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Grosseto, blitz biogas: chi sono i manager indagati

Grosseto, blitz biogas: chi sono i manager indagati<br>

Sversamenti e maleodoranze, la proprietaria Capwatt prepara la sua difesa

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GROSSETO. Il legale al quale si è affidata Capwatt (l’avvocato Luciano Giorgi), i cui impianti a biogas in zona San Martino sono stati sottoposti martedì per ordine della giudice Cecilia Balsamo a sequestro preventivo dalla sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri nell’ambito delle indagini della Procura della Repubblica coordinate dal sostituto procuratore Giampaolo Melchionna, è pronto a inviare nella giornata di oggi un documento ai vertici dell’azienda per concordare le prossime attività: l’ipotesi del riesame si fa sempre più concreta.

L’ufficio di giustizia, infatti, ha recapitato due avvisi di garanzia a Sergio Manuel Ferreira da Rocha e Marco Poltri, rispettivamente presidente del consiglio di amministrazione di Capwatt Etruria e Capwatt Grosseto e responsabile operativo delle strutture alle porte della città: tra le ipotesi di reato contestate anche lo sversamento di digestato – destinato a fertilizzante – in fossette nella zona degli impianti; attività per la quale le strutture non sono in possesso di regolare autorizzazione e che avrebbero quindi compiuto in violazione delle prescrizioni dettate dall’autorizzazione unica ambientale rilasciata nel 2011 dalla Provincia.

Le attività, secondo la Procura, potrebbero essere legate anche alle numerose occasioni in cui la città è stata invasa da maleodoranze più volte segnalate da associazioni ambientaliste e cittadini. Maleodoranze che Capwatt, quando presentò il progetto di ammodernamento e riconversione delle strutture da biogas a biometano, aveva promesso di abbattere; cominciando dalla copertura delle vasche degli impianti dove vengono stoccate le lavorazioni.

M.S.

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