Il Tirreno

Venezia fra superstar e red carpet blindato: cinque film italiani in corsa per il Leone

Una scena di “È stata la mano di Dio”, i fratelli D’Innocenzo
Una scena di “È stata la mano di Dio”, i fratelli D’Innocenzo

Via al Festival col premio alla carriera a Benigni. Poi inizia la gara con “Madres paralelas” di Almodovar 

31 agosto 2021
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VENEZIA. Droni, metal detector e obbligo di Green pass a parte, quella che andrà in scena da domani al Lido di Venezia sarà una Mostra del Cinema che volta pagina rispetto a quella dominata dal Covid, ma senza vaccini, dello scorso anno. Si torna ai consueti splendori, alle star in arrivo da tutto il mondo, ai party e soprattutto al grande cinema, con cinque film italiani in concorso.

Benigni e Almodovar

La 78ª edizione, preceduta dalla preapertura di oggi, inizia alla grande domani alle 19 alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con due pezzi da novanta: Roberto Benigni che subito dopo la cerimonia inaugurale condotta dalla madrina Serena Rossi, riceverà il Leone d’oro alla carriera con un atteso discorso di ringraziamento, e quindi Pedro Almodovar, regista del film di apertura in concorso “Madres paralelas” storia di due donne single, una di mezza età (Penelope Cruz) l’altra giovanissima (Milena Smit) che condividono la stanza dell’ospedale in cui stanno per partorire.

Tornano le star

Cruz e Smit saranno al Lido con il regista spagnolo, capofila di un esercito di star attese sul red carpet, protetto anche quest’anno, causa regolamento anti Covid, da una sorta di “muro” anti-assembramenti. Sono attesi Olivia Coleman, Kristen Stewart nei panni di Lady Diana in “Spencer” di Pablo Larraìn e quindi Antonio Banderas interprete (con Penelope Cruz che si concede due film al Lido) di “Competencia official”, Adam Driver, Thimothèe Chalamet, Matt Damon, e, tra gli altri, Tim Roth. Grande attesa anche per Jamie Lee Curtis che l’8 settembre riceverà il premio alla carriera.

Italiani per il Leone

Ad aprire le danze italiche sul red carpet sarà giovedì 2 Paolo Sorrentino con il suo autobiografico e intimista “È stata la mano di Dio”, primo dei cinque film nostrani in concorso, con Toni Servillo, Teresa Saponangelo, Luisa Ranieri e Renato Carpentieri. Seguiranno “Il buco” di Michelangelo Frammartino, storia di un gruppo di speleologi piemontesi che scopre una della grotte più profonde del mondo, nell’altopiano del Pollino (il 4 settembre), “Qui rido io” di Mario Martone, sulla vita di Eduardo Scarpetta (il 7), “Freaks out” con Claudio Santamaria protagonista di una storia di formazione nella Roma occupata del ’43, con quattro “freak” dotati di superpoteri (8 settembre) e poi, il 9, i gemelli D’Innocenzo con “America Latina”, un po’ storia d’amore un po’ thriller, interpretata da Elio Germano e ambientata a Latina, tra bonifiche e centrali nucleari dismesse.

Al Lido, al di là del concorso, si parlerà anche di Afghanistan: sabato 4 è in programma un panel sulla crisi afgana e sulla situazione dei registi e degli artisti locali a cui parteciperà anche la regista afghana Sahraa Karimi, prima presidente donna dell’Afghan film organisation.

Segre e Manfredi

Per non dimenticare i tempi più bui del Covid e le sue cruciali ripercussioni sul cinema, la preapertura del Festival di Venezia, in programma oggi, punta sul dietro le quinte dell’edizione dello scorso anno, tra mascherine, distanziamenti e pubblico risicatissimo, girato da Andrea Segre. Il suo “La Biennale di Venezia: il cinema al tempo del Covid”, prodotto dalla Biennale di Venezia con Rai Cinema e Istituto Luce Cinecittà, sarà in scena alle 18,30 alla Sala Darsena. Seguirà “Per grazia ricevuta” il celebre film del 1971 scritto, diretto e interpretato da Nino Manfredi, omaggio all’attore e regista per i cento anni dalla sua nascita. Il film viene presentato in una nuova copia restaurata.

Covid e terrorismo

La 78ª edizione della Mostra del Cinema di Venezia sarà all’insegna della sicurezza, in chiave anti-Covid e in ottica di prevenzione rispetto all’alert sul terrorismo internazionale. A meno di non essere under 12 o esentati dal vaccino, per accedere alla Mostra (in programma fino all’11 settembre) sarà necessario il Green pass. Incorporato direttamente e digitalmente all’accredito per la stampa nazionale ed estera, esibito insieme al biglietto dagli spettatori. Le misure anti-Covid prevedono il riempimento della sola metà delle sale (con la regola dei posti alternati e la prenotazione obbligatoria) nonché mascherine negli spazi al chiuso. Per i tamponi dell’ultim’ora ci saranno dodici postazioni, a pagamento.

Il red carpet sarà, come l’anno scorso, protetto da una sorta di “muro” antiassembramenti.

Grande attenzione anche alla questione sicurezza imposta dalla crisi afgana: è stato predisposto uno schieramento di 500 agenti delle forze dell’ordine.


 

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