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La compagnia

Carnevale di Viareggio, i primi vent’anni di Lebigre-Roger: «Noi una famiglia sempre più larga»

di Simone Pierotti
Da sinistra: Sebastian Lebigre, Corinne Roger, Elodie e Benjamin Lebigre
Da sinistra: Sebastian Lebigre, Corinne Roger, Elodie e Benjamin Lebigre

Così “i francesi” sono diventati viareggini. La Compagnia nata su input di Arnaldo Galli porta avanti le idee innovative di Gilbert con grande passione

12 febbraio 2024
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VIAREGGIO. Il titolo della canzone che hanno lanciato poche settimane fa, per festeggiare il loro ventennale, riassume tutto: Viva la Compagnia – nello specifico, la Compagnia del Carnevale. Sono passati vent’anni da quando il decano dei carristi Arnaldo Galli chiamò Gilbert Lebigre e Corinne Roger per mettere le mani su quella che per lui stava diventando una chimera: la ventesima vittoria in prima categoria. Così fu, al primo colpo, con la snodata ballerina di “Scusate se ci divertiamo”.

Così è nata la compagnia del Carnevale di Lebigre-Roger: il loro cognome è stato oggetto di infinite storpiature – Lebrighe, Lebrige, Bigre, Le brie, Le beige e tanti altri capolavori raccolti in un gruppo Facebook ad uso e consumo della Compagnia – e così spesso ci si riferisce a loro come “i francesi”. Un po’ per semplicità, un po’ per sottolinearne la provenienza, a cui si guardava anche con diffidenza quando arrivarono qua all’inizio degli anni Ottanta, affascinati dal Carnevale.

Arnaldo, tanto a Viareggio è sempre stato chiamato così, lo racconta in un video d’archivio: lui meditava di smettere e cercò nuovi stimoli in Gilbert e Corinne, usciti – meglio: fatti uscire – dal mondo della cartapesta nel 1988. Per quindici anni i Lebigre hanno lavorato in campi diversi, realizzando creazioni di Carnevale tra Inghilterra, Usa e Corea del Sud e curando progetti legati all’arte di strada. «Però siamo sempre rimasti a vivere qua – ricorda Corinne – ci mancava il Carnevale». E quando arrivò la chiamata di Arnaldo, Gilbert rispose: «Ne parlo con Corinne e ti faccio sapere».

In realtà, il ritorno nel Carnevale fu argomento di una cena di famiglia: «Che ne pensate?» chiesero i due carristi ai figli Elodie, Sebastian e Benjamin. Gli stessi che oggi affiancano la mamma nella realizzazione dei carri, ciascuno con una sua peculiarità: la prima e il terzo seguono i figuranti a terra, il secondo è carpentiere e dj. «Accettammo, ma chiedemmo ad Arnaldo di darci carta bianca sui progetti – prosegue Corinne – volevamo tornare con qualcosa di sconvolgente». Come la ballerina: «Dopo il primo corso eravamo contentissimi, ma il pubblico ci sembrava scioccato: un carro che sfilava all'incontrario era anche una provocazione». E poi le innovazioni: «Mi piace la cartapesta, così come il recupero di materiali che altrimenti verrebbero buttati via».

La competizione era importante, certo. Ma Gilbert e Corinne guardavano oltre: «L’idea era fondare una vera e propria compagnia con ballerini e attori – racconta Elodie – avere dei figuranti che interagissero con il pubblico e fossero in simbiosi con il progetto della costruzione». Una famiglia allargata, di fatto. Una schiera di personaggi che, da anni, vanno sui carri di Lebigre-Roger perché vogliono fare esattamente quel tipo di spettacolo: «Le nostre maschere hanno un’energia tale da farle sembrare dei professionisti, eppure non lo sono: il nostro è sempre stato un incontro delle arti, un lavoro collettivo concepito nell’arte popolare. Il Carnevale è un lavoro potente e speciale, viverlo insieme dà una forza incredibile».

Come in tutte le famiglie, non sono mancate gioie e dolori, dalla nascita delle due figlie di Sebastian alla morte di Gilbert nell’estate del 2016: «Nostro padre è stato anche un maestro, ci ha trasmesso lo spirito dei ninja, dei guerrieri» è il ricordo di Sebastian. E comunque «noi condividiamo tutto – dicono all’unisono i Lebigre-Roger – sappiamo tutto di tutti, tanti bimbi sono nati da coppie di figuranti».

Una famiglia che via via ha accolto sempre nuove persone, come il cantautore veneto Luca Bassanese che dal 2012 al 2023 si è esibito a bordo dei carri e il cui produttore Stefano Florio è diventato il compagno di Elodie. Da buon attore di teatro, Benjamin sintetizza cos’è la Compagnia: «Io vivo metà dell’anno a Parigi, ma poi sento che devo tornare qua negli altri mesi. E non mi obbliga nessuno». Viva la Compagnia.
 

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