Virus Nipah, impennata di casi in India e persone isolate: «Si teme rapida diffusione» – Cosa sappiamo
Le prime manifestazioni possono essere assenti o somigliare a una comune sindrome influenzale, con febbre, dolori muscolari, disturbi gastrointestinali, mal di testa, brividi e mal di gola
Un nuovo virus. E le misure di sicurezza che sono già scattate per arginarlo. In attesa di capire come combatterlo. Si chiama e ha coinvolto diversi operatori sanitari, risultati positivi dopo aver assistito un paziente deceduto prima dell’arrivo dei test di laboratorio. Il contagio è avvenuto all’interno di una struttura privata di Barasat, in India, e ha portato all’identificazione di cinque casi confermati.
Contatti monitorati
Le autorità sanitarie hanno ricostruito la rete dei contatti, individuando circa duecento persone potenzialmente esposte. Un centinaio di queste è stato posto in quarantena preventiva: al momento non mostrano sintomi e i test effettuati sono risultati negativi. Rimarranno in isolamento per 21 giorni, periodo dopo il quale verranno sottoposte a nuovi controlli.
Incubazione variabile
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’incubazione del virus può durare da 4 a 14 giorni, con casi che arrivano fino a 45. Le prime manifestazioni possono essere assenti o somigliare a una comune sindrome influenzale, con febbre, dolori muscolari, disturbi gastrointestinali, mal di testa, brividi e mal di gola.
Rischi e complicanze
In alcuni pazienti l’infezione evolve rapidamente verso forme gravi, con difficoltà respiratorie, alterazioni dello stato di coscienza, convulsioni ed encefalite. Quest’ultima può condurre al coma e alla morte. La mortalità stimata varia tra il 40 e il 75 percento, a seconda dei diversi focolai documentati.
Origine zoonotica
Il virus Nipah è una zoonosi che circola principalmente nei pipistrelli della frutta dei generi Pteropus e Hipposideros. Questi animali possono trasmettere il patogeno ad altre specie, come i suini, e indirettamente all’uomo. Il contagio può avvenire anche tramite alimenti contaminati, soprattutto prodotti vegetali esposti ai chirotteri infetti.
Storia del virus
Il patogeno è stato identificato per la prima volta nel 1999 tra allevamenti di maiali in Malesia e Singapore. Da allora si sono verificati focolai in Bangladesh, Filippine e in diverse regioni dell’India, con il Kerala tra le aree più colpite negli ultimi anni.
Misure di contenimento
L’infettivologo Matteo Bassetti, docente di malattie infettive presso la Clinica di Malattie Infettive e Tropicali dell'Ospedale Policlinico San Martino di Genova, spiega: «L'India si sta muovendo rapidamente per contenere un’epidemia di virus Nipah nello stato orientale del Bengala Occidentale, dopo la conferma di cinque casi, tra cui medici e infermieri infettati. Sono state adottate tempestivamente misure locali di quarantena e sorveglianza, ma si teme una rapida diffusione». Due dei pazienti positivi, un uomo e una donna, sono stati trasferiti presso l'ospedale per malattie infettive di Beleghata, a Calcutta. Fortunatamente le condizioni dell'infermiera sembrano essere in miglioramento, nonostante la situazione sia ancora molto difficile: «Le condizioni dell'infermiera stanno migliorando, ma la paziente rimane in condizioni molto critiche. Entrambi sono ricoverati in terapia intensiva coronarica», ha affermato il Dipartimento sanitario del Bengala Occidentale.
Patogeno prioritario
Il virus Nipah è inserito tra i patogeni prioritari della CEPI, che collabora con l’OMS per la preparazione alle emergenze. L’elevata letalità, il potenziale epidemico e l’assenza di vaccini autorizzati lo rendono una minaccia monitorata con particolare attenzione. Le terapie disponibili sono esclusivamente di supporto.
