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Carnevale di Viareggio, danni ai carri (ma rimediabili) dopo il corso sotto la pioggia: «Il voto andrebbe annullato»

di Simone Pierotti

	Il carro di Fabrizio e Valentina Galli fuori dall'hangar ad asciugare (foto Giannini)
Il carro di Fabrizio e Valentina Galli fuori dall'hangar ad asciugare (foto Giannini)

L’idea di eliminare il 2° corso dalla gara potrebbe arrivare alla Fondazione: «Se dovesse arrivarci una richiesta scritta da parte dei costruttori siamo pronti a discuterne ma per noi i giudizi sono validi»

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VIAREGGIO. I portoni degli hangar della Cittadella sarebbero stati comunque aperti ieri, mattina e pomeriggio, per far vedere i giganti di cartapesta ai turisti anche in una domenica senza Carnevale a Viareggio. E sono stati spalancati a maggior ragione per stendere i carri al sole e cercare di farli asciugare in vista della sfilata di Giovedì Grasso dopo che sabato si sono infradiciati.

Alla Cittadella si fa la conta dei danni, ma anche questa volta i costruttori possono tirare complessivamente un sospiro di sollievo. Certo, il corso mascherato sotto la pioggia incessante ha lasciato il segno. E ha messo a dura prova i movimenti dei carri, soprattutto quelli azionati da impianti elettrici o idraulici, limitati dal maltempo. Danni (rimediabili) alla costruzione di Fabrizio e Valentina Galli, soprattutto all’impianto elettrico e al movimento del mascherone centrale. «Abbiamo dovuto fare un’ottantina di interventi di dispersione elettrica nel corso della sfilata – racconta anche Alessandro Avanzini – il busto della Von Der Leyen si è impregnato d’acqua, speriamo che la cartapesta regga nei prossimi giorni». Il carro di Stefano, Umberto e Michele Cinquini non presenta danni significativi, così come quello della famiglia Lebigre-Roger («Abbiamo cercato di fare attenzione» fa sapere Elodie). Scampato pericolo, insomma.

«Ho avuto qualche problema con il mascherone del Godzilla – è il resoconto del carrista Carlo Lombardi – è fradicio, muovendosi ha fatto venire giù qualche pezzo di cartapesta. Ma non c’è niente di strano: bisogna essere a conoscenza di certe situazioni, se la maggior parte dei carristi chiedeva di non sfilare è perché aveva delle giuste motivazioni». Il carro dei vincitori della passata edizione non ha potuto rendere al meglio. «Il mascherone di Sadako non muoveva il braccio e anche gli origami erano fermi – prosegue Lombardi – la carta è intoccabile, speriamo che asciughi. Cosa vuoi che ti dica? È stato un corso di emergenza, e il pubblico assiste a uno spettacolo di emergenza. E il giorno dopo ci si lecca le sue ferite».

Lombardi apre poi un altro spunto di riflessione: «Molti carristi concordano sul fatto che la giuria non dovrebbe valutare la sfilata di ieri (sabato, nda) perché ovviamente non tutti erano alla pari. E questo non è corretto». La parola passa, allora, alla Fondazione Carnevale. E il vicepresidente Marco Szorenyi, sul caso specifico, non ha dubbi: il secondo corso mascherato è valido ai fini del concorso. «I giurati hanno visto i carri e consegnato le schede, quindi per noi vale – dichiara, ma aggiunge – se dovesse arrivarci una richiesta scritta da parte dei costruttori in cui chiedono il contrario, siamo pronti a discuterne». Anche se «lo spettacolo c’è stato, i movimenti e le luci c’erano: non vedo dove sia il problema». Szorenyi ritorna, poi, sulle ore convulse che hanno portato alla decisione di confermare la sfilata di sabato scorso. Con la beffa che ieri pomeriggio, alla fine, non ha piovuto (ma ex post siamo tutti infallibili). «Il giorno prima non ci sono state avvisaglie tali da spingerci ad annullare tutto – prosegue Szorenyi – l’anno scorso, in occasione della sfilata inaugurale, fu più semplice perché venne diramata un’allerta meteo. Però annullare il corso è l’extrema ratio: finché la pioggia si attesta sui 10-12 millimetri e il vento non va oltre i 20 nodi, è possibile sfilare in sicurezza. Allora mi domando: perché annullarlo? Perché il giorno dopo dà bello? E che figura ci facciamo con chi viene da fuori?».

Eccolo, il punto fondamentale: cercare di non scontentare gli appassionati del Carnevale partiti da lontano. «Il corso mascherato si fa sempre – dichiara il vicepresidente della Fonazione – tranne che in condizioni atmosferiche davvero estreme, per rispetto di chi paga il biglietto, pochi o tanti che siano: è un principio talmente ovvio che non andrebbe nemmeno detto. Riconosco che al Carnevale universale del 2021 abbiamo sbagliato, rischiammo grosso con quella bufera. Fu un errore dettato dall'inesperienza, le perturbazioni estive sono diverse da quelle invernali. Però sono rimasto stupito da queste polemiche dopo dieci anni in cui abbiamo sfilato in condizioni assai peggiori».l


 

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