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Lo scontro

Accorpamenti scolastici, altro strappo del governo: ricorso al Tar contro la Toscana

di Libero Red Dolce

	Il ministro Giuseppe Valditara e l'assessora Alessandra Nardini
Il ministro Giuseppe Valditara e l'assessora Alessandra Nardini

Dopo il commissariamento viene contestata la sospensione cautelativa

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Non si ferma lo scontro politico tra il governo Meloni e la giunta Giani sul tema della scuola. Dopo aver commissariato la Regione sul tema del dimensionamento scolastico, da Roma arriva una novità inattesa e spiazzante: un ricorso al Tar per ottenere l’annullamento della delibera regionale nella parte in cui blocca gli accorpamenti. Mossa a sorpresa (notificata due giorni fa all’avvocatura regionale) perché proprio la nomina del commissario ad acta Luciano Tagliaferri sembrava aver chiuso la questione, con la decisione di procedere agli accorpamenti “forzando” la sospensione della misura che era stata decisa in Toscana. E da qui in poi gli scenari futuri si fanno ingarbugliati.

È una guerra di trincea fatta di attesa e posizionamenti, ricorsi e contro-ricorsi al Tar. E una particolare “attenzione” del governo per la Toscana. Il provvedimento di commissariamento voluto da Giorgia Meloni e dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara riguardava infatti altre tre regioni governate dal centrosinistra: Sardegna, Liguria ed Emilia-Romagna. Nessuna di queste però si è vista recapitare la letterina dall’avvocatura di Stato. Anche se ci sono delle differenze tra le varie situazioni. Le giunte regionali della Toscana e dell’Umbria, incalzate dalla possibile richiesta di un danno erariale in caso di mancato adeguamento alla direttiva sugli accorpamenti, decisero di deliberarli preventivamente, per poi sospenderli. Fornendo quindi un elenco degli istituti scolastici da accorpare. Sardegna ed Emilia-Romagna invece decisero di non presentare nessuna lista.

Difficile stabilire perché la sospensione cautelativa sia stata contestata solo alla Toscana. Un’ipotesi potrebbe essere legata a criteri meramente legati a questioni burocratiche sui tempi per la presentazione del ricorso al Tar. Si vedrà nei prossimi giorni.

Secondo il ministero, il ricorso si è reso necessario perché la Regione Toscana, pur avendo approvato gli accorpamenti, ne ha sospeso l’attuazione in via cautelativa, subordinandola all’esito dei contenziosi davanti alla Corte costituzionale e al capo dello Stato e a una possibile modifica della normativa nazionale. Il dicastero contesta inoltre il ricorso alla sospensione cautelativa, ritenendo inesistenti i «gravi motivi» addotti dalla Regione e improprio l’uso dello strumento previsto dalla legge sul procedimento amministrativo. La sospensione, infatti, viene giudicata illegittima perché interferisce con una competenza esclusiva dello Stato – la determinazione dell’organico dei dirigenti scolastici – e rischia di compromettere il rispetto degli obiettivi e delle scadenze del Piano nazionale di ripresa e resilienza, esponendo il Paese al pericolo di ritardi, interventi sostitutivi e possibili ripercussioni sui finanziamenti europei. Fin qui le motivazioni del ricorso dello Stato. C’è da considerare che se la decisione del Tar sarà quella di cancellare la sospensiva della delibera della Toscana, a quel punto gli accorpamenti diventeranno effettivi.

Rimane il dubbio sulle motivazioni che hanno spinto a farlo. Due ipotesi. Ed entrambe ruotano intorno alla “responsabilità” politica degli accorpamenti.

La prima possibilità è che da Roma stiano scommettendo su un pronunciamento positivo del Tar al ricorso, con un conseguente annullamento della sospensiva. A quel punto il numero e il tipo di tagli, che come detto la Toscana aveva deciso di deliberare in ogni caso, sarebbero frutto di una decisione regionale e il governo potrebbe smarcarsi.

La seconda mossa potrebbe essere degna della “guerra di posizione in corso” ed è una scommessa sui tempi. Il governo potrebbe puntare ad avere un accoglimento del ricorso al Tar in tempi brevi, sperando di anticipare un’eventuale accoglienza positiva del ricorso presentato al presidente Sergio Mattarella da parte della Toscana. A quel punto la sospensiva sarebbe bocciata e dunque il percorso dei tagli già stabilito.

Contattata da Il Tirreno l’assessora all’Istruzione Alessandra Nardini dichiara: «Questa ennesima forzatura da parte del ministero dimostra che il loro obiettivo è quello di tagliare. Non c’è stata nessuna volontà di dialogare, in questi mesi abbiamo chiesto più volte di rivedere i numeri e di aspettare il ricorso al presidente della Repubblica. Siamo convinti di difendere la scuola pubblica dai tagli del governo Meloni. La lista l’abbiamo fatta pur non condividendo la e questo mi auguro consentirà almeno di continuare a tutelare le aree interne periferiche e ultra-periferiche».


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