Referendum, valanga di No in Toscana: spunta la “legge” dei 200mila voti – Cosa è successo alle urne: i numeri
In tutte le dieci province la riforma della giustizia viene respinta con percentuali record: affluenza in crescita, sorpassi inattesi nei capoluoghi e un voto che ridisegna gli equilibri politici regionali
In provincia di Firenze e Livorno va ben oltre il 60%, a Pisa e Siena ci va molto vicino. Sono le percentuali del No, che, a urne chiuse, ha prevalso in dieci province su dieci della Toscana. Anche a Grosseto dove lo scarto con i voti del Sì è il più ridotto. E a scintillare è soprattutto quel 58,16% di elettori ed elettrici che hanno compattamente respinto al mittente la riforma della giustizia proposta dal governo Meloni (41,84% a favore), e che fa della Toscana la regione del centro-nord con la percentuale più alta di No in assoluto.
Il confronto con le altre regioni
Non è la più alta in Italia. Campania, Sicilia, Sardegna e Basilicata hanno fatto meglio, ma lì la partecipazione al voto è stata inferiore nell’ordine dei 13-20 punti percentuali, segno di una mobilitazione vera nella regione dei campanili, dove i due campi si sono affrontati in una sfida vera e partecipata. E che ha richiamato al voto tanti (alla fine saranno il 66,27% degli aventi diritto) che l’ultima volta erano rimasti a casa.
Il confronto con le Regionali
Intendiamoci, l’ultima volta sono state le Regionali, elezioni verso le quali la disaffezione è storicamente maggiore. Ma un’occhiata comparativa ai numeri delle due tornate è comunque utile per capire quanto questo referendum abbia attivato le coscienze civiche dei toscani. La coalizione del “campo largo” che fece rieleggere Eugenio Giani con il 53,92% dei voti raccolse 752mila voti, a cui, in linea teorica si potrebbero sommare i 72mila ottenuti dalla candidata di Toscana Rossa, Antonella Bundu. La somma andrebbe a 800mila voti di elettori che, almeno teoricamente, avrebbero dovuto rispondere “presente” (e No) al referendum. A onor del vero da questo numero andrebbero scorporate le preferenze di Italia Viva di Matteo Renzi, alleato del campo largo in Toscana, ma che ha lasciato ai suoi un’ambigua – e piuttosto ammiccante verso il Sì – libertà di voto sul referendum.
L’aumento dei voti per il No
Ebbene, a fronte di quegli ottocentomila dell’ottobre 2025, tra domenica 22 e lunedì 23 marzo più di un milione di toscani hanno scelto di votare per il No. Circa 250mila segni “X” (e più, se si considera la questione renziana) in più sulle schede nello spazio di sei mesi.
.
L’aumento dei voti per il Sì
E lo stesso, si badi bene, è accaduto dall’altro lato. La coalizione di centrodestra che sosteneva Alessandro Tomasi portò a casa 570mila voti, il 40,9%. Ora il computo dei voti per il Sì è di 770mila. Di nuovo quel 200mila che torna. Oltre non è il caso di andare in questo raffronto, per non fare strame dell’alterità dei due momenti elettorali.
Le città e i capoluoghi
Il No trionfa a Firenze città (oltre il 66%), ma vince nettamente anche nei tre comuni capoluogo che dovranno affrontare le amministrative in primavera: Prato, Pistoia e Arezzo (di poco). E vince anche in comuni capoluogo amministrati dal centrodestra, come Massa, Lucca e Pisa. Un’onda che potrebbe pesare al prossimo giro, anche se bisogna fare attenzione a vagheggiare di attualmente inesistenti “coalizioni referendarie”.
La reazione di Eugenio Giani
Chi si gode il qui ed ora è il presidente Giani: «Accolgo con grande entusiasmo il risultato raggiunto: la Toscana si conferma la prima regione del centro-nord, con il 58%, collocandosi tra le prime quattro in Italia per percentuale di partecipazione. È una giornata importante, che ribadisce il ruolo della nostra regione come punto di riferimento solido per i valori della libertà, della democrazia, dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura. Questo esito rappresenta una chiara conferma del buon lavoro svolto. Mi rende particolarmente soddisfatto anche il segnale politico che emerge: il cosiddetto “campo largo” si dimostra una strada giusta e credibile, che la Toscana ha percorso per prima e con convinzione».
(Da sapere: per visualizzare correttamente il nostro resoconto della giornata dello spoglio – da mobile – occorre attendere qualche secondo dopo l’apertura del link).
Il racconto multimediale
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=b665d65)