Marina di Alberese, blitz con il pick up nel Parco: portati via tronchi di due metri
Materiale “protetto”: previste sanzioni salate. Un testimone ha assistito alla scena: «Tutto è stato talmente veloce che mi è stato impossibile far intervenire qualcuno»
ALBERESE. Sono arrivati con il pick up, hanno accostato a ridosso della spiaggia, caricato tronchi enormi nel cassone e se ne sono andati: 4-5 viaggi tra la sabbia e la macchina. Un blitz rapidissimo e consumato in pochi minuti sulla spiaggia di Marina di Alberese, nel cuore del Parco della Maremma.
Protagonista, secondo il racconto di un testimone, una coppia di stranieri sorpresa mentre portava via legna spiaggiata dalla costa. Un gesto che qualcuno può liquidare come una bravata o una “furbata” da vacanza, ma che è vietato e può costar caro perché quei tronchi lasciati dal mare non sono rifiuti da prendere gratis. Fanno parte dell’equilibrio naturale della spiaggia.
L’episodio risale a un paio di settimane fa ed è stato segnalato al Parco della Maremma.
A raccontarlo al Tirreno è un volontario ambientalista che si trovava in zona e che ha assistito alla scena senza riuscire a intervenire in tempo, in quanto tutto è stato fin troppo rapido. «Una coppia di stranieri, uomo e donna – racconta lui – è arrivata vicino alla spiaggia di Marina di Alberese con una Ford Ranger. In fretta e furia tutti e due hanno cominciato a caricare una serie di tronchi molto grossi, lunghi circa due metri. Avranno fatto almeno 4 o 5 viaggi, velocissimi. Ho avuto giusto il tempo di avvicinarmi per capire cosa stesse succedendo: loro sono risaliti sul mezzo ripartendo subito, purtroppo non sono riuscito a far altro, se non segnalare il tutto».
Un’azione lampo, pochissimi minuti per entrare, caricare i legni che rendono iconica la costa e sparire.
Una cosa del genere si può fare? La risposta è no. È un preciso divieto previsto dal regolamento del Parco della Maremma. E il fatto che la coppia sia fuggita in fretta e furia fa ipotizzare che ne fosse a conoscenza.
A disciplinare il caso è l’articolo 50 dedicato alla spiaggia all’interno dell’area protetta. «È vietata la rimozione e l’utilizzo dei tronchi e del materiale legnoso spiaggiato lungo la costa sabbiosa del Parco della Maremma». Anche l’articolo 35, dedicato alla fruizione turistica e ricreativa, vieta «la rimozione e lo spostamento di tronchi, rami e radici, anche se spiaggiati». Quei tronchi non si toccano e chi lo fa rischia una multa. È prevista una sanzione amministrativa da 50 a 500 euro.
Il Tirreno ha chiesto informazioni al Parco, che spiega come la ratio non sia repressiva ma ambientale. Quei legni trascinati a riva dalle mareggiate sono parte integrante dell’ecosistema costiero. Trattengono la sabbia, aiutano a difendere le dune dall’erosione. Offrono rifugio a insetti, piccoli animali e microrganismi. Contribuiscono alla biodiversità e a quell’immagine di costa selvaggia che rende Alberese unica e iconica. «Nelle aree protette e più in generale nelle aree naturali – risponde il Parco - è molto importante non alterare la vegetazione raccogliendo piante e fiori, né raccogliere o alterare rocce, minerali, fossili e funghi. Nelle aree protette, compreso il Parco della Maremma, si tratta di un vero e proprio divieto controllato e sanzionabile dal personale di vigilanza, come previsto dal Regolamento del Parco. Questo perché si tratta di aree in cui gli equilibri sono molto fragili e in cui ogni elemento naturale concorre alla biodiversità: i tronchi spiaggiati costituiscono habitat ideali per molte specie viventi, oltre a rappresentare la base dell’architettura del sistema dunale».
In linea generale – spiega Simone Rusci, presidente del Parco - «dobbiamo pensare che l’azione di un singolo, se sommata a quella di altri visitatori, può compromettere l’equilibrio dell’ecosistema. Prima di cogliere un rametto di rosmarino o rimuovere un tronco spiaggiato, è importante pensare a cosa accadrebbe se tutti i visitatori compissero la stessa azione. La famosa metafora dell’effetto farfalla, utilizzata per spiegare la teoria del caos, è molto adatta a descrivere come anche minime variazioni nelle condizioni di un sistema complesso, come quello naturale, possano determinare cambiamenti nel lungo termine che alterano quel sistema in modo innaturale, generando esiti spesso non prevedibili, ma con conseguenze importanti». Con l’estate alle porte e migliaia di visitatori pronti ad affollare la costa maremmana, l’appello da ribadire con forza è che il Parco non è un “magazzino” da cui prendere souvenir naturali: non si portano via tronchi, non si staccano piante, non si riempiono sacchetti di conchiglie ma si entra, si ammira il paesaggio, lo si rispetta e si lascia tutto com’è, altrimenti scattano le giuste sanzioni.
Marina di Alberese è finita, pochi giorni fa, sul quotidiano britannico The guardian, come tra i sei litorali più belli e incontaminati d’Italia. «Le sue spiagge di sabbia selvaggia sono prive di ombrelloni, bar e stabilimenti – sottolinea l’articolo – l’unica presenza umana sono le capanne improvvisate con i tronchi portati dal mare, che offrono un riparo naturale dal sole».
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