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Decine di cani decapitati e chiusi in sacchi neri: scoperta choc sotto l’Autostrada


	Sul posto le forze dell'ordine
Sul posto le forze dell'ordine

Tutto è nato dall’avvistamento di una volontaria: forze dell’ordine al lavoro per capire cosa ci sia dietro il massacro di almeno 15 animali

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Un sopralluogo di routine si è trasformato in un incubo. Nel pomeriggio di sabato 7 febbraio, una volontaria dell’associazione Amici Animali Odv di Osimo, nel Maceratese, impegnata in una visita pre-affido, si è imbattuta in quello che inizialmente sembrava un singolo cane senza vita in una scarpata tra la vegetazione, in un’area rurale tra Loreto e Porto Recanati. Il comportamento del cane che l’accompagnava l’ha spinta ad avvicinarsi, scoprendo un corpo in condizioni tali da far scattare immediatamente l’allarme.

L’intervento delle forze dell’ordine e la scoperta di altri animali

Sul posto sono arrivati rapidamente i carabinieri Forestali di Ancona e Macerata, insieme alla polizia locale, alla Digos, ai vigili del fuoco e ai veterinari dell’Ast di Macerata. Le ricerche avviate subito dopo il primo ritrovamento hanno portato a un quadro ben più grave: in un’area isolata ma frequentata quotidianamente da sportivi, vicino al cavalcavia dell’A14 e agli ex stabilimenti Pignone, sono stati individuati diversi sacchi abbandonati contenenti i resti di numerosi cani. Secondo una prima stima, si tratterebbe di almeno una quindicina di animali, in gran parte pastori maremmani, sia adulti sia cuccioli.

Un modus operandi che fa pensare a un’azione organizzata

Gli animali presentavano segni compatibili con un’uccisione violenta e sistematica. Gli inquirenti ritengono possibile che i responsabili abbiano cercato di eliminare ogni possibilità di identificazione, forse per impedire di risalire ai proprietari tramite microchip. La quantità di carcasse, la loro disposizione e la scelta del luogo fanno ipotizzare un’azione ripetuta nel tempo e non un episodio isolato.

Le piste investigative: dal traffico illecito ai riti esoterici

Gli investigatori non escludono alcuna ipotesi. La più concreta, al momento, riguarda un tentativo deliberato di cancellare tracce utili all’identificazione degli animali. Tuttavia, la brutalità del gesto apre anche scenari più oscuri, che vanno da possibili ritorsioni a pratiche rituali. Le forze dell’ordine stanno analizzando ogni elemento utile, compresi i filmati delle telecamere presenti nella zona.

Una comunità sconvolta

La notizia ha scosso profondamente le associazioni animaliste e i residenti del territorio, che parlano di un episodio mai visto prima per dimensioni e crudeltà. Le organizzazioni del settore chiedono un impegno straordinario per individuare i responsabili e prevenire nuovi casi. Le indagini proseguiranno nei prossimi giorni con ulteriori sopralluoghi, accertamenti veterinari e l’analisi delle immagini di videosorveglianza. Gli inquirenti sperano che proprio da queste ultime possano arrivare le prime risposte concrete.

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