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Livorno, i cinesi investono ancora nei bar: comprato il Bon Ton di Salviano

di Stefano Taglione
Il Bon Ton di Salviano (foto d'archivio)
Il Bon Ton di Salviano (foto d'archivio)

Dopo il locale di via Pian di Rota passa di mano pure quello di via dei Pelaghi: rimarrà molto probabilmente sempre una pasticceria con la possibilità per i clienti di fare dei pranzi veloci

28 marzo 2024
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Livorno Anche il Bon Ton di Salviano passa nelle mani degli imprenditori cinesi. Dall’inizio di marzo – dopo che un anno fa era stato venduto il bar “gemello” di via Pian di Rota – la proprietà storica, con il livornese Massimiliano Caleo del Gruppo Baracchina rossa, ha ceduto l’attività ad alcuni ristoratori orientali. Non si tratta però della famiglia Zhang, che ha rilevato l’altro locale al confine fra Stagno e la periferia nord della città, ma di connazionali che abitano a Massa e che guidano diverse attività analoghe nel Nord Italia, ad esempio a Verona, ma anche in Lombardia: «Noi siamo concentrati su Stagno – spiegano dalla famiglia Zhang – e non conosciamo nemmeno coloro che hanno acquisito il bar di via dei Pelaghi».

Gli attuali proprietari del locale di via Pian di Rota, insomma, non si sono mai dimostrati interessati al “gemello” di via dei Pelaghi. E infatti non hanno mai nemmeno formulato un’offerta per rilevarlo. Nessun commento, invece, da parte della nuova gestione della pasticceria di Salviano, da tempo punto di riferimento per i livornesi, visto che è aperta 365 giorni l’anno, da mattina fino a tarda notte. «Il titolare – spiegano al telefono – rientra dopo Pasqua, martedì 2 aprile, e in questo momento è all’estero», le parole di una dipendente.

Aumentano ancora quindi i bar e ristoranti a gestione cinese di Livorno, ormai diverse decine. «Non credo che i cinesi siano più bravi a gestire i bar rispetto ai livornesi, ma sicuramente hanno tanta voglia di lavorare. A Livorno non ho mai visto un bar cinese fallito. I livornesi? Si lamentano perché non hanno voglia di lavorare, inutile girarci attorno. Soprattutto quando arriva l’estate. Non vedono l’ora di andare al mare. I proprietari dei bar qui non fanno altro che aumentare i prezzi come soluzione alla crisi. Ma non è così che si risolve la situazione. Agli stessi prezzi possiamo mantenere inalterata la qualità, noi lo facciamo. Per di più non siamo “sfavati” come qualche livornese. Noi con il servizio ci sappiamo fare, siamo gentili», aveva raccontato in un’intervista al Tirreno uno degli imprenditori orientali più noti della città, il quarantunenne Zujun Zhang, apprezzato ristoratore a capo del bar ristorante Jambo di via della Madonna, in centro, proprio all’indomani della notizia della vendita del primo Bon Ton, quello di via Pian di Rota, alla famiglia Zhang (con cui fra l’altro è imparentato).

Nelle scorse settimane sono circolate diverse indiscrezioni anche su un’eventuale cessione della Baracchina rossa, il locale di punta del gruppo livornese. In ogni caso, almeno al momento, l’attività resta sempre nelle mani degli stessi gestori. Non è escluso, comunque, che vi sia una trattativa in corso per un passaggio di proprietà. «Sono stati venduti i Bon Ton di Salviano e via Pian di Rota– le parole di una dipendente del bar del lungomare – ma noi no, chi dice il contrario mette in giro una notizia priva di fondamento».

L’assetto del Bon Ton di via dei Pelaghi non cambierà: rimarrà molto probabilmente sempre una pasticceria con la possibilità per i clienti di fare dei pranzi veloci, visto che è un realtà ormai consolidata che a giudizio dei nuovi proprietari non ha senso stravolgere. La tabaccheria, invece, è rimasta inalterata nella sua proprietà. l


 

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