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Solvay, rilancio dello stabilimento

Solvay, rilancio dello stabilimento

L’ad mondiale: «Rosignano tornata competitiva». Intanto prosegue il piano per i 70 esuberi

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ROSIGNANO. Il piano di risparmio per il rilancio dello stabilimento Solvay di Rosignano sembra andare nella giusta direzione. Ne sono convinti sia il presidente della Toscana Enrico Rossi sia l'amministratore delegato mondiale di Solvay Jean-Pierre Clamadieu, come emerso nel corso di un incontro nei giorni scorsi a margine della visita di Clamadieu al parco industriale di Rosignano, oltre che all'impianto di Livorno Solvay Solutions. Un piano che sembra soddisfare anche i sindacati, come sottolinea Rossella Vallini, coordinatrice Rsu Solvay: «Sembra che ci sia un nuovo clima di positività su Rosignano, e considerando ciò che avviene in provincia non è poca cosa».

La conferma di una ripresa della competitività del parco industriale viene anche a seguito dell’incontro tra Clamadieu e il governatore Rosii. «Rosignano Solvay è di nuovo competitiva - si legge in una nota della Regione Toscana - e può ora impostare una fase di sviluppo per diventare un polo chimico sostenibile e all'avanguardia. Scongiurato il rischio di chiusura, paventato in occasione di un precedente confronto due anni fa, per il futuro di Rosignano si apre dunque una fase di consolidamento e di rilancio industriale grazie al lavoro congiunto svolto da Solvay e Regione sul territorio e con i ministeri competenti, nonché grazie ad accordi sindacali concordati a livello locale».

Clamadieu, accompagnato dai vertici di Solvay Italia e di Rosignano Solvay, ha illustrato a Rossi e al sindaco di Rosignano Alessandro Franchi gli investimenti ambientali in corso e l'avvio di nuove produzioni a cui potrebbero far seguito altre attività innovative. A confermare l’apertura, a breve di un nuovo impianto nel settore per perossidati, è anche Vallini. «L’impianto è quasi terminato - spiega la segretaria della Rsu Solvay - e porterà alla produzione acido peracetico, è previsto anche un aumento della produzione di acqua ossigenata. Chiaro che questi investimenti ci fanno ben sperare per il futuro».

Quanto ai numeri di occupati, con il passaggio di 131 dipendenti da Solvay alla Società Italiana del Cloro (la joint-venture tra Ineos e Solvay per la produzione di pvc, non nello stabilimento di Rosignano), adesso il numero di lavoratori diretti Solvay ammonta a circa 480. Oltre a questi si contano i 190 dipendenti Ineos. E centinaia di lavoratori nell’indotto.

Secondo il piano di ristrutturazione presentato dalla multinazionale della chimica nel 2013, Solvay dovrebbe tagliare 70 lavoratori entro la fine del 2015. «Dieci - spiega Vallini - sono già usciti, per gli altri abbiamo un incontro nei prossimi giorni, per capire se c’è la possibilità di accompagnarli alla pensione, grazie ad ammortizzatori sociali per alcuni mesi».

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