Morto Rocco Commisso, il self-made man partito dalla Calabria: dalla borsa di studio al successo
L’acquisto della Fiorentina nel giugno del 2019: una storia di risultati, progetti importanti, ma anche di dolore come la scomparsa nel 2024 dell’amico-direttore Joe Barone
FIRENZE. Un self-made man partito dalla Calabria per far fortuna negli Usa, prima di tornare in patria trascinato dalla passione per il calcio. Rocco Commisso è stato uno degli imprenditori immigrati italiani di maggior successo nella storia degli Stati Uniti.
Dall’Italia agli Usa (e al calcio)
Nato in Calabria il 25 novembre 1949, era emigrato negli Stati Uniti all’età di 12 anni. Dopo essersi diplomato alla Mount Saint Michael Academy nel Bronx nel 1967, aveva frequentato la Columbia University grazie a una borsa di studio completa, conseguendo una laurea in ingegneria industriale e un Mba presso la Graduate Business School.
Sono anche gli anni che lo avvicinano al calcio: fra il 1967 e il 1970 gioca con i Columbia Lions, che da co-capitano porta alla sua prima storica partecipazione ai playoff Ncaa. Per lui anche l’invito a un provino per la nazionale statunitense di calcio in vista delle Olimpiadi del 1972. Un legame, quello con la Columbia, che proseguirà anche in altra veste, da sostenitore del programma maschile attraverso Friends of Columbia Soccer.
La carriera
Nel frattempo inizia la sua carriera professionale presso lo stabilimento produttivo di Pfizer Inc. a Brooklyn, New York. Dopo la laurea in economia aziendale nel 1975, Commisso trascorre un decennio nel settore finanziario, inizialmente presso Chase Manhattan Bank (oggi J.P. Morgan Chase) e successivamente presso la Royal Bank of Canada, dove ha guidato le attività di finanziamento negli Stati Uniti per aziende dei settori media e comunicazioni.
Mediacom
La svolta arriva con la nascita di Mediacom, che Commisso fonda nel 1995 con l’obiettivo di acquisire e rilanciare sistemi via cavo nelle comunità più piccole e meno servite del Paese. Nel 2000 guida con successo la quotazione in borsa di Mediacom, aprendo la strada alla crescita straordinaria dell’azienda fino a diventare il quinto operatore via cavo degli Stati Uniti, offrendo servizi di dati ad alta velocità, video, telefonia e mobile a oltre 3 milioni di famiglie e imprese in 22 Stati.
Nel 2011 ha riportato l’azienda in ambito privato e oggi Mediacom è interamente di proprietà della famiglia Commisso. Nel corso della sua vita, il compianto patron viola ha destinato ingenti risorse personali e aziendali al sostegno delle opportunità educative per i giovani: da molti anni, Columbia assegna un premio annuale di calcio maschile che porta il suo nome e nel 2013 l’università ha riconosciuto il suo contributo intitolandogli lo stadio di calcio del Baker Athletics Complex, il Rocco B. Commisso Soccer Stadium.
I colori Viola e la famiglia
L’amore per il calcio lo porta, nel gennaio 2017, a rilevare una quota di maggioranza dei New York Cosmos mentre risale al giugno 2019 l’acquisizione della Fiorentina, dove il suo lascito più importante è sicuramente il Rocco B. Commisso Viola Park, il centro sportivo all'avanguardia inaugurato nel 2023, che rappresenta la casa permanente di tutte le squadre gigliate, comprese quelle maschili, femminili e del settore giovanile.
Il Viola Park rappresenta sicuramente un tassello centrale, molto importante, nei suoi anni legati ai colori viola: così come le finali europee e il capitolo stadio. Da ricordare anche la scomparsa del dg viola, nel marzo di due anni fa, l’amico e collaboratore Joe Barone.
Sposato con Catherine e padre di due figli, Commisso viveva a Saddle River, nel New Jersey.
