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Prato, calciatore di 15 anni aggredisce l’arbitro dopo l’espulsione: le urla del padre e la partita sospesa

di Paolo Nencioni
Il campo subito dopo la fine anticipata della partita
Il campo subito dopo la fine anticipata della partita

Il direttore di gara ha interrotto in anticipo la partita tra squadre Under 16: il padre del ragazzo gli ha dato manforte urlando dagli spalti. Sul posto anche i carabinieri e un'ambulanza

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PRATO. «Arbitro non vedi un cazzo, te ti droghi…». Così un giocatore quindicenne del Maliseti avrebbe apostrofato il direttore di gara al 10’ del secondo tempo dell’incontro tra le formazioni Under 16 di Coiano Santa Lucia e Maliseti che si è giocato ieri mattina, domenica 13 settembre, al campo di Coiano.

Il quindicenne era stato appena espulso dopo aver preso il secondo cartellino giallo nel giro di pochi minuti per un fallo di gioco e la cosa sarebbe finita lì, con una pesante squalifica, se il ragazzo non avesse perso la testa.

L’arbitro infatti lo ha richiamato per rimproverargli quelle parole e il ragazzo lo ha spintonato facendolo cadere a terra, dove si è procurato una contusione a un braccio, mentre il padre del giocatore dagli spalti dava manforte al figlio urlando offese nei confronti del direttore di gara. A questo punto l’arbitro, dolorante, ha deciso di interrompere la partita mandando le squadre negli spogliatoi.

Insomma, una scena da non far vedere nelle scuole calcio, che chiama in causa chi quel ragazzo ha educato e chi ha provato a insegnargli a giocare al calcio.

Sul posto ambulanza e carabinieri

L’episodio ha avuto e avrà degli strascichi. Qualcuno infatti ha chiamato un’ambulanza per soccorrere l’arbitro, altri hanno chiamato i carabinieri e una partita di calcio giovanile è diventata una questione di ordine pubblico. Il quindicenne ora rischia una pesantissima squalifica, si può ipotizzare che la sua stagione sia finita a settembre, se il giudice sportivo non adotterà provvedimenti più pesanti.

Tutto dipende da che cosa scriverà l’arbitro nel suo referto. Testimonianze raccolte sul posto riferiscono che l’arbitro, prima di essere spintonato, avrebbe detto qualcosa al ragazzo. Parole che forse hanno innervosito ancora di più il quindicenne, che ha reagito nella maniera sbagliata.

Quella che doveva essere una bella domenica di calcio sul campo dove hanno tirato i primi calci al pallone Paolo Rossi e Alessandro Diamanti si è conclusa con accuse e recriminazioni che lasceranno il segno.

I genitori

In più occasioni le cronache si sono occupate della mancanza di fair play in campo ma soprattutto sugli spalti delle partite di calcio giovanile. Spesso sotto accusa sono finiti i genitori dei giovani calciatori, anche piccolissimi, che si attaccano alle recinzioni e non danno il buon esempio ai figli contestando le decisioni degli arbitri come se fosse una partita di Serie A.

In questo caso il fattaccio è avvenuto in campo, ma se corrispondono al vero le testimonianze sull’atteggiamento del padre del quindicenne, allora si torna allo stesso copione: l’esasperazione ingiustificata dei toni e delle proteste di fronte a un evento sportivo che dovrebbe essere fatto di divertimento e di sano agonismo sportivo.

Ora bisognerà vedere che cosa ha intenzione di fare l’arbitro, se lasciare tutto in mano alla giustizia sportiva o sporgere denuncia nei confronti del calciatore per lesioni.

E ora

La vittoria sarà assegnata a tavolino al Coiano Santa Lucia, ma questa è davvero la cosa meno importante di fronte a un episodio che invita a riflettere sull’educazione da impartire agli adolescenti, sia che abbiano intenzione di giocare al calcio, sia che preferiscano passare la domenica pomeriggio con gli amici in centro.  

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