una svolta in questo senso. Insomma, non sarebbe stata annunciata la presentazione imminente della proposta, che evidentemente necessita di garanzie, o quantomeno di un orizzonte più certo, su tempi e risorse. L’incontro, che sarebbe stato proficuo, può però essere letto come un interesse che non è venuto meno nei confronti dell’opera chiave per il futuro dello scalo livornese. E magari come propedeutico, in vista di prossime mosse.

Al momento i fronti interessati alla Darsena Europa restano due: da una parte Msc con Neri e Lorenzini, dall’altra Tdt, che è in mano a Grimaldi con i Portuali (ha da tempo chiesto una modifica alla propria concessione in modo da per poter iniziare a gestire i primi piazzali della futura Darsena).

Il cronoprogramma oggi parla di consolidamento della prima vasca di colmata entro giugno del 2027, completamento delle opere marittime tra il 2028 e il 2029 e messa in esercizio dell’infrastruttura entro l’ottobre del 2030. Con quei nodi da sciogliere sui collegamenti.




 

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