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Rickler e il dolore per il Chievo: «Per me quella era una famiglia»

Roy Lepore
Rickler e il dolore per il Chievo: «Per me quella era una famiglia»

Il giocatore viareggino ha vestito la maglia gialloblù per cinque anni: «A loro sarò sempre riconoscente»

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Roy Lepore

viareggio. Cesare Rickler conosciuto da tutti come “Ricky”, oggi 34enne, è uno dei tanti ragazzi che hanno iniziato a tirare i primi calcio al campo “Benelli” di Lido di Camaiore: il nonno del resto Gianfranco Dell’Innocenti, 287 partite da calciatore in serie A, poi allenatore anche del Viareggio, è stato responsabile della scuola calcio al Lido di Camaiore ed era inevitabile che Ricky seguisse le orme del nonno arrivando anche alla convocazione nelle nazionali giovanili. È approdato così in serie A debuttando con la maglia del Chievo: per questo le amare vicende di questi giorni, che hanno cancellato la società veneta dal panorama del calcio, non potevano lasciarlo indifferente. Anche se è uscito da questo mondo nel 2017 e, dopo il rittiro, ha iniziato a occuparsi di motori al fianco del papà Renato: hanno un team, il Rally Art Off Road a Massarosa e ha preso parte alla Dakar con camion classe T4 3 e si stanno preparando per l'edizione 2022 in programma a gennaio.

«Leggere quello che è avvenuto al Chievo mi ha addolorato – dice Ricky –: sono andato in quella società all'età di 17 anni e ci sono stato fino a 22 anni. È stata come una famiglia per me: il presidente Luca Campedelli dal punto di vista umano è stato sempre vicino. Venne a Viareggio anche in occasione del funerale di mia mamma Ariella e questa cosa l'ho molto apprezzata».

Ti sei chiesto dall'esterno come possa essere potuto accadere che la società è sparita dal calcio per problemi economici?

«Certo retrocedere dalla serie A ha condizionato molto i bilanci di una società che si trova un quartiere di Verona che conta 4.500 abitanti e deve fare i conti con l'Hellas Verona che conta 30mila abbonati rispetto ai 3-4mila che aveva il Chievo. Non era facile reperire sponsorizzazioni, non so poi cosa possa essere accaduto realmente. Per uno come me che ci ha trascorso anni importanti e grazie a questa società ho debuttato in serie A, non posso che essere riconoscente a questa società che ha scritto una bella favola nel panorama calcistico italiano».

L'ex capitano Sergio Pellissier ha fondato subito un'altra società, l'Fc Chievo 1929 per far proseguire il calcio in questo quartiere.

«Ho giocato assieme a Pellissier ed è sempre stato molto legato alla società, prima da calciatore e poi da dirigente. È per questo motivo che ha voluto non disperdere un patrimonio che è stato costruito nel corso degli anni. Certo questo epilogo mi rattrista e credo che come me tutti quelli che hanno fatto parte di questa famiglia, perchè era considerata tale».

La gestione di società di calcio oggi è diventata sicuramente più complicata rispetto ad una volta, società piccole come il Chievo non hanno saputo adeguarsi a questa realtà e complice anche di alcune problematiche che dall'esterno non si possono conoscere, hanno sicuramente influito in questa situazione, che con il passare del tempo non è stato possibile risolvere. Fino alla bocciatura da parte della Covisoc e del Consiglio della Figc che ha constato la rateizzazione dei debiti con il fisco non in regola, escludendo di fatto il Chievo dalla serie B e di fatto dal calcio italiano.



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