Giovane calciatore truffato, indagato Fabrizio Lucchesi: «Sono una vittima, non sapevo»
Al centro dell'inchiesta assegni che l'ex dirigente dell'Empoli avrebbe incassato in totale serenità, ignorandone completamente la presunta provenienza illecita
EMPOLI. «In merito alle notizie di stampa diffuse nelle ultime ore che accostano il mio nome a una vicenda giudiziaria riguardante un giovane calciatore, intendo ribadire con forza la mia totale estraneità ai fatti. In realtà, io stesso sono parte lesa in questa vicenda: ho ricevuto, come pagamento di un credito del tutto lecito, titoli che si sono poi rivelati oggetto di una presunta truffa».
A parlare è Fabrizio Lucchesi, 64 anni empolese, dirigente calcistico di lungo corso, oggi al Guidonia Montecelio in serie C, partito proprio da Empoli e in carriera ex direttore generale anche del Pisa (di cui è stato anche presidente nel 2015-16) della Fiorentina e della Roma scudettata, indagato dalla Procura di Roma per ricettazione nell’ambito di un’inchiesta sulla truffa commessa ai danni del padre di un giovane calciatore.
Del reato di truffa sono indagati altri due dirigenti, Giuseppe Basile e Marco Rossetti, che secondo gli inquirenti nel 2023 avrebbero convinto il genitore a sborsare 31mila euro per far tesserare il figlio 18enne prima alla Fermana e poi al Catania, senza che poi il ragazzo avesse la possibilità di mettere piede in campo in nessuno dei due club.
Il coinvolgimento di Lucchesi sarebbe emerso in un secondo momento: mentre metà di quei soldi sarebbe “sparita”, l’altra metà, circa 15mila euro, li avrebbe ricevuti il manager empolese, che secondo quanto ipotizzato almeno inizialmente dall’accusa, sarebbe stato consapevole della provenienza illecita del denaro.
Ma Lucchesi respinge questa lettura al mittente, dichiarandosi «vittima», anziché complice. «Già due o tre anni fa ho avuto modo di chiarire puntualmente la mia posizione dinanzi agli organi inquirenti, fornendo tutta la documentazione necessaria a dimostrare la mia buona fede e l'assenza di qualsiasi coinvolgimento in attività illecite» precisa il direttore generale del Guidonia.
Lucchesi rivendica di aver ricevuto quei soldi come pagamento di un credito che vantava a titolo personale – un credito del tutto estraneo a logiche calcistiche – da parte di uno dei due indagati per truffa.
Assegni che il manager avrebbe incassato in totale serenità, ignorandone completamente la presunta provenienza illecita. Tanto da spendere poi quei fondi senza porsi alcun problema. È proprio in questo senso che il 64enne si dichiara parte lesa.
«Sono profondamente amareggiato dalla strumentalizzazione della mia persona e della mia immagine – aggiunge quello che cominciò nella seconda metà degli anni Novanta come coordinatore del settore giovanile dell’Empoli Fc per poi diventare il direttore generale del club azzurro e spiccare il volo verso altre piazze – Per questo motivo, ho già conferito mandato allo studio dell’avvocato Sergio Scicchitano di Roma per agire nelle sedi opportune. Procederemo con la querela nei confronti di chiunque abbia utilizzato o utilizzerà il mio nome in modo distorto e lesivo, al fine di tutelare la mia onorabilità e la mia reputazione».
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