Morto in Autostrada a Lucca, chi era Michele Quartaroli: promessa del ciclismo fermato da un incidente con Mario Cipollini
Il 60enne porcarese è morto dopo il violento tamponamento sull’A11, una dinamica su cui la polizia stradale sta ricostruendo ogni dettaglio mentre la comunità ricorda il passato sportivo di un talento capace di misurarsi con i grandi del ciclismo
LUCCA. Un tamponamento fatale tra furgoni. E chi era al volante del mezzo colpito da dietro è finito fuori dall’abitacolo che si è ribaltato su un fianco. Il corpo del conducente, esanime, a pochi metri. Lo hanno soccorso, allertando anche Pegaso, ma la missione del velivolo è stata annullata. Il cuore di Michele Quartaroli, 60 anni, di Porcari, ha smesso di battere poco dopo lo schianto sull’A11, all’altezza del casello di Lucca Est in direzione mare, mentre era al volante del suo furgone, nella mattina di giovedì 4 giugno.
L’urto mortale
Non erano neanche le 7 quando un 26enne, residente a Pistoia, alla guida di un veicolo della stessa portata, ha impattato contro il mezzo di Quartaroli, titolare di una ditta di mangimi zootecnici in via Pineta a Porcari.
Uno scontro violento sulla cui dinamica hanno svolto accertamenti gli agenti della polizia stradale di Montecatini. Di sicuro il contatto ha provocato la perdita di controllo del furgone dell’imprenditore porcarese che non è riuscito a restare in carreggiata. Quel tamponamento ha segnato la vita di Quartaroli. Nonno da tempo, Quartaroli lascia anche due figlie.
La consegna
L’imprenditore era partito da Porcari con il carico di mangime da consegnare a un maneggio di Carrara. Una manciata di minuti prima dello schianto era entrato sull’A11. Un’andatura regola la sua considerate l’impostazione del furgone e il carico di svariati quintali. Arrivato a ridosso del casello di Lucca Est non si è accorto di quello che stava accadendo alle sue spalle. Un furgone Renault Trafic guidato da un giovane pistoiese lo ha colpito con una forza tradotta nella devastazione della parte anteriore del mezzo. Il veicolo di Quartaroli ha innescato una carambola che non gli ha lasciato scampo. Il conducente del Trafic ha riportato lesioni da codice giallo ed è stato portato al San Luca. Scaraventato fuori dal veicolo, il 60enne porcarese è stato soccorso dal personale inviato dalla centrale operativa del 118 con le ambulanze di Lucca e Porcari. Hanno tentato una rianimazione disperata al termine della quale il dottore dell’automedica ha constatato il decesso. Avvertito il magistrato di turno, la salma è stata portata all’obitorio del Campo di Marte in attesa di procedere con l’autopsia o l’esame esterno.
Omicidio stradale
La polizia stradale è arrivata sul posto per i rilievi con vigili del fuoco e i tecnici della Società Autostrade, ognuno per le proprie competenze. Il 26enne sarà indagato per omicidio stradale dandogli così la possibilità di nominare un avvocato e un eventuale medico legale in occasione degli accertamenti che saranno disposti dalla Procura. Per l’incidente si sono formate code di chilometri in direzione mare, in parte attenuate dalle 9 in poi con una circolazione parziale su una corsia.
Asso del ciclismo
Quartaroli era conosciuto a Porcari non solo per l’impresa di via Pineta. In gioventù era stato un asso del pedale. Uno che batteva regolarmente gente che poi ha scritto pagine di successi nel ciclismo nazionale. Quartaroli se la giocava alla pari con Stefano Della Santa e Andrea Tafi. Iniziò a 9 anni a stare in sella. E a vincere. In una gara a Torre del Lago bruciò in volata il danese Rolf Sorensen in un orizzonte sportivo che lo vide protagonista nei dilettanti. «Non ero tagliato per le classiche, ma in salita non mi sentivo secondo a nessuno» disse in un’intervista al Tirreno nel giugno 2017. Michele Quartaroli era amico di Mario Cipollini, conosciuto quando erano compagni di squadra al G. S. Porcari Fanini. Il 21 giugno del 1988 la data che segnò la fine della carriera dell’atleta porcarese. Era in auto a fianco di Mario quando sul vialone di Bientina si scontrarono con un camion. Il ginocchio sinistro di Quartaroli finì ko. Addio ai sogni di gloria del ciclismo. «Mai avrei pensato di dover chiudere precocemente una carriera per un incidente automobilistico» raccontò al nostro giornale. Operazioni e riabilitazioni non lo riportarono agli esordi. «L’anno successivo sarei dovuto passare professionista con il Team Amore & Vita Fanini e Mario Cipollini con la Del Tongo» disse sottolineando l’obiettivo andato in archivio alla voce rimpianti.
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