Il Tirreno

Versilia

Il racconto choc

Sola in casa con la figlia di 9 anni mette in fuga i ladri: «Ho avuto paura»

di Gabriele Buffoni
I ladri in fuga
I ladri in fuga

Camaiore, la donna ripercorre quei momenti: «Mi sono chiusa a chiave in camera e ho atteso la polizia»

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CAPEZZANO. Momenti di paura nella serata di mercoledì 3 giugno, intorno alle 21,45, in via Masini a Capezzano Pianore. Due malviventi sono infatti penetrati nell’abitazione di una coppia di noti professionisti camaioresi, l’avvocato Moira Garibaldi e l’ingegnere Luca Pardini, con l’intento di svaligiarla.

In casa

In casa era presente però soltanto Garibaldi insieme alla figlia più piccola, di soli nove anni: i due ladri, scoperto di non essere da soli (e inconsapevoli che la donna fosse l’unica adulta presente nell’abitazione) si sono dati alla fuga senza rubare alcunché, lasciando l’avvocato Garibaldi chiusa a chiave nella cameretta della figlia in attesa dell’arrivo della polizia, giunta sul posto pochi minuti più tardi con una volante.

Il racconto della donna

È l’ennesimo episodio sul territorio versiliese, soprattutto nelle frazioni del territorio di Camaiore e della vicina Massarosa, spesso nel mirino di malintenzionati. «Ho davvero avuto paura per me e mia figlia – racconta Moira Garibaldi – sul momento non avevo realizzato cosa stesse accadendo, ma appena me ne sono resa conto sono andata nel panico».

L’avvocato ripercorre quei terribili momenti mentre, con il compagno impegnato negli allenamenti di tiro alla fune e gli altri due figli fuori casa con amici, era intenta a far addormentare la figlia più piccola. «Si era appena appisolata – racconta Garibaldi – quando ho sentito dei rumori dalla camera da letto dell’altra mia figlia più grande, che doveva essere fuori con un’amica. Dà sull’esterno e ha una porta d’ingresso, pensavo fosse rientrata per qualche motivo anche perché sentivo fuori un’auto ancora accesa».

L’auto e la fuga

Ciò che Garibaldi non poteva sapere è che su quell’auto – una berlina scura – c’erano in realtà tre malviventi: uno è rimasto a bordo, con il motore acceso, a fare da palo mentre gli altri due hanno scavalcato il cancello dell’abitazione e, in pochi minuti, hanno scassinato la porta della camera della figlia maggiore. «Non sentendo voci l’ho chiamata, e in quel momento ho avvertito del trambusto e notato un’ombra. Non ho pensato si potesse trattare di ladri – racconta Garibaldi – così ho chiamato mia figlia al cellulare e solo quando mi ha risposto ho preso consapevolezza della situazione, chiudendomi subito a chiave dentro la stanza con la bambina».

Le forze dell’ordine

Immediata anche la chiamata alle forze dell’ordine ma al loro arrivo, pochi minuti più tardi, dei ladri non c’era traccia: dai filmati delle telecamere si nota infatti come si siano dati alla fuga, consapevoli forse dell’imminente arrivo della polizia. «Sono stati momenti terrificanti – conclude Garibaldi – fortunatamente non si sono accorti che ero da sola e nemmeno hanno rubato niente. Ma ho comunque fatto denuncia ai carabinieri».

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