Livorno, morto a 65 anni il ristoratore Roberto "Frenzio" Turbati
Per anni aveva gestito con la moglie il ristorante “Da Frenzio” sulla via Aurelia a Stagno: «Era una colonna del paese, ci mancherà tantissimo»
COLLESALVETTI. Ci sono persone capaci di lasciare un segno profondo nella comunità in cui vivono e Roberto Turbati, 65 anni, per tutti Frenzio, era una di queste. Così la notizia della sua improvvisa scomparsa ha colpito Stagno come un pugno allo stomaco. Un dolore profondo e condiviso per una figura che, per decenni, è stata parte integrante della storia e della vita quotidiana del territorio. Un nome che non aveva bisogno di presentazioni.
Sì, perché Turbati non è stato soltanto un albergatore e un ristoratore. È stato un uomo capace di trasformare il lavoro in relazione, l’impresa in accoglienza, il locale in casa. Dagli anni Ottanta, quando esercitava l’attività di barbiere nel salone del Motel Agip, fino al ristorante “Da Frenzio” sulla via Aurelia, gestito insieme alla moglie Maida e ai figli Francesco e Federico, il suo percorso è stato un filo continuo intrecciato alla vita di Stagno.
Quel ristorante, nel tempo, è diventato un luogo dell’anima. Un porto sicuro per chi cercava un pasto caldo, una parola schietta, una risata capace di alleggerire le giornate. Generazioni sono passate da lì, portando e lasciando ricordi: cene di famiglia, pranzi veloci tra amici, discussioni animate tra chi non perdeva occasione di condividere opinioni. Ogni angolo del locale raccontava la storia di chi lo aveva frequentato e di chi lo aveva gestito con passione e calore. Per molti, “Da Frenzio” non era solo un indirizzo, ma un pezzo di vita, un luogo dove sentirsi accolti, ascoltati e a casa. Con la sua ironia diretta, le prese in giro affettuose, le battute improvvise e quella voce che sapeva farsi familiare, Roberto era capace di entrare nel cuore delle persone senza mai alzare il tono. «Mi mancheranno le tue prese in giro, le battute, le risate… ma soprattutto mi mancherà sentire la tua voce», scrive chi oggi fatica ad accettare l’idea della sua assenza.
Il dolore corre veloce tra i messaggi di chi lo ha conosciuto: «Ciao Robe, grazie. Grazie delle mille parole, dei mille consigli, delle mille risate… fa male dirti ciao». Parole semplici, ma profonde, che raccontano meglio di ogni discorso il segno lasciato da Frenzio.
«La scomparsa di Roberto Turbati lascia un vuoto profondo: Stagno perde un volto, una presenza, un pezzo della propria storia», è il sentimento condiviso da un’intera comunità. Anche l’amministrazione comunale, con in testa la sindaca Sara Paoli, ha espresso il proprio cordoglio alla famiglia, ricordando il contributo umano e professionale di un uomo che ha saputo costruire legami prima ancora che un’attività.
Il funerale sarà celebrato domani (30 gennaio), alle 11, nella chiesa di San Luca. Sarà l’ultimo saluto a un uomo che, con discrezione e autenticità, ha insegnato cosa significhi appartenere davvero a un luogo.
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