Carabinieri di Livorno, l'arrivederci del colonnello Sica: «Allontaniamo i giovani dalla droga»
Il comandante da martedì 23 settembre, giorno del suo quarantanovesimo compleanno, si trasferisce a Roma: «In piazza Garibaldi, come da noi documentato, la compravano anche i minorenni». Poi l’affetto per la città: «Ringrazio tutti, qui il cielo e il mare sono stupendi»
LIVORNO. «Ascolto del cittadino, lavorare con professionalità e buonsenso sono state le mie priorità. L’Arma è un punto di riferimento per tutti e un baluardo contro le ingiustizie: chi entra in una caserma deve sapere che troverà sempre qualcuno disposto a riceverlo. E quando c’è stato bisogno di reprimere i crimini i carabinieri si sono fatti trovare pronti. Per questo voglio ricordare l’ultima indagine anti-droga di piazza Garibaldi, che ha portato a nove arresti e 53 indagati: con il comandante della Compagnia ci siamo seduti intorno a un tavolo e, sotto il coordinamento della procura, abbiamo architettato l’operazione, visto che lì lo spaccio era alla luce del sole. Il nostro obiettivo non era fare interventi “spot”, ma strutturati. Così abbiamo fatto».
Il colonnello Piercarmine Sica, a capo del comando provinciale di Livorno, lascia dopo tre anni il suo incarico. Da martedì 23 settembre, il giorno del suo quarantanovesimo compleanno, sarà capo dell’ufficio selezione del personale nell’ambito del centro nazionale di selezione e reclutamento del comando generale dell’Arma, a Roma. In pratica concorrerà nel reclutamento delle future leve dei carabinieri: «Un incarico al quale mi dedicherò con tutto l’impegno possibile e di cui avverto la delicatezza».
Colonnello, ha fatto riferimento proprio a piazza Garibaldi. Lascia dopo un’operazione anti-droga molto importante per la città.
«Volevamo fermare una piazza di spaccio attiva 24 ore su 24 e abbiamo affrontato radicalmente il problema: purtroppo a Livorno il consumo si è dimostrato elevato, lì i clienti erano anche minorenni».
Un anno prima l’operazione “Mexal”, durante la quale sono emerse pure compravendite di allucinogeni.
«In quel caso siamo riusciti a documentare anche le importazioni dall’estero».
La droga e i giovani. Una piaga anche a Livorno.
«Sì, un “alert” che serve per le agenzie di educazione. Come Arma, insieme all’ufficio scolastico provinciale, abbiamo organizzato molti incontri per sensibilizzare i giovani».
Incontri, numerosi, che avete organizzato anche con gli anziani per prevenire le truffe.
«Sì, ad esempio nei centri diurni in collaborazione col Comune e la prefettura e nelle università della terza età. In tale ambito desidero ringraziare la Diocesi di Livorno e la Comunità ebraica per il supporto e l’Ordine dei farmacisti che ci ha concesso spazi per la sensibilizzazione, così come l’Autorità portuale. Anche con i giovani abbiamo insistito affinché non lasciassero mai soli i loro “nonni”. Dobbiamo cercare di informare sempre di più le persone. All’Elba, ma anche a Cecina, siamo riusciti ad arrestare i truffatori».
Fra le operazioni più importanti non possiamo non citare gli undici arresti del nucleo investigativo dopo l’assalto al portavalori sull’Aurelia, a San Vincenzo.
«Livorno è una provincia apparentemente tranquilla, ma si è dimostrata interessante dai punti di vista operativo e investigativo. Prima di arrivare qui sono stato per quattro anni il comandante del reparto operativo di Catania ed episodi come quello di San Vincenzo non se ne erano verificati. È un assalto che ha trovato pronta l’Arma che, in sinergia con la procura, ha tempestivamente ed efficacemente risolto il caso. Queste persone, ad oggi, sono ancora in carcere».
Quando lei si è insediato era appena avvenuto l’omicidio di Denny Magina, una priorità investigativa in questi ultimi anni.
«Esatto. Abbiamo fatto del nostro meglio per individuare i responsabili, consapevoli purtroppo che nessuno potrà mai riportare in vita Denny».
E nei giorni successivi, invece, ci furono due arresti per usura.
«Questo è un fenomeno oscuro, ma ritengo che anche in assenza di denunce a Livorno possa essere presente. Non possiamo quindi escludere l’infiltrazione della criminalità organizzata in questo ambito e, per questo, non bisogna mai abbassare la soglia dell’attenzione. Ribadiamo che noi ci siamo e che esistono idonei istituti a tutela di chi denuncia reati estorsivi e usurari».
Quali altre operazioni investigative le sono rimaste più impresse?
«L’attività di contrasto dell’autunno del 2022 contro le spaccate e i furti dei negozi, dando una risposta alle preoccupazioni dei commercianti. Di assoluto rilievo e cordialità sono stati i rapporti con tutte le associazioni di categoria. Poi l’indagine dell’Arma piombinese contro il caporalato e quella più recente del nucleo investigativo sui “click day” per ottenere i “permessi di soggiorno facili”. Inoltre le numerose attività verso gli autori delle violenze sulle donne: qui sono state molto importanti le conferenze organizzate con il Soroptimist club e gli incontri a scuola con gli studenti, grazie alla collaborazione con l’ufficio scolastico provinciale, per sensibilizzare i ragazzi sul rispetto dell’altro sesso».
Sono stati anni, questi, anche di intensi rapporti umani, oltre che professionali.
«Sì. Voglio ringraziare innanzitutto per l’attenta ed efficace azione di indirizzo e coordinamento il prefetto Giancarlo Dionisi, oltre al suo predecessore, mentre per la sinergica collaborazione e per la fiducia negli apparati investigativi dell’Arma i procuratori che si sono succeduti, da ultimo il dottor Maurizio Agnello. Assolutamente cordiali sono stati i rapporti con le istituzioni cittadine e naturalmente con i vertici delle altre forze di polizia, che ringrazio di cuore. Con tutti c’è stata grande sinergia. Da ultimo mi sia consentito un ringraziamento a tutti gli organi di stampa e, nella particolare circostanza, ai giornalisti del Tirreno per la preziosa e leale attività svolta».
Cosa le mancherà più di Livorno?
«I colori del cielo e del mare, sono meravigliosi. Sono particolarmente affezionato alla campagna di Bolgheri: ho una foto, da piccolo, in cui ero di passaggio con i miei genitori. Ci tornerò con la famiglia. Come tornerò all’Elba, conosciuta solo per ragioni di servizio».
Al suo posto, da martedì 23 settembre, da Bari arriverà il colonnello Dario Mineo.
«Lo conosco e gli faccio i migliori auguri per il nuovo e avvincente incarico. Per me è stato un privilegio servire lo Stato in questa bella provincia e ringrazio la mia scala gerarchica per la fiducia: fare il comandante provinciale per un ufficiale dei carabinieri è uno dei compiti più entusiasmanti, seppur delicati. Attraverso le 27 stazioni nei 19 comuni abbiamo cercato di incrementare il rapporto con la popolazione e devo dire che il cittadino livornese, vedendo il nostro impegno, ci ha ricambiato con fiducia e segnalazioni».
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