Il Tirreno

Toscana

Fa discutere

Beatrice Venezi al Verdi di Pisa fra applausi e spillette gialle. E lei indossa una chiave di violino reinterpretata in Swarovski

di Paolo Martini
Beatrice Venezi
Beatrice Venezi

La serata si è conclusa con una lunga ovazione. Un gruppo di lavoratori aderenti alla Slc Cgil ha esposto la spilla gialla in segno di solidarietà con i colleghi della Fenice

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PISA. Secondo trionfo in terra toscana per Beatrice Venezi, che continua a incassare applausi a Pisa nonostante le polemiche legate alla sua nomina a direttrice musicale del Teatro La Fenice di Venezia, contestata dagli orchestrali che ritengono il suo curriculum non adatto alla prestigiosa istituzione lagunare.

Il Teatro Verdi della città della Torre pendente è stato tutto esaurito ieri pomeriggio – domenica 25 gennaio anche per la seconda recita di "Carmen" di Georges Bizet, nell'allestimento del regista Filippo Tonon, con Venezi sul podio a dirigere l'Orchestra da Camera Fiorentina.

La direttrice lucchese è stata accolta da un forte applauso già al suo ingresso, tra entusiasmo e attesa del pubblico. Il debutto di venerdì sera aveva già segnato un successo clamoroso, con la prima sold out e dieci minuti di applausi e ovazioni, tra fiori dal loggione e ripetuti "brava, brava" per Venezi, protagonista di un ritorno sulle scene italiane dopo oltre due mesi di tournée in Sudamerica, culminata nei concerti al Teatro Colón di Buenos Aires.

Anche ieri la direttrice ha raccolto un nuovo, caloroso tributo. Visibilmente sorridente, Venezi ha indossato la chiave di violino reinterpretata in Swarovski, appuntata sulla giacca: un gesto elegante e ironico, che ha risposto con discrezione alla protesta degli orchestrali veneziani, i primi a indossare una spilla con chiave di violino su fondo giallo.

All'interno del Teatro Verdi, un gruppo di lavoratori aderenti alla Slc Cgil ha esposto la spilla gialla in segno di solidarietà con i colleghi della Fenice. Ma a dominare, ancora una volta, sono stati gli applausi a Venezi, sia all'ingresso sia al termine della rappresentazione, tra fiori e ripetuti "brava, brava", simbolo di un riconoscimento convinto da parte della sala. La serata si è conclusa con un'ovazione lunga dieci minuti per tutto il cast vocale, la direttrice, gli orchestrali e il coro. 

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