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Toscana, allarme lupi: mai visti così vicini alle case – La testimonianza: «Erano in due a pochi passi da me»

di Nilo Di Modica

	Moreno si è trovato di fronte due lupi 
Moreno si è trovato di fronte due lupi 

Avvistamenti sempre più frequenti tra le colline pisane: residenti e cacciatori chiedono ai Comuni misure chiare e comportamenti prudenti

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SAN MINIATO (PISA). Due lupi nella mattina di sabato 3 gennaio si sarebbero aggirati fra i campi, al confine fra San Miniato e Montopoli. La segnalazione arriva da Moreno Bertelli, residente della zona e volto noto del sindacalismo locale, che si trovava lungo via Vaghera, lato sanminiatese, quando si è trovato di fronte due esemplari che andavano in direzione dei boschi di Montalto.

L’allerta ai cittadini

«Credo sia necessario fare un po’ di attenzione – premette l’uomo. – Io ho un orto qui e questa zona la frequento da tantissimi anni, ma non mi era mai capitato di vedere lupi da queste parti. Purtroppo non ho fatto in tempo a fare una foto decente». L’obiettivo della segnalazione di Bertelli è anche quello di mettere in allerta la cittadinanza. «Questa strada è molto frequentata da persone che passeggiano, vanno in bicicletta, spesso col cane – racconta l’uomo – Io ero in auto, ma di sicuro per tutti coloro che frequentano quella zona a piedi forse è necessaria un po’ di prudenza».

Avvistamenti sempre più frequenti nel territorio

A San Miniato gli avvistamenti di lupi sono sempre meno rari. Se fino a qualche anno fa certe segnalazioni riguardavano le aree adiacenti al parco di San Rossore o del volterrano, adesso anche tutte le colline pisane e dell’entroterra, come la Valdegola, non sono esenti da questo genere di osservazioni. Se non addirittura di episodi di attacco a capi d’allevamento, che proprio a San Miniato negli anni scorsi si sono intensificati.

Il tema dell’ibridazione e delle competenze

«Il lupo di per sé sarebbe anche un regolatore della fauna, ma chi ci dice che siamo davvero di fronte ad un lupo italico e non all’ennesima ibridazione? – si chiede Piero Taddeini, della sezione sanminiatese dell’associazione Libera Caccia – È un tema non da poco. Innanzitutto di competenza: se si tratta di cani randagi o di ibridi sono un problema dei Comuni. Se si tratta di lupi è una questione forestale. Noi, nelle nostre battute, sempre più spesso ce li troviamo di fronte e sempre di più sono le segnalazioni che ci arrivano da persone che frequentano i boschi, tartufai, ciclisti, bikers e così via».

Comportamenti del lupo e rischi percepiti

«Il lupo “vero” per capirsi, nella stragrande maggioranza dei casi tende a non avvicinarsi alle abitazioni e se vede qualcuno il primo istinto è quello di scappare – va avanti Taddeini – Ma sono tantissime le situazioni intermedie ed è chiaro che una persona con appresso il cane può sentirsi minacciata. Servirebbe ogni volta il test del dna, ma chi lo fa? Siamo di fronte a un problema che, malgrado le tante sollecitazioni da parte di noi cacciatori ai Comuni e agli enti preposti a gestire la cosa, ad oggi non vuole affrontare nessuno».

Il censimento e le buone pratiche per i cittadini

Il più recente censimento concluso nella primavera del 2021, quindi datato, ha documentato la presenza di circa 3. 300 lupi in tutta la penisola. «Per questo – riprende Taddeini – è fondamentale che i cittadini mettano in atto comportamenti prudenti e adeguati nel caso di incontri con il lupo. Ma che i Comuni si attivino per promuovere anche buone pratiche tramite campagne ad hoc. Nelle quali, ad esempio, si raccomandi di non abbandonare rifiuti e cibo vicino alle case, di non offrire cibo al lupo, di proteggere gli animali domestici e si consigli cosa fare nel caso di incontro con un lupo che mostra un comportamento confidente».

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