Pontedera, due dipendenti Pam trasferiti a cento chilometri di distanza – Scatta lo sciopero dei colleghi: «È vergognoso»
«Si tratta di licenziamenti mascherati», accusa l’organizzazione sindacale Filcams-Cgil di Pisa: un 65enne e una 47enne i due lavoratori coinvolti
PONTEDERA. Una comunicazione verbale, poi un atto formale. Poco più di una settimana per decidere il futuro lavorativo e anche quello familiare. Nel mezzo, una mobilitazione dei lavoratori che si è materializzata in una serie di scioperi, volantinaggi e presidi davanti al supermercato Pam di Pontedera che continueranno anche nei prossimi giorni per opporsi alla decisione dell’azienda della grande distribuzione organizzata di trasferire due dipendenti a Fosdinovo, ad oltre cento chilometri di distanza.
Cosa è successo
Una «scelta incomprensibile», secondo la Filcams-Cgil di Pisa. «Si tratta di licenziamenti mascherati», accusa l’organizzazione sindacale che ha promosso una serie di assemblee all’interno del punto vendita e, da due giorni, due ore di sciopero al termine di ogni turno.
Una mobilitazione avviata nei giorni scorsi quando ad un addetto del supermercato – un 65enne assunto con contratto a tempo indeterminato full-time, da quattro decenni nell’azienda e ormai vicino al traguardo della pensione, e una lavoratrice part-time di 47anni –, è stata comunicata la decisione di trasferirli nel punto vendita di Fosdinovo, ad oltre cento chilometri di distanza dal luogo di residenza, a partire dall’8 giugno.
Le parole del sindacato
«L’azienda ha motivato la scelta a seguito di presunte difficoltà del supermercato di Pontedera e di risultati economici fortemente negativi registrati, mai comunicati ai rappresentanti sindacali interni e neanche alle organizzazioni sindacali», sottolinea la Filcams-Cgil.
“Scarsi risultati” e la necessità di ridimensionare l’organico del punti vendita – composto da 55 persone – a cui si contrappone la decisione «di assumere sette lavoratori a tempo determinato, mentre è sempre maggiore la richiesta di lavoro straordinario», aggiunge il sindacato.
«È vergognoso»
Trasferimenti che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, rientrano in una «strategia» di Pam, nei mesi scorsi finita “sotto accusa” per la cosiddetta “prova del carrello” che ha portato al licenziamento di vari dipendenti in Italia e alla sospensione per dieci giorni di una lavoratrice della Pam di Fornacette. «Trasferimenti di dipendenti a centinaia di chilometri di distanza sono stati annunciati anche nei supermercati di Torino, Perugia e in vari altri punti vendita – continua la Filcams-Cgil –. Tutto questo ha un impatto pesantissimo sulla vita personale, familiare ed economica dei lavoratori. È vergognoso che si pensi di scaricare le difficoltà aziendali e ridurre i costi sulle spalle dei lavoratori».
Riuniti da due giorni in assemblea, con scioperi di due ore al termine di ogni turno lavorativo, presidi e volantinaggi all’ingresso del supermercato, i dipendenti della Pam di Pontedera chiedono «l’immediato ritiro dei trasferimenti» dei colleghi e l’apertura di un confronto con le organizzazioni sindacali anche per discutere delle «presunte difficoltà economiche e degli scarsi risultati» del punto vendita.
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