Il Tirreno

Toscana

La tragedia

Gabriele, ucciso a 17 anni dal suv pirata: dallo schianto all’arresto dell’imprenditore che guidava l’auto – «Sono io quello che cercate»

di Matteo Tuccini e Roy Lepore

	I mezzi coinvolti nell'incidente e la vittima, Gabriele Martini
I mezzi coinvolti nell'incidente e la vittima, Gabriele Martini

Marina di Pietrasanta, la vittima era in sella a uno scooter: grave l’amico. Il conducente della macchina, 27 anni, è fuggito dopo l’impatto e si è consegnato alla polizia ore dopo. A bordo con lui due passeggere

5 MINUTI DI LETTURA





MARINA DI PIETRASANTA. Nel cuore della notte che apre il primo fine settimana dell’estate versiliese, già contraddistinto da temperature afose, Gabriele e Tommaso stanno tornando a casa in scooter. Sono due amici, sono due ragazzi viareggini di 17 anni che hanno solo il meglio della vita davanti a loro: hanno appena passato la serata al Beach club di Cinquale e ora stanno rientrando a Viareggio.

L'incidente

Ma intorno alle 3, sul lungomare di luci al confine tra Forte dei Marmi e Marina di Pietrasanta, un suv Range Rover si para davanti allo scooter: secondo i carabinieri, l’auto sta facendo un’inversione a U per uscire dal parcheggio, e tornare verso Forte dopo una serata di divertimento nel vicino Twiga.

L’impatto è tremendo. Gabriele, che di cognome fa Martini e tutti chiamano “Gabbo”, è alla guida del motore: forse cerca una manovra disperata, ma è fisicamente impossibile evitare lo schianto contro il Suv. Gabriele ha la peggio e muore praticamente sul colpo: l’amico Tommaso Pontigia verrà trasferito all’ospedale pisano di Cisanello, in condizioni al momento stabili.

La fuga

Quello che accade dopo è che il giovane alla guida del suv, una volta visto cos’era successo, decide di scappare. Lascia lì l’auto, con targa svizzera, e si dà alla fuga. Viene individuato alcune ore dopo, nel pomeriggio: facile immaginare che con la targa del suv, preso in leasing, i carabinieri avrebbero presto stretto le maglie intorno a lui. E poi le voci corrono: ci sono le immagini delle telecamere, numerose in zona, e i testimoni che hanno riferito dettagli importanti alle forze dell’ordine.

L'arresto

Così il giovane, che è a Forte in vacanza, decide di fermare una volante della polizia che sta facendo controlli di routine nella cittadina capitale del lusso: «Sono io quello che state cercando da stamani», dice ai poliziotti. Viene preso e consegnato ai carabinieri, che procedono all’arresto del pirata su delega della Procura. Il giovane si chiama Luigi Giordano, ha 27 anni ed è originario di Catania, ma vive a Trezzano sul Naviglio (Milano). Uno dei tanti che dal Nord decidono di scendere per trascorrere le vacanze in Versilia, tra il sole che picchia sulle tende in spiaggia e i locali alla moda come il Twiga. Adesso però il 27enne deve rispondere di omicidio stradale, lesioni gravi e omissione di soccorso. Sono in corso ulteriori indagini sulle persone che erano con lui: i testimoni sul posto - come detto nei pressi c’è il Twiga e a quell’ora c’è movimento in Versilia - parlano di un gruppo di giovani che si sono allontanati dall’auto subito dopo l’incidente. Sul suv erano in tre: due ragazze più il guidatore, tutti del Milanese. L’omissione di soccorso verrà contestata anche alle due giovani, già individuate e denunciate.

Le ricerche del padre

La notizia della tragedia si sparge alla velocità della luce e arriva anche sul telefonino di Stefano Martini. Stefano lavora nella squadra di operatori socio-sanitari al pronto soccorso dell’ospedale Versilia, dove è conosciuto da anni e stimato dai colleghi. Quando legge dell’incidente, Stefano non può sapere ma qualcosa si accende nella sua testa: un campanello che sta lì, dentro tutti coloro che sono genitori, e che quando risuona gela il sangue. Comincia a chiamare il cellulare del figlio, un bel ragazzone di cui va orgogliosissimo e che ha appena cominciato a fare l’aiuto bagnino nello stabilimento balneare Lelia sulla Terrazza della Repubblica (che è al confine tra Viareggio e Lido di Camaiore). Il telefono di Gabriele suona a vuoto, mentre i carabinieri e il 118 stanno lavorando sul luogo dell’incidente per soccorrere i due ragazzi e recuperare le prime informazioni. Così Stefano decide di prendere armi e bagagli e di andare a cercare il figlio. Passa anche dal pronto soccorso: qualcuno dei colleghi potrebbe avere notizie, e dirgli se Gabriele è lì. Finché non si accorge, dall’app che monitora i movimenti del cellulare del figlio, che il ragazzo è localizzato tra Marina di Pietrasanta e Forte. E capisce. Quando arriva sul posto, viene informato. Anni fa anche lui, da ragazzo, aveva avuto un incidente: il destino non ha pietà per nessuno, e si disinteressa se sei una brava persona come Stefano e la moglie Ardita.

Una scia di lutti

La notizia arriva anche in città e in tutta la Versilia, dove Gabriele e Tommaso sono conosciutissimi. Il primo era uno studente del liceo sportivo Piaggia e giocatore di basket, nella società viareggina del Vela: viveva con la famiglia al quartiere Varignano, dove c’è l’anima popolare e verace di Viareggio. L’altro fa parte di una famiglia di imprenditori arcinoti nel mondo del turismo e della ristorazione, titolari di stabilimenti balneari in città. Due amici che erano partiti venerdì sera per una serata di divertimento, e il cui legame è stato spezzato tragicamente. Per la Versilia un incubo da cui sembra impossibile uscire: appena una settimana fa sono morti in un incidente, sempre in scooter contro un’auto, altri due ragazzi amici per la pelle, Nicolò e Gabriele, appena scesi dal traghetto che li aveva portati all’isola d’Elba. Un lutto che ha colpito duramente le comunità di Pietrasanta e Seravezza, al punto da far partire immediatamente iniziative di ricordo e solidarietà in loro nome. Adesso è Viareggio la città colpita dal lutto. Tantissimi i messaggi di cordoglio, a partire dalla sindaca Sara Grilli e dall’arcivescovo Paolo Giulietti, per una tragedia che ha scosso tutti. Spetterà ai carabinieri proseguire negli accertamenti, con le informazioni acquisite e l’autopsia che verrà eseguita sul corpo di Gabriele. 


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Gabriele, ucciso a 17 anni dal suv pirata: dallo schianto all’arresto dell’imprenditore che guidava l’auto – «Sono io quello che cercate»

di Matteo Tuccini e Roy Lepore
Speciale Scuola 2030