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Libri scolastici, per il 2024/25 in arrivo aumenti del 15%: il ruolo delle case editrici, i genitori e i docenti

di Barbara Antoni
Libri scolastici, per il 2024/25 in arrivo aumenti del 15%: il ruolo delle case editrici, i genitori e i docenti

Esistono dei tetti di spesa del ministero ma vengono continuamente disattesi. E il peso per le famiglie si fa insostenibile con l’aumento di zaini, astucci e quaderni

06 luglio 2024
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Un’altra stangata in arrivo: quella sui libri scolastici, aumentati anche per l’anno scolastico 2024-25. Secondo Federconsumatori Toscana, l’aggravio medio sul costo dei singoli volumi destinati alla didattica delle scuole secondarie di primo e secondo grado è del 15%, percentuale che sale – tra il 18 e 20% – per tutti gli articoli che fanno parte del “corredo” necessario a ciascuno studente: dallo zaino all’astuccio, ai quaderni e via dicendo.

Aumenti “silenziosi” che andranno a gravare sui budget familiari a settembre, quando, in vista dell’inizio delle lezioni, si ritirano i libri prenotati in questo periodo e si acquistano gli articoli del corredo: spese di svariate centinaia di euro, lievitate di alcune decine rispetto all’anno scorso. E c’è chi non riuscirà a far fronte a questo ulteriore aumento.

E dire che sui libri scolastici esisterebbero tetti di spesa definiti direttamente dal ministero. Solo che le tabelle attualmente vigenti risalgono (prima applicazione) all’anno scolastico 2012-13, in virtù del decreto 43 (del 2012) dell’allora ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (oggi ministero dell’Istruzione e del Merito, Mim) all’epoca guidato dal ministro Francesco Profumo (massimali indicati nella grafica a fianco). Anche a febbraio 2024 (lo fa di solito ogni anno), il ministero ha emesso un ulteriore dispositivo, che fissa al limite massimo del 10% «l’eventuale superamento del tetto di spesa». Ma anche considerando questo aumento percentuale – basta un rapido e semplice calcolo – le cifre risultanti sono ben lontane dai costi dei libri che le famiglie toscane dovranno sostenere. E il totale del “monte libri” da acquistare supererà non poco il tetto previsto aumentato del 10%. Anche perché, tutti i libri della lista vengono di norma acquistati, non solo quelli indicati come obbligatori ma anche quelli “consigliati” o “facoltativi”: è infatti con l’opzione del “libro facoltativo” che di solito i consigli dei docenti, a cui spetta il compito di scegliere i libri scolastici, cercano di rientrare nel massimale, che in teoria comprende solo il totale del costo dei libri obbligatori.

Dalla parte dei genitori

Una materia complicata, della quale però i genitori dovrebbero essere messi al corrente in corso d’opera, fin da quando i collegi dei docenti, di solito nei primi mesi dell’anno, selezionano i libri di testo per l’anno successivo. «Le scuole virtuose fanno una circolare per informare che le case editrici hanno fornito i libri per l’anno scolastico successivo e che i testi sono in consultazione nella sala dei docenti», spiega Rita Manzani Di Goro, presidentessa dell’Associazione Italiana Genitori (AGe) Toscana (ha un gruppo Facebook, Genitori nella scuola, di quasi 2.500 componenti), costola regionale (nata nel 2002, mentre a Firenze esisteva dal ’75) dell’associazione nazionale fondata invece nel ’68. «Anche perché – prosegue – nessuno deve dire che “ai libri pensano i docenti”; i genitori hanno la possibilità di dire la loro opinione durante il periodo della consultazione dei testi». E sui massimali così bassi, spiega che «si tratta di tetti che erano stati fissati con l’arrivo dei “libri misti”, vale a dire testo cartaceo e digitale. Si pensava, allora, che i libri cartacei sarebbero progressivamente spariti, invece non è stato così. Anzi, siamo tornati al libro tradizionale, a cui viene abbinato un supporto digitale». Gli aspetti che determinano spese totali così alte per i libri sono vari. Per Manzani Di Goro «ci dovrebbe essere più serietà da parte delle case editrici, che ogni anno fanno nuove edizioni degli stessi libri; i contenuti sono solo leggermente differenti dall’anno precedente, ma cambia il codice (Isbn, acronimo di International Standard Book Number, sequenza numerica di 13 cifre usata convenzionalmente in tutto il mondo per la classificazione dei libri, ndr). E questa – sottolinea è la prima delle nostre proposte. Alla quale si aggiunge la richiesta di più accortezza ai docenti; ai genitori invece chiediamo più dignità e consapevolezza del ruolo che assolvono». E conclude sottolineando l’inaccettabilità dell’escamotage del “libro o facoltativo”: «Vengono indicati come facoltativi testi che invece sono di primaria importanza, come le antologie. Non è serio, questo, per i docenti».

«Aumenti inaccettabili»

Federconsumatori Toscana insiste sui prezzi arrivati a livelli troppo alti: un testo di scuola superiore oscilla ormai in media fra 20 e 30 euro (o più). «Dal nostro osservatorio – si specifica – emerge che i maggiori rincari si registrano sui libri di materie umanistiche per le superiori e sui vocabolari. A cui si aggiungono quelli degli articoli del corredo scolastico. Aumenti ingiustificati: se alla spesa per libri, zaino e quaderni, aggiungiamo quella per computer portatile e connessione si va ben oltre i mille euro. Con il fatto poi che ogni anno vengono scelte nuove edizioni dei testi scolastici, non è più possibile che un libro passi in una famiglia da un figlio all’altro almeno l’anno successivo. Il ministero dovrebbe dare precise indicazioni alle scuole in questo senso. Quello dei libri scolastici è un tema che grida vendetta». l

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