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Allergie autunnali, cosa le causa e quali sono i rimedi: risponde l'esperta

di Chiara Vignolini
Allergie autunnali, cosa le causa e quali sono i rimedi: risponde l'esperta

Il calendario delle allergie si adegua al cambiamento climatico. «In queste condizioni gli acari si riproducono più facilmente»

05 ottobre 2023
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Non è il ritardo del cambio dell’armadio la prima e sola conseguenza del caldo che arriva a lambire novembre. Né tantomeno possiamo limitarci a preoccuparci per i ghiacciai che si ritirano. La trasformazione climatica che stiamo vivendo e che in questi giorni si palesa con le spiagge ancora piene di bagnanti ha effetti anche sulla nostra salute. A partire dalle allergie. Gli starnuti e gli occhi rossi ormai non sono più conseguenza solo dei primi pollini primaverili. Le temperature oltre i 20 gradi creano un aumento di pollini e di acari tutto l’anno con una crescita del numero di allergici in autunno. Anzi, tutto l’anno.

Lo sa bene la dottoressa Donatella Macchia, direttrice dell’Allergologia Immunologia Clinica di Firenze. «Nel periodo autunnale – dice – per le temperature più alte e l’inquinamento, si assiste ad un prolungarsi della presenza di alcune tipologie di pollini nell’aria. Si tratta di pollini di Parietaria – un’erba-vento fortemente allergica – e di Composite che rimangono presenti nell’aria e che portano anche a una maggiore concentrazione degli acari nell’ambiente domestico. Ogni anno quindi gli italiani che soffrono di allergie anche nel periodo autunnale aumentano» .

Dottoressa, ci spieghi meglio. Cosa accade con l’aumentare delle temperature oltre l’estate?

«Gli acari si riproducono con temperature sopra i 20 gradi e in condizioni di umidità maggiori del 40-50%. Più allergeni ci sono nell’ambiente maggiore è la loro persistenza e più facile sarà la manifestazione dei sintomi».

Ma qual è la procedura da adottare con la comparsa dei sintomi e quali sono i possibili rimedi? Come si riconoscono le allergie autunnali da quelle primaverili?

«Non vi sono differenze, cambia solo la stagionalità in cui si verificano. Anche i sintomi sono gli stessi: raffreddore, quindi naso che cola e starnuti frequenti; congiuntivite, con occhi che lacrimano; tosse e asma bronchiale».

Il periodo autunnale è, però, spesso caratterizzato anche da influenze stagionali. Come ci si rende conto di avere un’allergia invece di malesseri di stagione o addirittura il Covid?

«Non è certamente facile dato che sintomi sono gli stessi. Nell’allergia, però, vi è la ripetitività nel tempo della stessa sintomatologia, non vi sono invece, sintomi come febbre e dolori muscolari. Solo nei casi più gravi di allergia, i cosiddetti “grandi” allergici, può essere presente la stanchezza. Ovviamente solo effettuando dei test specifici sarà possibile avere una risposta adeguata. Per fare questo tipo di esami è necessario rivolgersi al proprio medico di fiducia».

Online è possibile consultare dei calendari pollinici. Sono utili? Gli allergici “autunnali” sono gli stessi pazienti che già hanno sintomi in altri periodi dell’anno o si sta allargando la platea di chi soffre di allergie?

«I calendari pollinici sono utili per verificare la presenza o meno nell’aria dei pollini verso i quali si è allergici. Sono consultabili liberamente e sono suddivisi per regione. Non esiste differenza nei sintomi, solo che gli allergici a Parietaria, Composite, spore di muffe come Alternaria continuano ad averli anche oltre agosto mentre gli allergici agli acari, che tutto l’anno sono presenti nell’ambiente domestico ma in concentrazioni minori, possono avere recrudescenza dei sintomi in autunno e in inverno. Da dicembre, poi, iniziano ad essere presenti nell’aria pollini di alberi ad alto fusto, come la Betulla, la Quercia, il Cipresso e quindi molti pazienti iniziano ad avere sintomi proprio in questi mesi, da dicembre fino a marzo -aprile».

Cosa deve fare una persona nel momento in cui compaiono i primi sintomi? E quale è la procedura da seguire?

«Rivolgersi al medico di famiglia, che potrà prescrivere esami del sangue per la ricerca di anticorpi dell’allergia, le lgE, verso pollini, acari e derivati epidemici di animali domestici ed iniziare una terapia farmacologica. Poi è opportuno rivolgersi allo specialista allergologo per una terapia personalizzata fino ad arrivare all’immunoterapia specifica».

Quali sono le terapie specifiche per prevenire e curare le allergie respiratorie?

«Le terapie per la malattia allergica sono gli antistaminici, gli spray nasali e bronchiali ed i vaccini specifici che possono frenare la marcia allergica. I vaccini, opportunamente scelti, agiscono introducendo la produzione di anticorpi bloccanti gli allergeni e modulando la risposta immunitaria. Non eliminano la malattia, si rimane allergici per tutta la vita, ma riducono la necessità di ricorrere a farmaci, fino ad abolirla per anni. È evidente che aumentando il tempo in cui si hanno sintomi sono un’opportunità da tenere in seria considerazione».

Per le allergie alimentari è necessario seguire una procedura diversa? E anche questo tipo di allergie sono in aumento? Sono collegate a quanto sta accadendo per l’aumento delle temperature?

«La diagnosi di allergia alimentare è di stretta pertinenza allergologica ed è possibile arrivare alla diagnosi dopo un’attenta raccolta dei dati anamnestico-clinici cui seguiranno test cutanei allergologici chiamati Prick Test ed esami sierologici anche in diagnostica molecolare. Le allergie alimentari sono in aumento, essendo spesso secondarie all’allergia respiratoria, oltre che per altri fattori fra i quali la globalizzazione che ha aperto all’utilizzo di alimenti meno comuni nella nostra alimentazione fino a pochi anni fa».l


 

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