Il Tirreno

Livorno

La sentenza

Livorno, aggressione al giornalista Francesco Selvi: assolto Beppe Grillo (ma dovrà pagare un risarcimento)

di Stefano Taglione

	Beppe Grillo e Francesco Selvi
Beppe Grillo e Francesco Selvi

l comico e fondatore del Movimento 5 stelle è stato scagionato dai reati di violenza privata e lesioni personali dal tribunale di Livorno. Il fatto, nei confronti del cronista toscano, sulla spiaggia di Marina di Bibbona

20 ottobre 2023
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LIVORNO. Assolto per la particolare tenuità del fatto dopo aver strappato di mano il cellulare e spintonato un giornalista che voleva intervistarlo. Condannato a un risarcimento di 1.000 euro al cronista e di 500 euro sia all’Ordine dei giornalisti che alla Federazione nazionale della stampa italiana.

Il comico e fondatore del Movimento 5 stelle, Beppe Grillo, è stato scagionato dai reati di violenza privata e lesioni personali dal tribunale di Livorno, ma obbligato a pagare sia i risarcimenti che le spese processuali. La sentenza è stata pronunciata nel primo pomeriggio del 20 ottobre dal giudice Andrea Guarini. È stata la procura, in primis, a chiedere l’assoluzione dello show-man ligure per “la particolare tenuità del fatto”, riconoscendo comunque la violenza ai danni del cronista.

Il giornalista aggredito è il fiorentino Francesco Selvi, che come freelance del programma Mediaset “Dritto e rovescio” (Rete 4) il 7 settembre del 2020 avrebbe voluto chiedere al garante pentastellato se il partito oggi guidato dall’ex premier Giuseppe Conte all’epoca stesse perdendo dei voti rispetto a Giorgia Meloni, attuale presidente del Consiglio, oltre che leader di Fratelli d’Italia.

L’aggressione - che al cronista comportò un trauma distorsivo al ginocchio sinistro, come accertato dai medici dell’ospedale di Cecina e da una successiva perizia di parte - era avvenuta sulla spiaggia di Marina di Bibbona, dove il comico ha una villa, all’interno del bar dello stabilimento balneare “Cormorano” da tempo frequentato dallo show-man genovese, difeso nel processo dal nipote Enrico Grillo e dal collega Pierfrancesco Bruno. Selvi si è costituito parte civile, raccontando anche di ripercussioni via social nei giorni successivi all’accaduto.

Grillo, in tribunale a Livorno, non si è mai presentato e non è quindi mai stato ascoltato. Nel corso del processo, oltre alla vittima assistita dal legale Gian Claudio Emeri, si sono costituiti parte civile il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti e la Federazione nazionale della stampa italiana, rappresentati dall’avvocato Giulio Vasaturo. In aula, all’ultima udienza, anche il presidente della Fnsi, Vittorio Di Trapani, e il responsabile dell’Associazione stampa toscana, Sandro Bennucci.

Venerdì 20 sono stati proiettati quattro filmati: il primo che documentava la spinta al giornalista, ripreso da una telecamera di sorveglianza della struttura, altri due girati da Selvi con il cellulare e l’ultimo che illustrava il servizio andato in onda durante il programma condotto all’epoca dal giornalista Paolo Del Debbio. Alla chiusura dell’istruttoria il pubblico ministero onorario, per Grillo, ha chiesto l’assoluzione per la particolare tenuità del fatto, chiedendo fra l’altro la riqualificazione delle lesioni personali in colpose “perché manca l’elemento del dolo, visto che Grillo spingendo il giornalista voleva solo allontanarlo, impedendogli di fare la ripresa, ottenendo una conseguenza diversa da quella voluta”. “La condotta dell’imputato - le parole della sostituto procuratore onoraria Paola Cappiello - integrano il reato di violenza privata perché limitano la libertà di autodeterminazione di Selvi, fra l’altro per un periodo di tempo non irrilevante”, ma “la violenza è moderata e consente di poter ritenere il fatto di particolare tenuità”. 

Dopo l’accusa ha preso la parola Emeri, chiedendo la condanna del comico e un risarcimento di 40.000 euro. Vasaturo, per Fnsi e Ordine nazionale dei giornalisti, ha criticato la richiesta di assoluzione della procura e ha chiesto un risarcimento complessivo, definito “simbolico”, di 20.000 euro (10.000 per Fnsi e altrettanto per l’ente pubblico). La difesa, invece, per Grillo aveva chiesto l’assoluzione. “Le condotte non sono tese a comprimere la libertà dell’informazione - le parole di Bruno, che ha definito il processo “di bassa caratura” - Nel caso di specie i fatti si concentrano su condotte che a mio avviso non integrano nessuna lesione direttamente operante nell’esercizio dell’attività giornalistica. Altro sarebbe se fossero intervenute su un’ipotesi già combinata: qui, invece, il diritto di cronaca sorge dopo che si è consumato il fatto”.

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