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Grosseto, povero stadio Iannella: crepe e seggiolini staccati

di Maurizio Caldarelli
Grosseto, povero stadio Iannella: crepe e seggiolini staccati

Gli ultimi interventi sull’impianto risalgono ai Mondiali del 2009. I tifosi: «Ma quando arriva il nuovo tabellone elettronico?»

30 maggio 2024
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GROSSETO. Profonde crepe sulle scale d’accesso alla tribuna, seggiolini staccati, muretto di recinzione deteriorato, tabellone non funzionante e soprattutto mancanza di servizi per i tifosi.
Alcuni sportivi che frequentano abitualmente lo stadio Roberto Jannella, il tempio del baseball grossetano, mettono in evidenza le carenze di uno degli impianti d’Europa per questa disciplina. «Di veramente bello – dicono i supertifosi del Bbc – è rimasto ormai solamente il manto erboso, grazie al lavoro quotidiano del mitico Luciano Varricchio, il resto avrebbe bisogno di una bella rinfrescata per essere veramente accogliente a chi viene ad assistere alle partite».

Carlo, Marco ed Enrico parlano soprattutto per gli altri, perché loro c’erano quando John Self batteva i suoi fuoricampo, nelle magiche stagioni degli scudetti negli anni Ottanta, erano tra gli ottomila che hanno festeggiato il tricolore del 2007 alla bella con il Nettuno, hanno seguito gli anni di Mario Mazzei e hanno assistito al derby dello scorso weekend. «Purtroppo siamo considerati fedelissimi per ragioni di età – proseguono – ma non ci piace la situazione. Lo stadio è stato rimesso a nuovo per i Mondiali 2009, ma non ha avuto più ritocchi. La società ha provato a dare una nuova vita ai seggiolini, facendo tornare fuori il colore rosso, alcuni dei quali si sono staccati, ma con i contributi che arrivano dal Comune si può appena permettere di pagare la luce. C’è bisogno di una bella manutenzione straordinaria, per sistemare i cancellini, il muretto di recinzione e anche i due dugout. L’immagine che diamo a chi viene a giocare qua non è certo bella. Sembriamo una bella signora che si è lasciata andare».
Gli sportivi se la prendono con «il tabellone segnapunti che non permette di capire quanti sono i punti o le valide delle squadre. Non era stato promesso che l’avrebbero installato uno nuovo prima dell’inizio del campionato? Siamo alla fine del girone d’andata e del tabellone non c’è traccia. Non finirà come l’efficientamento energetico dell’impianto d’illuminazione, votato dal consiglio comunale e mai messo in atto?».

E c’è un altro problema. Nelle ultime cinque settimane lo stadio di viale della Repubblica è sempre stato aperto, per ospitare le partite del Bbc e Bsc e quello che è balzato agli occhi è stata la mancanza della possibilità di prendere una bottiglia d’acqua, un caffè o un panino. «Il bar pasticceria che campeggia all’ingresso dello Jannella è sempre chiuso – si lamentano – Come si fa a sperare di tornare ai fasti di un tempo se non si dà la possibilità di cenare allo stadio, magari anche solo con un tramezzino o con una pizza? Con l’arrivo dell’estate ci sarà bisogno di dissetarsi, ma quei locali rimangono aperti solo per la colazione».

Il punto di ristoro dello Jannella, denominato inizialmente Strike, progettato nel 2006 per volontà del consiglio presieduto da Claudio Banchi e inaugurato nel 2008, che voleva farlo diventare un punto di ritrovo per gli appassionati di baseball, ma anche per le palestre, tanto che fu inserito nella concessione dell’impianto, con l’obbligo di servire tutta l’area sportiva circostante. Quella terrazza doveva servire ad assistere alla partite, godendo di una posizione unica nel suo genere.

«Per quale motivo – si chiedono gli sportivi – lo Strike è uscito dalla convenzione, provocando un danno alla società concessionaria, che poteva contare su un importante sussidio di diecimila euro? Ma com’è possibile che sia permesso che quella struttura apra solo la mattina al servizio di chi fa colazione, quando è nato per altri fini, per servire chi frequenta lo stadio e i suoi locali?»

I tifosi ricordano il contenzioso sorto quando fu aperto un casottino per hamburger e hot dogs e lamentano comunque che il locale attuale non è usufruibile da chi va a vedere le partite di baseball. «È auspicabile che qualcuno metta mano a questa situazione, per garantire un po’ di servizi a chi ama, come noi, il baseball».

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