Nasceva cento anni fa Enzo Coppini, "il Morino di Prato"
Dal 1935 al 1951 ha vinto ventidue corse disputando quattro Giri d’Italia e la Rond de France nel 1946 e il Tour de France del 1948 vinto da Gino Bartali. E' stato l'alfiere della Ciclistica Pratese 1927
PRATO. Avrebbe compiuto oggi (sabato 18 aprile 2020) 100 anni Enzo Coppini "Il Morino di Prato". Sono già passati 9 anni da quando se n'è andato con la sua bicicletta dopo tutta una vita passata a pedalare. Prima da atleta poi da direttore sportivo a dirigente, organizzatore e sponsor ma soprattutto con un cuore grande soprattutto quando si parlava di ciclismo.
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"Il nonno è stato un precursore - spiega il nipote Massimo - fin da giovanissimo la sua passione è stata la bicicletta; La prima gliela regalò una signora alla quale faceva la spesa e ci mise subito il manubrio da corsa.Poi a 15 anni prese una Gestri, di lì a poco iniziò a correre con la Ciclistica Pratese nata nel 1927, poi la prima vittoria nel ’36".
Era molto amato tra i suoi compagni.
"Aveva un carattere stupendo era burlone e ciarliero ma come atleta aveva un' ottima taglia ed era generoso - continua il nipote - Gareggiò dal 1935 al 1951; 16 anni durante i quali militò in Italia e all’estero. Rimase fedele ai colori della Ciclistica Pratese 1927, prima come aspirante (ottenne anche il titolo toscano), quindi come allievo, dilettante e indipendente. Una bella carriera con alcune splendide prodezze e che gli ha permesso di vincere ben 22 gare, disputando quattro Giri d’Italia e la Rond de France nel 1946 e il Tour de France del 1948 vinto da Gino Bartali. Fu uno dei diciotto corridori che nel 1946 parteciparono alla corsa Rosa entrando a Trieste in mano agli Alleati. Poi fu protagonista del Giro dell’Algeria del ’49 e nel Giro d’Italia del 1950 dove al termine della tappa di Livorno si dovette ritirare con le lacrime agli occhi essendo giunto, quel giorno, in forte ritardo".
Durante la guerra interruppe la sua attività e partì per il fronte?
"Fece anche la campagna di Russia, restando 22 mesi lontano da casa - spiega la figlia Valeria - e per questo ha ricevuto diverse medaglie al valore per meriti di guerra e fu presidente dell’Associazione Bersaglieri di Prato con cui organizzava raduni ed era fiero di essere un bersagliere".
Cessata l’attività ciclistica?
" Nel 1948 mise in proprio un negozio di bici in Piazza Ciardi e qualche anno dopo (dal ’58 al ’60) l’esperienza sull’ammiraglia accanto a un grande campione del pedale come Learco Guerra, suo carissimo amico - continua la figlia Sandra - in quegli anni il babbo provò emozioni intense, sensazioni vibranti e fece piangere anche l’amico Learco durante la tappa del Monte Bianco al Giro d’Italia. Urlava e piangeva al tempo stesso in un modo tanto comunicativo che esprimeva la sua passione fino a far piangere un campione come Guerra".
Poi tornò in pianta stabile nella sua Prato e ha ideato tante manifestazioni sportive come sponsor e organizzatore.
"Il negozio Coppini è stata una sua idea perchè il babbo - spiegano le figlie Valeria e Sandra - aveva una parola per tutti ed era attento alle esigenze della gente. per questo oltre alle biciclette guardava con attenzione quello che succedeva in città e per questo ci diede la possibilità di aprire questo negozio che è ancora in piazza Ciardi. Mentre le biciclette hanno mantenuto la tradizione perchè è il nipote a seguirle"
Le parole di Alfredo Martini sintetizzano meglio di altri chi era Il Morino di Prato
"Aveva una personalità unica ed era una persona esuberante e generoso e dalla grandissima passione". Buon compleanno Enzo Coppini, ancora nel cuore di tanti appassionati.
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