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Meteo in Toscana, ci siamo: la data in cui cambia l’estate – Cosa dobbiamo aspettarci

di Tommaso Silvi

	Le mappe del caldo in arrivo in Toscana 
Le mappe del caldo in arrivo in Toscana 

L’analisi a cura del Centro Meteo Toscana

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La tendenza che da giorni si intravedeva nelle mappe meteorologiche sta prendendo una forma sempre più definita. L’estate 2026 potrebbe aprirsi con una fase di caldo prolungato e potenzialmente molto intenso, in linea con quanto osservato negli ultimi anni sul Mediterraneo. A confermarlo è l’analisi del Centro Meteo Toscana, che nella mattina di lunedì 15 giugno descrive un quadro sinottico in evoluzione e tutt’altro che rassicurante.

Le anomalie atlantiche e il ruolo del promontorio nordafricano

«Prende sempre più forma – spiega il Cmt – la situazione sinottica che abbiamo ipotizzato diverse settimane fa quando le anomalie SSTA iniziavano a ipotizzare scenari poco tranquilli». Secondo i previsori, il comportamento delle acque superficiali dell’Atlantico sta giocando un ruolo chiave. Le anomalie fredde lungo le coste del Portogallo, tipiche di alcune configurazioni estive, tendono a richiamare depressioni e gocce fredde verso ovest, innescando un meccanismo ben noto agli esperti. «Le anomalie fredde in atlantico e lungo le coste del Portogallo in estate sono un catalizzatore fondamentalmente per richiamare ogni tipo di depressione o gocce fredde», prosegue l’analisi. Quando il flusso atlantico si indebolisce, complice l’avanzamento stagionale, queste discese fresche favoriscono la risalita del promontorio nordafricano verso l’Europa. «La conseguenza di questi affondi freddi in atlantico è sempre una risalita dei promontorio nord africano verso nord», prosegue il Centro Meteo.

Stabilità o temporali? 

Il Centro Meteo Toscana chiarisce anche un punto spesso frainteso: non tutte le rimonte calde generano instabilità pomeridiana. Una dinamica che può verificarsi con altri anticicloni, ma non con quello nordafricano, caratterizzato da masse d’aria molto secche. «La risalita del promontorio nord africano anche a nord della catena alpina è spesso certezza assoluta di stabilità duratura e prolungata», spiega il Centro Meteo Toscana. In altre parole: se il Nord Africa prende il controllo, la probabilità di temporali diminuisce drasticamente.

Cosa ci aspetta

Dopo un maggio segnato da piogge frequenti, la tendenza sembra ormai orientata verso un cambio netto di scenario. «Dopo un mese di maggio molto piovoso – va avanti il Centro Meteo – è molto probabile che si apra la strada verso un periodo prolungato di clima secco e molto caldo». Il punto cruciale sarà il posizionamento delle depressioni a ovest del Portogallo: da questo dipenderà se vivremo un’ondata di caldo “forte” o potenzialmente da record. «Appare comunque pressoché certo che nelle prossime settimane tra il mediterraneo e la penisola iberica, salteranno parecchi record storici di caldo», continua il Cmt. Le temperature previste sono eloquenti: punte di 38-40°C e oltre, valori che un tempo erano eccezionali e oggi diventano sempre più frequenti.

E in Toscana? 

Il Centro Meteo Toscana non esclude che anche la nostra regione possa essere coinvolta. «Arriveranno anche in toscana queste temperature? Ad oggi non vi è certezza assoluta ma le probabilità ci sono». I modelli iniziano a mostrare scenari concreti già nel breve periodo. «Possibili punte di 36/38 gradi a partire da Venerdì 19 giugno». Una prospettiva che potrebbe estendersi anche ai giorni successivi, con un’ondata di caldo destinata a durare.

Rischio fenomeni estremi

Oltre al disagio termico, c’è un altro elemento da non sottovalutare: l’aumento delle temperature superficiali del mare. «Questa fase di caldo così intensa e prolungata non farà altro che aumentare notevolmente anche le temperature superficiali del mar Mediterraneo», spiega il Cmt. Un mare più caldo significa maggiore energia disponibile per eventuali temporali futuri, che potrebbero risultare molto intensi al primo break instabile. «Sicuramente non una bella situazione ma semplicemente la conferma di un clima sempre più estremo sul Mediterraneo».

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