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Giovanni Bagnoni e il progetto “Luxcare”, la compagna: «Anche nel privato continuerà a salvare delle vite» – I dettagli, le sedi e le date

di Martina Trivigno
Una bella foto di Bagnoni con Caffaz
Una bella foto di Bagnoni con Caffaz

Parla Alessandra Benedetta Caffaz, imprenditrice carrarina: «Non si tratterà di chirurgia plastica, ma di ridare serenità alle persone, ecco che cosa faremo»

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LIVORNO. «Non stiamo parlando di chirurgia plastica o di interventi puramente estetici. Il dottor Bagnoni continuerà a fare esattamente il lavoro che ha sempre fatto: dermatologia clinica, prevenzione, cura. Insomma, a salvare vite. La differenza è che, a tutto questo, affiancheremo tecnologie avanzate che aiutano concretamente le persone». Alessandra Benedetta Caffaz è una nota imprenditrice carrarese ed è anche la compagna di Giovanni Bagnoni, primario di Dermatologia dell’ospedale di Livorno dal 2012 e dal 2019 anche del Nuovo ospedale Apuane di Massa.

E ora è lei – cuore e mente dell’idea che presto diventerà realtà– a raccontare al Tirreno il nuovo progetto sanitario “Luxcare” che mette al centro la dermatologia clinica avanzata, la sicurezza del paziente e l’innovazione tecnologica, rese possibili grazie alle competenze e all’esperienza di Bagnoni che da metà marzo lascerà la sanità pubblica. «Il 14 marzo prossimo sarà il suo ultimo giorno di lavoro in ospedale», precisa. Quello tra il dermatologo e l’imprenditrice è un sodalizio sentimentale e professionale che percorre un filo di costa lunga una settantina di chilometri – da Livorno a Marina di Carrara – con l’obiettivo di aprire due nuove cliniche private dedicate alla cura della pelle a 360 gradi.

Le sedi

Le due sedi saranno operative nelle prossime settimane, per la precisione dalla metà di marzo se tutto andrà secondo i piani: a Marina di Carrara lo studio principale sorgerà in via Parma, al civico 15, mentre a Livorno l’attività prenderà il via inizialmente in un centro di studi medici in viale della Libertà, vicino alla farmacia Ferrari. Accanto alle due sedi, un ruolo centrale lo avranno gli open day e le giornate informative, che si svolgeranno nello spazio “White”, di proprietà della stessa Caffaz, nel centro di Carrara, in piazza Alberica. Occasioni pensate non solo per presentare le nuove strutture, ma soprattutto per informare i cittadini e fare chiarezza su un progetto che, sottolinea l’imprenditrice, non ha nulla a che vedere con l’estetica intesa in senso superficiale.

I macchinari

E – spiega Caffaz – in questa direzione un ruolo fondamentale sarà ricoperto da macchinari performanti utilizzati da “Luxcare”, in particolare dai laser. «È importante che le persone sappiano che molti dispositivi oggi in commercio arrivano dall’estero, spesso senza pezzi di ricambio adeguati – sottolinea l’imprenditrice –. Nelle nostre cliniche, invece, verranno utilizzati esclusivamente laser italiani certificati, prodotti in Toscana».

E le nuove tecnologie mireranno a intervenire su cicatrici, smagliature, macchie cutanee e segni lasciati da malattie o traumi. «Non si tratta di vanità – aggiunge Caffaz –. Ci sono persone che, a causa di una cicatrice sul volto, di macchie evidenti o di segni profondi sulla pelle, rinunciano al mare, al lavoro, alla vita sociale. Restituire loro serenità significa restituire dignità».

Ma accanto alla dermatologia clinica, saranno disponibili anche trattamenti non invasivi come il fotoringiovanimento con il laser CO2 frazionato ablativo (una tecnologia dermatologica che utilizza impulsi di luce per creare micro-lesioni controllate sulla pelle, stimolando la produzione di collagene ed elastina per rigenerare il tessuto, ridurre rughe, cicatrici, anche da acne, e macchie).

«Sono alternative valide per chi non vuole o non può sottoporsi a interventi chirurgici – spiega –. Migliorano l’aspetto, ma soprattutto l’autostima, evitando anestesie e procedure invasive. Perché spesso l’aspetto fisico è legato a doppio filo con il benessere psicologico».

Il dottor Giovanni Bagnoni resterà in ospedale fino al 14 marzo. L’apertura ufficiale delle cliniche avverrà solo dopo l’arrivo e il collaudo di tutte le apparecchiature. «Partiremo solo quando saremo certi che tutto è perfettamente funzionante – conclude Caffaz –. La sicurezza dei pazienti viene prima di qualsiasi altra cosa».

L’esperienza personale

E quando chiediamo ad Alessandra Caffaz come sia nata l’idea di questo progetto, lei racconta che a guidarla in questa nuova avventura è stata prima di tutto l’esperienza personale. «Ho sconfitto tre melanomi – conclude – e so bene cosa significhi trovarsi in queste situazioni e cosa provino le persone che affrontano problemi simili, letteralmente sulla propria pelle. Sono felice che Giovanni continui sulla strada che ha sempre percorso fino a oggi, prima di tutto continuando a salvare vite. Proprio come ha fatto con me».

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