Rickler e quel gol per dimenticare il passato
Coinvolto nello scandalo calcioscommesse, è rinato al Mantova: «Sono uno pulito, l’ho dimostrato»
VIAREGGIO. Un gol per ricominciare, per chiudere i conti con un passato recente da incubo. Cesare Rickler, per tutti “Ricky”, domenica scorsa ha preso parte alla festa del gol del Mantova, nel 4-1 casalingo contro il Bra. Un colpo di testa vincente che sa di rinascita e di rivincita. Segnare non è il suo mestiere, certo. Perché lui i gol deve cercare di evitarli. A 26 anni è ripartito da zero. O meglio, dalla Seconda Divisione. Approdato al Mantova in prestito dal Bologna, ha finalmente trovato la serenità che stava cercando. La sua carriera si tinge di nero quando viene tirato in ballo nella vicenda del calcioscommesse: prima viene deferito, poi la Commissione disciplinare della Figc lo squalifica per 4 anni, in primo grado (in secondo grado, le cose non cambiano). Tutto questo nel 2012. Ma poi il Tnas gli riduce la squalifica a 1 anno e 2 mesi, già scontati. L’incubo è finito. Ricky può tornare a giocare.
Il gol segnato domenica è un nuovo inizio per Rickler.
«Certo. Per me è cominciata una seconda carriera. È stato emozionante: tutto è nato da un calcio d’angolo, io mi sono fatto trovare al posto giusto al momento giusto ed ho colpito il pallone di testa, incrociandolo sul secondo palo».
A chi lo hai dedicato?
«A me stesso prima di tutto, alla mia ragazza che mi è sempre stata vicina, alla mia famiglia ed agli amici più stretti». Amici estranei al mondo del calcio? «Sì, perché in questo ambiente fin quando sei utile tutti ti sono vicini, poi quando non servi più allora ti scaricano e ti lasciano solo».
Ripensando al calcioscommesse ed alla tua squalifica viene da domandarsi se prova ancora rabbia.
«No, voglio soltanto cancellare quanto accaduto. Adesso penso soltanto a far bene col Mantova».
Però un anno di carriera l’hai comunque perso.
«Questo è vero, ma sono ancora giovane, ho 26 anni ed il tempo per rifarmi non mi manca. Chiaro, un po’ di rammarico c’è».
Eppure hai lottato con tutte le tue forze per proclamarti innocente.
«È stata una battaglia lunga ed esasperante, ma che sono comunque riuscito a vincere. Ne sono uscito pulito, soltanto con un’omessa denuncia. In fondo non ho commesso alcun illecito, questo è ciò che conta».
Anche se in molti hanno sparato a zero sul suo conto quando lo scandalo calcioscommesse è scoppiato.
«È vero. Più di una persona ha parlato senza sapere come stavano realmente le cose. Questo mi ha fatto male».
Cosa hai imparato da questa esperienza?
«Che nel calcio non c’è riconoscenza e che molte persone agiscono per interessi propri, fregandosene di quello che per me resta ancora lo sport più bello del mondo».
Ti pesa giocare in Seconda Divisione?
«Onestamente no. È vero che sono sempre stato abituato alla serie B, ma avevo talmente voglia di tornare in campo che per me scendere di categoria non è stato un problema. A Mantova mi trovo bene. Questo è un bell’ambiente, con un progetto ambizioso. Mi hanno dato fiducia ed io voglio ripagarla».
Però speri ancora di approdare in serie A.
«Ovviamente, è il sogno di ogni bambino. Io voglio pensare a divertirmi e tornare in alto, ma la strada è ancora molto lunga».
Gabriele Noli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
